The Handmaid’s tale: cosa è cambiato dal romanzo della Atwood alla serie televisiva?

The Handmaid’s tale: È meglio il libro o la serie TV? la nostra curiosità ci spinge sempre alla ricerca di nuove informazioni. Ma vediamo quali sono le più evidenti differenze tra il romanzo della Atwood e l’omonima serie tv.

Nel 2017, con grande clamore, Hulu production regala agli schermi televisivi The handmaid’s tale. Lo scorso 6 giugno è tornata in uscita la terza stagione (della quale NON ci saranno spoiler), dopo un anno lunghissimo per tutti gli spettatori, ancora con il fiato sospeso per il finale della seconda stagione. La serie creata da Bruce Miller ha riscosso grande successo di critica e pubblico, totalizzando ben 8 Emmy Awards e 2 Golden Globe. Il romanzo della Atwood a suo tempo non fu da meno, dalla prima edizione sono passati quasi 40 anni e Miller non poteva scegliere periodo storico migliore per mettere in onda una storia di questo tipo. Cosa sia meglio tra lettura e visione di uno show, è sempre difficile dirlo. Ma sicuramente c’è una sostanziale differenza: la lettura lascia un ampio spazio ad immaginazione, idealizzazione, interpretazione. Questi campi nella visione di una serie tv vengono comunque ridotti. Si può dire che l’apprezzare una sola delle due potrebbe essere semplicemente una questione soggettiva, visto e considerato che durante la lettura di un romanzo ogni lettore cattura un dettaglio diverso, a volte cambiano i punti di vista e le scene a cui dare priorità. Ovviamente questo accade anche per lo scrittore. Egli stesso ha un’interpretazione propria della sua opera, a volte riesce anche a trasmetterla, altre volte no. Quindi di cosa ci stupiamo? La serie rispetta fedelmente l’inquietudine che vuole trasmettere la Atwood, raccontando questa storia distopica da un punto di vista tutto femminile. Ma, soprattutto, entrambi, hanno regalato a lettori e spettatori ciò che serve a far riflettere in un ben preciso momento storico, politico e sociale.

La Atwood infatti iniziò la scrittura del romanzo nel 1984 (che strana casualità orwelliana), completandolo l’anno successivo. Il momento storico era davvero particolare: i primi anni Ottanta stavano segnando per alcuni la fine della seconda ondata delle lotte femministe. Non è un caso quindi se si racconti di questo mondo immaginario, ma non tanto lontano dal possibile, in cui le donne fertili vengono messe al servizio della società con l’unico scopo riproduttivo. L’ambientazione storica del libro ha comunque avuto la necessità di essere riadattata agli anni duemila nella serie tv, per non restare mai troppo lontani dalla possibilità. Perché è stato riproposto dopo quasi 40 anni? La mossa vincente del regista è stata proprio questa! Il periodo storico vissuto dagli Stati Uniti è molto particolare, ma soprattutto le donne hanno percepito minata la loro libertà viste alcune azioni politiche dell’amministrazione di Trump. Ma quali sono le maggiori differenze tra romanzo e serie tv? Vediamone alcune.

