Black humor: dov’è il suo limite? Freud ce lo illustrò tramite il Super-io

Nonostante “humor nero” sia un concetto che emerge spesso, tanto nelle conversazioni casuali quanto nella critica letteraria, non esiste un consenso generale a riguardo. Ciò non sorprende, dato che non abbiamo una definizione chiara di umorismo, sebbene la maggior parte delle persone sia convinta di poterlo riconoscere immediatamente. Fin da Platone, e sicuramente molto prima, … Leggi tutto

The Handmaid’s tale: cosa è cambiato dal romanzo della Atwood alla serie televisiva?

The Handmaid’s tale: È meglio il libro o la serie TV? la nostra curiosità ci spinge sempre alla ricerca di nuove informazioni. Ma vediamo quali sono le più evidenti differenze tra il romanzo della Atwood e l’omonima serie tv. Nel 2017, con grande clamore, Hulu production regala agli schermi televisivi The handmaid’s tale. Lo scorso … Leggi tutto

Hegel e i Led Zeppelin si confrontano: possiamo davvero conoscere Dio?

Cosa hanno in comune un gruppo rock britannico e un filosofo tedesco? Apparentemente nulla, ma già partendo dal presupposto che fossero tutti uomini, possono essere posti sullo stesso piano nella ricerca del senso. Musica, filosofia e religione, tre ambiti che parlano dello stesso argomento, ma in tre lingue diverse. Stairway to heaven è considerata la … Leggi tutto

Il seme della follia: dal Saul alfieriano al film Shutter Island

La smania di potere, l’incapacità di adattarsi, il desiderio di vivere una realtà distinta da quella che si affronta tutti i giorni e non solo sono il preludio della follia: un tabù nella vita comune, spesso vista come motivo di isolamento, ma che nel corso della storia ha coinvolto numerosi uomini, alcuni anonimi, altri famosissimi.

I cosiddetti folli sono da sempre stati considerati dalla società come individui anormali che non riescono ad amologarsi alla massa. In passato considerati degli esseri demoniaci, in seguito deportati in strutture specializzate organizzate per evitare che entrassero in contatto con la società, al fine di non contaminarla. Per fortuna, con il tempo e il superamento dei preconcetti, anche chi viene considerato folle riesce a ritrovare se stesso e a integrarsi nuovamente nella società.

La follia nella storia

Studiare la sofferenza umana è sempre stato lo scopo della medicina fin dai suoi albori, da Ippocrate (460 – 377 a.C.), il primo medico greco che la storia riconosca, fino alla medicina odierna.

 

L’atteggiamento medico diffuso nei confronti del disturbo mentale, però, fu in origine di perplessità, incertezza e paura; poiché determinate manifestazioni comportamentali venivano considerate inspiegabili e soprannaturali, in quanto ritenute opera del diavolo, secondo le credenze cristiane.

Quella che noi comunemente chiamiamo follia è una patologia estraniante che si manifesta generando l’allontanamento dell’individuo dalla sua società, annientando la rete delle sue relazioni sociali, senza che egli se ne renda conto; dunque, una sofferenza psichica che è considerata una ‘devianza dal normale’. Ma cos’è la normalità? Certamente una convenzione ‘culturale’, che non conobbe risvolto prima di prendere piede e radicalizzarsi dagli inizi del 1900, la teoria del relativismo culturale e l’idea che non esistano realtà o princìpi assoluti, ma solo realtà legate a particolari condizioni in cui essi emergono.

