Il Superuovo

Scopriamo 6 curiosità sul “De vulgari eloquentia” che non ti hanno insegnato a scuola

Ecco 6 cose che non sapevi sul “De vulgari eloquentia”. “Dante è il padre della lingua italiana…” ha detto la vostra professoressa con l’aria di chi la sapeva lunga, e in effetti il concetto non è sbagliato (tranne che per noi cavillosi e precisini che diremmo più correttamente “il nonno”, dato che il padre è … Leggi tutto

Scopriamo i 5 autori della letteratura italiana più casi umani della storia

Scopriamo insieme con quali autori sarebbe stato davvero un incubo avere una relazione. Quante volte studiando le opere di un autore ci siamo innamorati di lui e delle sue parole? Quante volte abbiamo desiderato che quei versi così belli e quelle frasi così appassionate e appassionanti fossero rivolti a noi?  Ma se vi dicessi che … Leggi tutto

Quando Venditti rielabora Dante, nasce Ricordati di me (che son la Pia)

Morte e dimenticanza, queste le paure più comuni; come arginarle, se non addirittura vincerle? Attraverso la memoria.  Il timore dell’oblio é contrastato dal valore del ricordo: ecco quanto ci consegnano Dante Alighieri nel canto V del Purgatorio e Antonello Venditti in Ricordati di me. Francesca e Pia sono davvero due facce della stessa medaglia? Il … Leggi tutto

Boccaccio “creò” la lingua e ora i social la modificano: le emoji finiscono in tribunale

Dante, Petrarca e Boccaccio sono stati i fondatori della lingua italiana. Ora, i social stanno modificando il modo di comunicare. Un esempio? Le emoji che, da qualche tempo, valgono come prova in tribunale. Boccaccio: la nascita di una lingua Dante, Petrarca e Boccaccio sono tra i padri fondatori dell’italiano. Essi costituiscono “le tre corone” della … Leggi tutto

Chi è amato non può non ricambiare? Rispondono Dante, Venditti e Jovanotti

Ripercorriamo insieme il viaggio di un verso reso immortale dallo stilo di Dante, ma ringiovanito dalle voci di Venditti e Jovanotti.  Il 25 Marzo è stato, come noto, il Dantedì e l’Italia tutta s’è prodigata per celebrare colui che, secondo almeno Aldo Cazzullo, ha dato origine all’Italia stessa, ché la nostra penisola, scrive il giornalista … Leggi tutto

Divina sì, ma anche bizzarra: scopriamo una nuova Commedia alla luce del nonsense

Ci sono fatti nella Divina Commedia che non hanno proprio senso, ma quali sono i casi più eclatanti?

 

 

Si sente molto parlare di Dante Alighieri in questi giorni, della grandezza e della genialità del poeta fiorentino, tanto che riesce a rinnovare lo stupore ad ogni nuova lettura della sua opera, ma anche Dante non era esente agli abbagli. È molti importante infatti inserire gli autori nel loro contesto storico perché se ne capiscano meglio gli errori, spesso banali per noi, ma che risultavano coerenti nella loro epoca. Ed anche comprendere il loro non-senso odierno. 

Questi sbagli possono persino sembrare ridicoli ed in fondo rendono anche più comprensibile la dimensione umana e fallace del “sommo poeta” ed in fondo, non levano niente alla sua figura, anzi ne accrescono la sua umanità, e ce lo fanno apprezzare ancora di più. 

1. I castori sono carnivori

Sembra impossibile, anche solo guardando gli incisivi dei castori, pensare che potessero essere definiti come carnivori eppure per Dante e la simbologia medievale era proprio così: si credeva che, immergendo la loro coda nell’acqua, secernessero un grasso che attirava i pesci e per poi catturarli. È presente in Inf. XVII, v. 22.

Per comprendere meglio il perché di questa credenza è importante sottolineare che molti animali  possedevano dei significati simbolici, si parla infatti non di zoologia in quanto tale bensì di zoologia “morale”. Esempio celebre ne è il Physiologus, scritto tra il II e il III sec. d. C., che ancora dettava legge in quanto alla conoscenza degli animali. Al suo interno scopriamo anche, ad esempio, che i leoni resuscitavano i loro cuccioli con il respiro e che le donnole partorivano dalle orecchie. Bizzarro ma vero.

