Caratteristiche della personalità autoritaria

Le personalità carismatiche hanno la capacità di convertire i propri valori o convincimenti in tendenze comuni e conformanti, di conseguenza coloro i quali sono i seguaci o adepti attraverso la fiducia o la stima che ripongono nel leader fanno sì che le sue convinzioni divengano proprie, si lasciano comunemente influenzare dal punto di vista psicologico e pragmatico tanto che molte volte come vedremo in seguito, la massa diviene come un reggimento di soldatini pronti a soddisfare le richieste anche più sanguinose del proprio capo. Il capo viene visto come una figura di riferimento attraverso il quale si rispecchiano numerosi adepti, i quali in quanto seguaci pur di ottenere il premio o la salvezza da lui promessa sono pronti a perdere libertà, fiducia in sé stessi e la propria dignità. Le personalità carismatiche hanno sempre caratterizzato la storia, basti pensare semplicemente alla figura di Adolf Hitler il quale diviene la personificazione dell’autorità nociva: dopo la sua morte con i seguenti Processi di Norimberga molti seguaci del nazismo affermarono che tutti i crimini e tutte le azioni non fossero state attuate mediante una volontà personale, bensì solo allo scopo di seguire gli ordini del Fuhrer. Ma quanto può l’autorità condizionare in maniera effettiva un essere umano?

L’autorità in sociologia spiegata da Horkheimer

Il sociologo Horkheimer spiega come si possa determinare l’obbedienza dinnanzi ad un fenomeno autoritario facendo riferimento in primo luogo al primo microcosmo con il quale l’individuo debba confrontarsi: la famiglia. Il sociologo afferma che sin dalla nascita la figura paterna viene inserita all’interno di un contesto di obbedienza, e l’atto di obbedire diviene concetto naturale per l’essere umano tanto che comunemente cresciamo come se avessimo un’idea di gerarchia già prestabilita ed è come se esercitare autorità o sottoporsi alla stessa fosse tuttavia un qualcosa di normale. D’altro canto però, quando siamo dinnanzi ad una società nella quale prevalgono l’educazione, l’ordine e la disciplina all’interno di un contesto come quello del XIX secolo, è inevitabile che l’educazione paterna sia completamente attinente a queste tendenze, come se si andasse a determinare un presupposto propedeutico allo scopo di generare personalità forti ed obbedienti. Malgrado la ribellione è inevitabile come quanto sia semplice lasciarsi influenzare da coloro i quali in un contesto psicologico e storico debole fanno false promesse, come se in realtà al leader interessasse della massa senza l’obbiettivo di incrementare il suo potere e giungere ai suoi scopi perversi. Molte volte in un contesto anche più ristretto come quello settario (vedremo l’esempio di Charles Manson) è molto semplice per una personalità carismatica perversa andare a compiere un brainwashing ai suoi adepti. I seguaci dei gruppi religiosi o settari che poi molto spesso si trovano a compiere atteggiamenti devianti sono molte volte reduci da una vita complicata, fragile, quindi proprio per questo motivo fanno riferimento a colui colei i quali possono risollevare la propria vita. Ma a quale costo? Certamente si è disposti anche ad uccidere.

Charles Manson e la sua “famiglia”

Gli anni 70 vengono considerati anni fondamentali per quanto concerne il percorso della “famiglia” di Charles Manson. Nato in Ohio da una prostituta egli non crescette né con la madre né conobbe mai il padre tanto che il nome Manson è semplicemente un insieme della parola inglese “son” ovvero figlio e “man” ovvero uomo: Il figlio di un uomo. Non visse un’infanzia semplice anche grazie alla presenza dello zio che incrementò il suo crescere negativamente e il suo desiderio di rivalsa e vendetta. Da giovane iniziò alcuni studi autodidatti interessandosi alla magia nera, all’occultismo, trascorrendo una vita nell’ambiente sub culturale assumendo sostanze stupefacenti quali l’acido lisergico. La sua fama ed autostima crebbero tanto che a 32 anni riuscì a circondarsi di persone le quali lo apprezzassero e lo intendessero quasi come una divinità. Manson accrebbe così tanto la sua fama da dare vita al Movimento delle 4 P dedita al culto del male, praticando riti, barbarismo, cannibalismo ed ematofagia. Nella setta erano presenti sia uomini che donne, le quali venivano sfruttate e maltrattate sessualmente tanto che neppure alle più giovani fosse possibile abortire, poiché i nuovi nati sarebbero dovuti essere praticanti della setta. Charles girava sempre armato, divenne figura preponderante del fenomeno del Mansonismo, battezzato da lui e destinato a divenire fenomeno dedito al sociale e al consumismo. (Moltissime le canzoni, le opere, ed ogni minimo oggetto commerciale dedicato a Manson.) I suoi crimini potrebbero essere considerati dei veri e propri massacri, basti pensare all’irruzione del 1969 nella casa del regista Polanski nella quale vennero massacrati i suoi quattro ospiti tra cui Sharon Tate incinta di nove mesi. I corpi complessivamente furono trafitti da duecentodue coltellate, tanto per poter comprendere l’amore per la morte e per il crimine che provassero questi uomini. L’arresto per prostituzione di una ragazza della setta, condusse le indagini alla figura di Manson dopo le quali nel corso di due processi si giunse alla condanna a morte per Manson e per la maggior parte dei suoi seguaci. Manson è un esempio di come una personalità diabolica possa costruire un vero e proprio mondo criminale approfittando di coloro i quali sono più deboli e sconvolti dalla vita, facendo riferimento alle debolezze caratteriali altrui le quali diventano anello di congiunzione tra leader e adepto si può giungere a compiere atti mostruosi al limite dell’umanità.

Il carisma e la capacità di coinvolgere come tutte le caratteristiche umane possono degenerare e ritorcersi contro noi stessi e contro gli altri, l’uomo ha la facoltà del controllo e proprio per un istante dovrebbe comprendere di non essere solo al mondo. Una volta che la comprensione è avviata, basti pensare che ogni individuo in quanto imperfetto possa compiere crimini o atti impuri, è sempre bene avere sempre piena consapevolezza di sé e circondarsi del giusto, mai andare oltre i limiti. Questo concetto mi è stato insegnato dai delinquenti.

Simona Canino

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