Nel XVI secolo, con l’avvento delle scoperte geografiche e il contatto con altre popolazioni, l’uomo europeo si convinse di essere il portatore di civiltà, cultura e superiorità assolute, arrivando a forme di intolleranza e discriminazione del ‘diverso’ che poi, nel corso dei secoli, si radicalizzarono per arrivare a sfociare in esasperate forme di razzismo e xenofobia. La tolleranza nei confronti del follia era, quindi, del tutto inesistente e veniva considerata alla stregua di una patologia da segregare, rinchiudere e isolare dal mondo della normalità; la comunità iniziò ad allontanare i folli, la diversità venne vista come un pericolo che minava l’equilibrio della società. L’inoperosità dei folli fu equiparata a mera inutilità e mancanza di un ruolo nella società e nacque la necessità di eliminarli. Le strutture lasciate libere dai lebbrosi furono finalizzate ad accogliere una massa enorme di individui respinti dalle città e divennero ospedali con sembianze di carceri. L’Hopital General di Parigi, fondato nel 1656, rappresentò il simbolo dei luoghi di ”accoglienza” della follia, deputati alla correzione del malfunzionamento degli alienati, isolati affinché manifestassero la loro sregolatezza all’oscuro di tutti in zone neutrali che negassero loro la libertà.

Solo nella seconda metà del Settecento dalla detenzione nelle carceri si passò ad un approccio terapeutico verso i malati e si progettarono delle strutture atte alla loro accoglienza: ospedali e istituti specializzati in Germania, Inghilterra e Francia.

 

Quando il desiderio di potere si trasforma in follia: il Saul

Leggi tutto

Critica utopica e critica distopica: quando Bacone si confronta con “Happy!”

Come Platone anche Bacone scrisse un’opera in cui descriveva una sorta di città ideale. Un’isola immaginaria del Pacifico, l’isola di Bensalem, abitata da un popolo cristiano rifugiatosi per dedicare la vita all’approfondimento della conoscenza e alla pratica del sapere acquisito. E lì le persone vivevano in pace. Happy!, la serie Tv Netflix, è esattamente l’opposto … Leggi tutto

‘Si alza il vento’ contrappone la bellezza e la morale della tecnologia

Com’è noto da ormai qualche tempo, Hayao Miyazaki ha deciso di lavorare ad un altro lungometraggio. Il regista giapponese riprende dunque la sua carriera di regista di film d’animazione dopo che, per alcuni anni, era stato dato per assodato che “Si alza il vento” (Kaze tachinu – 2013) sarebbe stata la sua ultima opera. Questo … Leggi tutto

Il ruolo giocato dalle maschere: dal teatro plautino a “La casa di carta”

Non è la prima volta che le maschere giocano un ruolo fondamentale in una messa in scena, creiamo un confronto con il teatro plautino. La Casa di Carta è una serie TV spagnola che ha ormai, tramite Netflix, conquistato il pubblico mondiale. Come ci è riuscita? Attraverso alcuni elementi chiave portati avanti da Álex Pina che … Leggi tutto

Il razzismo nella letteratura latina: le differenze fra Tacito e Giovenale

Alla luce della recente accusa di Anpi a CasaPound e Forza Nuova per apologia del fascismo, ecco un salto nel passato per analizzare i primi esempi razzisti.   “Razzismo” è un termine al giorno d’oggi utilizzato in maniera dilagante, quasi abusato. D’altra parte, l’utilizzo di tale parola può portare benefici non indifferenti: quando si sente … Leggi tutto

Salvini e Cicerone: due maestri della persuasione (e della propaganda) a confronto

Che differenza c’è tra l’ars retorica ciceroniana e le adunate oceaniche salviniane ? Quasi nessuna in realtà . Da una parte abbiamo un genio creativo senza eguali e dall’altra un politico discusso , eppure … 1. O capitano, mio capitano Matteo Salvini è certamente la figura politica più chiacchierata dai tempi del Cavaliere. Sul Capitano … Leggi tutto

Quello di Salvini è davvero fascismo? Uso e abuso mediatico del termine

Uno spettro si aggira per l’Europa. Non si fa altro che parlarne, i media sono saturi del termine, con cui additano praticamente qualsiasi cosa non sia di sinistra. Analizziamo il problema aiutandoci col pensiero di Emilio Gentile L’errore “Dottrina e prassi politica fondata sulla violenta e indiscriminata affermazione di motivi nazionalistici e imperialistici, sulla presunta … Leggi tutto