Libero arbitrio e rifiuto della mediocrità: da Pico della Mirandola ad Alex Honnold

La concezione dell’uomo nel ‘400 Homo faber fortunae suae (l’uomo è artefice del proprio destino), una delle locuzioni latine riscoperte e maggiormente rivalutate nel periodo dell’umanesimo, movimento culturale sviluppatosi nel ‘400 a partire dalla figura di Francesco Petrarca. L’homo faber rappresenta un sapere non fine a se stesso, ma che racchiude anche un potere: un … Leggi tutto

Da Charles Manson ad Horkheimer: come un’autorità può condurti al delitto

Caratteristiche della personalità autoritaria Le personalità carismatiche hanno la capacità di convertire i propri valori o convincimenti in tendenze comuni e conformanti, di conseguenza coloro i quali sono i seguaci o adepti attraverso la fiducia o la stima che ripongono nel leader fanno sì che le sue convinzioni divengano proprie, si lasciano comunemente influenzare dal punto di … Leggi tutto

È possibile vivere dimenticando cosa si è appena fatto? La risposta della Pixar

Amicizia al di sopra dei ricordi Dory, la pesciolina chirurgo, confessa al suo amico Marlin di soffrire di perdite di memoria a breve termine, una particolare forma di amnesia. La prima reazione del pesce pagliaccio è una faccia stupita: non capisce se la sua nuova amica stia scherzando oppure no. Come è possibile convivere tanti … Leggi tutto

Nelle scarpe di Van Gogh: psicobiografia di un’anima tormentata

“Senza paura e malattia la mia vita sarebbe una barca senza remi” Così diceva Edvard Munch, forse il più celebre esponente del movimento artistico Espressionista, a proposito del suo vissuto, un vissuto teso all’Arte (“L’Arte è il sangue del nostro cuore“, dirà a Berlino) e segnato da profonde ferite emotive: la morte della madre in giovanissima età … Leggi tutto

La necessità della figura del cyborg come superamento del proprio limite

Alita: angelo della battaglia è il nuovo film di Robert Rodriguez. Uscito a febbraio 2019 nelle sale cinematografiche, ha come protagonista Alita. Una donna cyborg vive in un mondo dove convivono umani e robot, e dove il commercio di parti anatomiche, di pezzi di corpo, siano essi di carne o bionici, è all’ordine del giorno. … Leggi tutto

Kick-Ass VS Merton: i vigilantes dei fumetti sono soggetti devianti?

Provate a guardarvi intorno. Osservate le persone che vi circondano. Probabilmente non le rivedrete più, e la cosa neanche vi interessa, perché, in fin dei conti, sono come noi, avranno di sicuro una vita normale. Ma perché non pensare che tra di loro si nasconda qualcuno che “normale” non è? Qualcuno che la notte esce … Leggi tutto

Lars von Trier e The House That Jack Built: il sovvertimento della morale kantiana

E’ ufficiale. Un nuovo vento soffia in città. Uno scandalo annunciato ha bussato alle porte dei cinema italiani lo scorso 28 Febbraio, data di uscita in due versioni – quella doppiata è stata censurata di un minuto e mezzo circa – dell’ultima fatica del controverso regista danese Lars von Trier. Con The House That Jack … Leggi tutto

Truman Burbank spiega il teatro

Il mondo come palcoscenico

All the world’s a stage, and all the men and women merely players“: così esordisce William Shakespeare nella sua commedia Come vi piace, inaugurando la immensa fortuna del tema del ‘mondo come palcoscenico’. Un tema che porta con sé una atmosfera disillusa, necessariamente malinconica, che si vedrà riproposta subito pochi anni dopo ne La Vita è sogno di Cevantes e che percorrerà in sordina la via della letteratura europea riemergendo vigorosamente alle porte del ‘900. Ed è proprio alla fine del Secolo Breve che si presenta al mondo Truman Burbank, emblematico protagonista del celebre film The Truman Show, che del nostro tema è forse una delle espressioni più limpide. Truman è un giovane impiegato americano, sposato, con una bella casa e molti amici: una figura stereotipata, che vive in un mondo, tutto sommato, stereotipato. Troppo stereotipato. Tutto ciò che gli gira attorno, infatti, è fittizio: Truman è il protagonista dell’omonimo Truman Show, un racconto della sua stessa vita ripresa in diretta sin dalla nascita, il tutto senza che il protagonista sappia nulla a riguardo della sua situazione. Truman è dunque un attore, seppur inconsciamente, ed il suo mondo è un palcoscenico. Ma Truman è anche una persona normale, che ogni giorno vive la sua vita normale compiendo gesti ed azioni normali.

