Critica utopica e critica distopica: quando Bacone si confronta con “Happy!”

Come Platone anche Bacone scrisse un’opera in cui descriveva una sorta di città ideale. Un’isola immaginaria del Pacifico, l’isola di Bensalem, abitata da un popolo cristiano rifugiatosi per dedicare la vita all’approfondimento della conoscenza e alla pratica del sapere acquisito. E lì le persone vivevano in pace.

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Happy!, la serie Tv Netflix, è esattamente l’opposto di un’Utopia. Infatti, essa esprime delle critiche sociali attraverso una visione grottesca e surreale della realtà descrivendo una critica distopica.

Le Utopie ed i filosofi

Il termine “Utopia” venne coniato intorno al XVI secolo, ma è possibile trovarne già le tracce del significato nelle dottrine del filosofo antico Platone. Egli infatti nella “Repubblica” descriveva uno Stato perfetto, governato dai filosofi, dove ognuno svolgeva il proprio dovere e ciò rendeva felici tutti i cittadini. Anche un altro filosofo, come abbiamo visto, si avvicinò ad un sogno simile. Bacone con la sua Isola di Bensalem, descrive come secondo lui debba essere il mondo perché  possa vivere in pace. Una ciurma di 50 marinai, costretti da una tempesta ad approdare su un’isola sconosciuta dell’oceano Atlantico, scopre l’isola di Bensalem. Approfittando dell’ospitalità locale i marinai ammirano le invenzioni tecnologiche, le meraviglie naturali perfettamente conservate e rispettate, le “macchine volanti” e “le navi subacquee”. A questa isola viene dato il nome di Nuova Atlantide.

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La serie Tv Happy!

Happy!, è una serie Tv del 2017-19 ispirata all’omonimo fumetto di Grant Morrison. Il protagonista è Nick Sux, ex poliziotto alcolizzato datosi alla carriera da killer professionista dopo aver perso la fede nell’umanità. Tutto cambia quando Nick, coinvolto in una sparatoria, viene colpito. Il dolore sembra provocare allucinazioni all’ex poliziotto, infatti compare un Unicorno blu di nome Happy che chiede il suo aiuto per salvare una bambina. Le vicende da qui prendono il via, descrivendo il mondo a tratti fantasioso e “innocente”, a tratti crudele e grottesco. Happy si scoprirà essere l’amico immaginario della bambina rapita, Hailey, e giocherà un ruolo fondamentale nelle vicende. L’intreccio tra bene e male, tra disgustoso e fiabesco è ciò su cui ruota la serie Happy!, in grado di emozionare, far riflettere e a volte disgustare lo spettatore.

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Una critica Utopica e una Distopica

Se da una parte abbiamo quindi ciò che rappresenta il bene, il buono nel caso delle utopie filosofiche, abbiamo la surrealtà e il male presentato a diversi livelli con cui la serie Happy ci fa scontrare. Ma come le Utopie non devono essere prese solo come sogni “semi-irrealizzabili”, neanche le distopie deve essere generalizzate in satire umoristiche o tragicomiche. Esse infatti sono entrambi esercizi di pensiero critico nei confronti della società contemporanea. La differenza sta nel fatto che l’utopia produce intellettualmente un punto di vista esterno (ciò che manca ancora per attuare il modello utopico nella realtà) a partire dal quale effettuare la critica, mentre la distopia trova quei punti di vista interni presenti nella società, la quale se così dovesse procedere finirebbe con l’auto annientamento.

                                                                                                                                                              Daniele Giraldo

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