Il valore terapeutico dei videogiochi

I videogiochi sono da sempre una delle forme d’intrattenimento preferite dai giovani ma non solo: si stima che ad oggi il numero dei gamers in tutto il mondo sia di circa 1,2 miliardi. Il fascino dei videogames tuttavia rappresenta anche una lama a doppio taglio, poiché un uso intensivo può portare a quello che recentemente … Leggi tutto

Proteggersi dalle delusioni

Ciò che più conta per ciascuno è che ogni persona ne abbia una buona impressione. Sentirsi accettati dai propri simili, da coloro con i quali si condivide la quotidianità, le esperienze e le prove alle quali si è sottoposti continuamente, è una faccenda vitale, che determina, nella maggior parte dei casi, se non in tutti, … Leggi tutto

Amici immaginari: un fantasioso supporto

Amici immaginari, amici invisibili, chiamateci come vi pare.

Forse credete a noi o forse no. Non è questo l’importante.

Come molte persone che fanno davvero grandi cose non esistiamo perché si parli di noi o per essere elogiati; esistiamo solo per rispondere alle necessità di chi ha bisogno di noi.

Forse non esistiamo affatto, siamo solo parte della fantasia di alcune persone ed è pura coincidenza che dei bambini di due anni, che quasi non sanno parlare, decidano di farsi degli amici che gli adulti non riescono a vedere.

Forse tutti quei dottori e psicoterapeuti hanno ragione a dire che stanno soltanto sviluppando la loro immaginazione. Datemi retta: è possibile che ci sia un’altra spiegazione che non avete preso in considerazione per tutta la mia storia? È la possibilità che noi esistiamo davvero.

Che siamo qui per aiutare e assistere coloro che hanno bisogno di noi, che sono capaci di credere e pertanto riescono a vederci.

-cit Cecelia Ahern

Nella prima infanzia sono tantissimi i bambini che si inventano un amico immaginario con cui giocare e parlare.Esso è un fenomeno completamente normale che interessa il 60% dei bambini tra i 3 e gli 8 anni. Lo svilupparsi di questo fenomeno è più probabile in un primogenito, in alcuni casi esso non va comunque preso alla leggera poiché esso potrebbe essere sintomo di una serie di problemi psicologici e sociali che potrebbero degenerare e portare il soggetto ad avere difficoltà a relazionarsi, realmente, con altre persone.

In genere gli psicologi dividono la vasta categoria degli amici immaginari in due gruppi: amici invisibili e oggetti personificati:  Il primo gruppo riguarda quello degli amici visibili alla persona che li ha inventati ma invisibili al resto delle persone, mentre il secondo gruppo riguarda gli amici immaginari che sono oggetti personificati, come ad esempio un orsacchiotto. Riguardo il fenomeno degli amici immaginari sono stati svolti numerosi studi la cui funzione era quella di fare chiarezza su un fenomeno interessante e ignoto allo stesso tempo.

Prima degli anni ’90, la maggior parte degli psicologi considerava gli amici immaginari come segni di problemi significativi. “Pensavano che questi bambini fossero strani”, afferma la dottoressa Marjorie Taylor, capo dell’Immagination Research Lab presso l’Università dell’ Oregon. I bambini soggetti venivano reputati intelligenti, ma socialmente disturbati, timidi e introversi anche se studi successivi smentirono categoricamente ciò, poichè molti bambini che sostenevano di avere un amico immaginario risultavano molto socievoli e non mostravano alcuna difficoltà a relazionarsi con altri bambini.

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Il fallimento della terapia: la resistenza al cambiamento

Non sempre la terapia psicoanalitica porta i suoi frutti. Molti pazienti vogliono migliorare eppure non riescono. La resistenza al cambiamento può essere attribuita a diversi fattori che possono ostacolare il percorso terapeutico. Molti di questi fattori possono riguardare il contributo del paziente, la personalità del terapeuta, l’alleanza che si instaura tra quest’ultimi o la metodologia … Leggi tutto

15 minuti di troppo: quando a togliere la vita è la celebrità

Anni fa l’eccentrico artista Andy Warhol affermò che ognuno di noi può ottenere nella vita quindici minuti di fama: un tempo che farebbe storcere il naso a molti, soprattutto se paragonato a quello a disposizione di coloro che proprio della notorietà ne hanno fatto quotidianità. Che siano essi musicisti, influencers, attori, promesse sportive o artisti, … Leggi tutto

La psicologia del sorriso: il principio dell’azione-emozione

Il pensare comune suggerisce che nel momento in cui ci sentiamo felici sfoderiamo il nostro sorriso migliore. Generalmente, quindi, si considera l’emozione, in questo caso la felicità, precedere una risposta corporea, qual è il sorriso. Ma se non fosse così? Se la reazione fisiologica generasse l’emozione, precedendola? Questa è definita come la Teoria periferica delle … Leggi tutto

Tra realtà e bugia: la differenza fra pseudologia fantastica e confabulazione

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La formula del comportamento sociale. Utilizzabile anche in contesti criminali?

L’idea di poter utilizzare una formula circoscritta e funzionale per spiegare il comportamento sociale è sempre stata una sorta di mela dell’eden per i sociologi di ogni epoca. A maggior ragione, l’unione di discipline come la matematica alla materia criminologica rappresenta una vera e propria svolta. Il più grande fautore di tale progetto è sicuramente … Leggi tutto

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