Il nome delle ancelle

Alla fine del primo episodio della prima stagione, Offred, appoggiata al davanzale della finestra della stanza in casa Waterford, rivelerà il suo vero nome: June. Alcuni episodi dopo, il Comandante spiegherà esplicitamente ai suoi ospiti messicani che le ancelle, spostandosi di casa in casa, acquisiscono il nome dei propri padroni, e quindi Offred, cioè “of Fred”, tradotto in italiano come Difred (composti quindi dal possessivo “di” dal nome di battesimo del Comandante a cui appartengono, proprio a mettere in evidenza quanto la loro persona sia di proprietà di quegli uomini). Forse non è un caso che la pronuncia in inglese del nome della protagonista sia proprio simile a offered, con il senso di offerta. Infatti il senso di dono in questo radicalismo religioso abbraccia continuamente le scene. Il loro vero nome non ha importanza, né tantomeno hanno diritto di farne parola. La rivelazione del nome di June vuole quindi sottolineare l’animo ribelle della protagonista, mettendo a nudo la forza con cui pretende la libertà e l’indipendenza di un essere umano. Nel romanzo invece non verrà mai rivelato. Lo si intuisce solo quando Offred arriva al Centro Rosso e nella notte tutte le donne presenti rivelano il proprio nome. Tra tutti il nome di June non verrà più richiamato esplicitamente. L’origine dei nomi da ancelle sarà spiegata in maniera diversa nel romanzo. In quest’ultimo a spiegare che i nomi sono patronimici sarà il Professor Pieixoto, in un futuro in cui la Repubblica di Gilead non esisterà più. Costui, studioso di quel periodo storico, racconterà la storia di Offred e la vita delle ancelle. Perché dirlo proprio alla fine? Forse solo per dare più valore ad ogni personaggio e per non allontanarsi mai da loro.

Il personaggio di Offred (Di fred)

Per quanto riguarda il personaggio della protagonista, possiamo trovare molte differenze, coerenti a quelle succitate. La Offred interpretata da Elisabeth Moss è combattiva e ribelle sin dalla prima puntata. Mostrerà una finta sottomissione, solo al fine di manipolare i Waterford e ribellarsi. La Offred del romanzo è ribelle ma passiva, lei si ribella sopravvivendo e sarà solo questo il suo motivo: non lasciarsi schiacciare.
Di June nello show conosceremo il suo passato e quello della società che si è trasformata in quella nuova Repubblica (quando perde il lavoro o quando la sua bambina viene rapita, quando cominciano le proteste di piazza per i diritti delle donne, il rapporto con Luke, di cui nel romanzo vi è solo qualche accenno).

La Repubblica di Gilead meno razzista nella serie

Nel romanzo i rappresentanti della Repubblica sono decisamente razzisti, tant’è vero che tutti i definiti non-bianchi vengono allontanati, forse uccisi o schiavizzati. Nella serie vediamo molti personaggi di colore per scelta di Miller e della Atwood al fine di “non rendere razzista una serie sul razzismo” e quindi assumere solo attori bianchi, ma anche per far immedesimare chiunque nella storia e far riflettere l’attuale società (così come vuole una storia distopica).

Fred e Serena Waterford 

Nel romanzo l’identità di Fred Waterford e Serena Joy non è affatto certa. Il Professor Pieixoto confermerà solo l’esistenza di un Comandante di nome Waterford, ciò che non risulta è il matrimonio con Serena Joy. Entrambi poi sono molto più vecchi dei personaggi interpretati da Joseph Fiennes e Yvonne Strahovski. Nello show Serena Joy viene descritta come un’attivista evangelica che ha aiutato ad originare quella Repubblica teocratica e violenta, finendo per diventare vittima dei suoi stessi ideali. Amareggiata e frustrata, costruirà una complicità con June. Questo nel romanzo non avviene, come non accade che June perda mai il suo palcoscenico.

The Handmaid’s Tale — “Smart Power” – Episode 209 – The Waterfords embark on a diplomatic trip abroad. Serena faces the temptation of life outside Gilead. Luke and Moira grapple with survivor’s guilt. Offred seeks support from allies. Serena Joy (Yvonne Strahovski) and Commander Waterford (Joseph Fiennes), shown. (Photo by: George Kraychyk/Hulu)

Non è la storia femminista di June

L’autrice ha dichiarato che non si tratta di femminismo se la si vuole intendere come un problema che riguardi solo le donne, ma si tratta di dar voce ai diritti di un essere umano (senza genere). Porre quindi femminista ed umanista sullo stesso piano, far comprendere che è un problema che riguarda tutti, indistintamente dal genere. Ma forse attraverso gli occhi di una donna, potrebbe essere più facile rendere tutti più consapevoli. Rendere consapevoli quindi gli uomini che sono parte di una lotta che, da esseri umani, non fa altro che arrecare loro vantaggi.

Simona Lomasto

 

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