Azione assoluta, azione teatrale, azione scenica

Ecco allora palesarsi una delle dicotomie che stanno alla base della rappresentazione teatrale: la significazione dell’azione. Nell’evento teatrale, ogni azione, sia essa verbale o gestuale, ha sia una essenza assoluta sia una essenza di segno. Tale distinzione è facilmente comprensibile immaginando una ipotetica scena nella quale un attore tiri uno schiaffo ad un altro suo collega: il colpo giunge davvero al viso dell’attore, si sentirà davvero la sua guancia risuonare; quel gesto è, a tutti gli effetti, un vero e proprio schiaffo. D’altro canto sappiamo bene che quell’azione, in quel preciso contesto, ha una essenza ben diversa: la differenza sta nella finalità del gesto, perché l’attore non schiaffeggia il suo collega per esprimere la propria collera verso di lui, come sarebbe se si interpretasse l’azione nella sua natura assoluta, ma semmai per imitare, per significare la collera del suo personaggio verso il personaggio del suo collega. A teatro dunque, ogni azione è imitazione (si parla, in questo caso di azione teatrale) e segno, e in quanto segno, fa parte di un preciso sistema comunicativo. Il teatro, infatti, è sostanzialmente un processo di comunicazione tra un autore ed il pubblico, in cui i portatori di significato sono il testo, la scena e gli attori. Si intuisce allora la natura necessariamente collettiva del teatro, e, infine, la seconda sfumatura dell’azione-segno: ogni gesto, oltre ad essere imitativo, è anche evocativo, e ha il compito di evocare determinate emozioni negli spettatori. Il medesimo schiaffo, infatti, desterà sdegno nel pubblico se sarà, ad esempio, rivolto ad una donna dal marito in una scena di violenza domestica, oppure desterà una sorta di empatica tristezza se sarà l’ultimo gesto riservato da un padre morente verso il figlio. Un gesto, che oltre ad imitare, evoca anche emozioni sulla scena e attraverso la scena prende appunto il nome di azione scenica.

La liberazione di Truman

Alla luce di queste categorie (azione assoluta, azione teatrale ed azione scenica), è ancora più facile comprendere il comunque già palese dramma di Truman, intrappolato, a sua insaputa, in un mondo fittizio che lo costringe a vivere sul crinale della dicotomia tra le sue azioni assolute e le azioni teatrali altrui, tra una vita costruita su determinate credenze che si riveleranno menzogne. Una vita che non poteva che risolversi in modo ‘teatrale’, o, meglio, metateatale: Truman, insospettito della setreotipia esasperata del suo mondo, prende progressivamente coscienza della sua situazione, fino a giungere alla decisione di raggiungere quelli che aveva intuito essere i limiti estremi del suo mondo fittizio. Ivi giunto, la liberazione: dopo un dialogo memorabile col ‘regista-demiurgo’ del suo ‘palcoscenico-mondo’ (https://www.youtube.com/watch?v=u6abtw7Mxq0), Truman si ritrova davanti alla scelta, se rimanere nel suo mondo scenico o compiere il passo verso il mondo reale (il cui accesso si configura come una porta posta al termine di una scalinata). La scelta risulta scontata, ma sotto un tratto che si connota come particolarmente romanzesco si celano ingerenze tematiche non da poco. Il passaggio deliberato verso un metateatro, un qualcosa che va oltre il mondo teatrale fino ad allora vissuto dal protagonista, e per di più connotato come la fine di un cammino di crescita come è nell’immagine della scala, è sostanzialmente metafora del compito di base del teatro, che è il miglioramento dell’uomo: come Truman, ogni singolo spettatore è alla ricerca della sua scala, della sua porta da aprire, ed esattamente come per il protagonista, il teatro, nel quale Truman ha vissuto una intera vita, è ciò che possa portarci a tale fine. E che la nostra vita sia o meno una messa in scena (con buona pace di Shakespeare), in fondo, forse poco importa, se altresì noi siamo destinati, prima o dopo, ad una finale liberazione a noi destinata o da noi duramente conquistata.

Lorenzo Danelli

L’avvelenata di Guccini e la musica come dimensione fondamentale dell’uomo e della società

“Ma se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni, credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni?”  Questa domanda, intrisa di arrabbiatura e frustrazione, è l’incipit di uno dei più grandi capolavori della musica italiana: “L’avvelenata” di Francesco Guccini. Cantautore, musicista, poeta, Guccini rappresenta uno dei … Leggi tutto

L’aumento delle temperature ci cuocerà vivi, ma forse saremo troppo irascibili e storditi per preoccuparcene

È un fatto noto dalla fine del diciannovesimo secolo. Tuttavia, l’aumento di emissioni di CO₂: oltre a modificare il clima, sarebbe in grado di alterare sia l’umore e che le capacità cognitive. Di recente, numerosi studi hanno evidenziato cali del 15% delle prestazioni mentali già a 1000 parti per milione (ppm) e del 50% a 1400 … Leggi tutto