 

 

2. Ulisse non è mai tornato ad Itaca 

Dante non aveva mai letto Omero, e quindi non aveva nemmeno mai letto l’Iliade e l’Odissea, poteva soltanto fidarsi degli altri. Non poteva pertanto sapere cosa fosse successo ad Ulisse se non tramite delle fonti latine. Il punto è che per il mondo classico degli “auctores”, cioè degli autori degni non solo di fama ma anche di fede, citati da Dante proprio nel IV canto dell’Inferno, il ritorno di Ulisse ad Itaca era così scontato da non parlarne nemmeno. Dante si trova quindi in una situazione scomoda e decide di “inventare” la storia del “folle volo” dell’eroe greco, che appunto parte dal Circeo e non da Itaca. Del resto la traduzione dal greco era stata poi commissionata a Leonzio Pilato da Petrarca e Boccaccio. Non è colpa di Dante alla fine, ma del suo tempo.

 

3. In paradiso ci sono delle cortigiane

Francesca è punita per l’eternità nel girone dei lussuriosi per aver baciato ed essersi innamorata di Paolo Malatesta, fratello del marito di lei, Gianciotto, il cui nome è un programma. Poi, tra l’altro, viene anche uccisa in maniera brutale. Una dona che era stata promessa in sposa ma il cui marito aveva la facoltà di tradirla senza subire alcuna punizione. Ora a noi contemporanei la cosa appare eccessiva soprattutto se si viene a scoprire che nel IX canto del Paradiso è inserita sia la figura della meretrice di Gerico Raab, sia Cunizza da Romano, il cui passato da cortigiana non viene affatto celato, anzi quasi mostrato. Però lo dice anche lei, questa cosa è un po’ strana: “che parria forse forte al vostro vulgo”. A distanza di settecento anni al volgo questa cosa appare ancora come bizzarra, ma le scelte di Dio, e di Dante, spesso rimangono insondabili. 

4. Anche in Dante c’è il fuso orario 

Dante parte per il suo viaggio il 25 Marzo del 1300, circa al tramonto, e termina a mezzogiorno del 30 Marzo. All’inferno ci rimane fino alla sera successiva e per risalire fino all’Eden impiega ventuno ore, ma guadagna dodici ore per via del differente fuso orario tra un emisfero e l’altro, quindi arriva all’Eden alle 7:30 del 26 Marzo, ora locale, che sarebbero le 19:30 dello stesso giorno a Gerusalemme. E non dimentichiamoci poi che soffre anche per la mancanza di sonno.  Sul Purgatorio, la notte, che non è rischiarata dalla luce divina e quindi non permette il cammino, dorme anche, regalandoci stupendi sogni. Attraversa poi i cieli fisici in 19 ore e la visione dell’Empireo dura un tempo mistico incalcolabile, ma che gli permette comunque di essere a casa a mezzogiorno del 30 Marzo, giusto in tempo per il pranzo della domenica.

 

 

 

Dialetto e dintorni: ecco in quattro punti la storia degli studi dialettali, iniziando da Dante

Vi siete mai chiesti quanti sono e quali sono i dialetti italiani? Scopriamolo attraverso le principali classificazioni proposte dai linguisti.  Se pensate che il dialetto sia solo una parlata di secondo livello, senza arte ne parte, vi sbagliate di grosso. Il termine “dialetto” deriva dal greco e ha avuto un’evoluzione lunga e articolata. Per molti … Leggi tutto

Ecco perchè Dante è più coraggioso di te: non accampava scuse per la donna amata

Esiste un limite all’indecenza dei casi umani? Scopriamo perchè il Sommo Poeta, vale più di ogni uomo contemporaneo. Avete mai avuto la sensazione che un ragazzo vi stesse prendendo in giro o che semplicemente non riuscisse ad arrivare a delle conclusioni soddisfacenti riguardo la vostra relazione, insomma quel tipico comportamento che si potrebbe definire “sei … Leggi tutto

Il Purgatorio di Dante e l’ultimo libro di Aldo Cazzullo: ecco come rinascere dopo l’oblio

Con il I Canto del Purgatorio de “La Divina Commedia”, Dante raggiunge un nuovo regno fatto di luce e rinnovata speranza. Aldo Cazzullo, con il libro “A riveder le stelle”, ispirato a Dante, descrive l’aspettativa di una ritrovata libertà quando, dopo la pandemia, potremmo tornare a riviverla. Che questo periodo storico sia solo un momento … Leggi tutto

Roberto Benigni leggerà Dante il prossimo 25 marzo: riscopriamo la tradizione della Lectura Dantis

Il Ministro della Cultura Franceschini ha annunciato che l’evento sarà trasmesso da Rai 1 alle 19.15 dal Quirinale in presenza di Mattarella. Per il grande pubblico italiano, l’associazione Benigni-Dante risulta quasi spontanea. La sua opera di declamazione si ripeterà il 25 marzo nel Dantedì, in occasione delle celebrazioni per il 7° centenario della morte del … Leggi tutto