“Shakespeare in love”: l’età d’oro del Globe raccontata da un amore proibito

Le parole di William Shakespeare hanno ispirato ed emozionato il mondo, eppure ancora oggi si sa pochissimo di lui. Così diversi registi e scrittori si sono sbizzarriti, reinventando la sua storia , come nel film “Shakespeare in love”. Nel film cult, John Madden ci racconta una travolgente e romantica storia d’amore sullo sfondo della Londra … Leggi tutto

Addio Ilaria. Salutiamo una grande attrice italiana, sulla scia delle stelle del passato

20 luglio 2019. Ci lascia Ilaria Occhini, David di Donatello per Mine Vaganti di Ferzan Özpetek. E noi la ricordiamo così, sulla scia delle grandi attrici italiane del passato, che, come lei, ci hanno lasciato tanto. Ilaria Occhini, straordinaria attrice classe 1934, si è spenta pochi giorni fa a Firenze, la città dove è nata. … Leggi tutto

Ruy Blas, il personaggio che tutti i politicamente scontenti vorrebbero, e in parte dovrebbero, imitare

Sempre più persone si dicono insoddisfatte della politica. Proprio per questo, oltre a manifestazioni aventi come obiettivo lo spiegare ai potenti cosa non va, nascono opere come il Ruy Blas. ‘Politica’ e ‘Scontento popolare’ sono termini che vanno a braccetto da secoli. Non è facile infatti trovare molti popoli che si dicono entusiasti dei propri … Leggi tutto

Perché l’uomo vuole conoscere il proibito? La tracotanza del Faust esemplifica la curiosità umana

Se non ci fosse stato il serpente, Eva avrebbe ugualmente mangiato la mela proibita- proprio perché le era stato imposto di non farlo. Pandora ha aperto il vaso perché doveva restare chiuso. Icaro ha osato sfidare l’ineluttabile legge della natura solo perché era tale. Incontentabile, curioso, insaziabile, superbo: questo è l’uomo. Pecca di tracotanza, e … Leggi tutto

“Non sono un uomo facile”: quando Don Giovanni diventa la preda

Quando il cinema francese si serve di un ‘dongiovanni’ un po’ sbadato per proporre un’importante riflessione sulla discriminazione di genere. Cosa succederebbe se, un giorno, un ‘dongiovanni’ si ritrovasse in un mondo dominato da donne? “Non sono un uomo facile” lo racconta facendo ridere ma anche riflettere sulla discriminazione di genere. La tradizione del Don … Leggi tutto

La catarsi: dalla tragedia greca alla serie tv “This is us”

Quante volte abbiamo sentito questa parola, magari a scuola o in altre situazioni, senza capire bene cosa volesse dire. Così un giorno l’abbiamo finalmente cercata e abbiamo scoperto che deriva dal greco κάθαρσις e significa “purificazione”. Sì, ma purificazione da cosa? Ecco la risposta. Cos’è la catarsi? Ce lo spiega Aristotele I greci intendevano la … Leggi tutto

Sesso, torture, cannibalismo: l’estetica della violenza nel teatro di Sarah Kane

“Per favore non tagliatemi tutta per scoprire come sono morta

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Truman Burbank spiega il teatro

Il mondo come palcoscenico

All the world’s a stage, and all the men and women merely players“: così esordisce William Shakespeare nella sua commedia Come vi piace, inaugurando la immensa fortuna del tema del ‘mondo come palcoscenico’. Un tema che porta con sé una atmosfera disillusa, necessariamente malinconica, che si vedrà riproposta subito pochi anni dopo ne La Vita è sogno di Cevantes e che percorrerà in sordina la via della letteratura europea riemergendo vigorosamente alle porte del ‘900. Ed è proprio alla fine del Secolo Breve che si presenta al mondo Truman Burbank, emblematico protagonista del celebre film The Truman Show, che del nostro tema è forse una delle espressioni più limpide. Truman è un giovane impiegato americano, sposato, con una bella casa e molti amici: una figura stereotipata, che vive in un mondo, tutto sommato, stereotipato. Troppo stereotipato. Tutto ciò che gli gira attorno, infatti, è fittizio: Truman è il protagonista dell’omonimo Truman Show, un racconto della sua stessa vita ripresa in diretta sin dalla nascita, il tutto senza che il protagonista sappia nulla a riguardo della sua situazione. Truman è dunque un attore, seppur inconsciamente, ed il suo mondo è un palcoscenico. Ma Truman è anche una persona normale, che ogni giorno vive la sua vita normale compiendo gesti ed azioni normali.

Azione assoluta, azione teatrale, azione scenica

Ecco allora palesarsi una delle dicotomie che stanno alla base della rappresentazione teatrale: la significazione dell’azione. Nell’evento teatrale, ogni azione, sia essa verbale o gestuale, ha sia una essenza assoluta sia una essenza di segno. Tale distinzione è facilmente comprensibile immaginando una ipotetica scena nella quale un attore tiri uno schiaffo ad un altro suo collega: il colpo giunge davvero al viso dell’attore, si sentirà davvero la sua guancia risuonare; quel gesto è, a tutti gli effetti, un vero e proprio schiaffo. D’altro canto sappiamo bene che quell’azione, in quel preciso contesto, ha una essenza ben diversa: la differenza sta nella finalità del gesto, perché l’attore non schiaffeggia il suo collega per esprimere la propria collera verso di lui, come sarebbe se si interpretasse l’azione nella sua natura assoluta, ma semmai per imitare, per significare la collera del suo personaggio verso il personaggio del suo collega. A teatro dunque, ogni azione è imitazione (si parla, in questo caso di azione teatrale) e segno, e in quanto segno, fa parte di un preciso sistema comunicativo. Il teatro, infatti, è sostanzialmente un processo di comunicazione tra un autore ed il pubblico, in cui i portatori di significato sono il testo, la scena e gli attori. Si intuisce allora la natura necessariamente collettiva del teatro, e, infine, la seconda sfumatura dell’azione-segno: ogni gesto, oltre ad essere imitativo, è anche evocativo, e ha il compito di evocare determinate emozioni negli spettatori. Il medesimo schiaffo, infatti, desterà sdegno nel pubblico se sarà, ad esempio, rivolto ad una donna dal marito in una scena di violenza domestica, oppure desterà una sorta di empatica tristezza se sarà l’ultimo gesto riservato da un padre morente verso il figlio. Un gesto, che oltre ad imitare, evoca anche emozioni sulla scena e attraverso la scena prende appunto il nome di azione scenica.

La liberazione di Truman

Alla luce di queste categorie (azione assoluta, azione teatrale ed azione scenica), è ancora più facile comprendere il comunque già palese dramma di Truman, intrappolato, a sua insaputa, in un mondo fittizio che lo costringe a vivere sul crinale della dicotomia tra le sue azioni assolute e le azioni teatrali altrui, tra una vita costruita su determinate credenze che si riveleranno menzogne. Una vita che non poteva che risolversi in modo ‘teatrale’, o, meglio, metateatale: Truman, insospettito della setreotipia esasperata del suo mondo, prende progressivamente coscienza della sua situazione, fino a giungere alla decisione di raggiungere quelli che aveva intuito essere i limiti estremi del suo mondo fittizio. Ivi giunto, la liberazione: dopo un dialogo memorabile col ‘regista-demiurgo’ del suo ‘palcoscenico-mondo’ (https://www.youtube.com/watch?v=u6abtw7Mxq0), Truman si ritrova davanti alla scelta, se rimanere nel suo mondo scenico o compiere il passo verso il mondo reale (il cui accesso si configura come una porta posta al termine di una scalinata). La scelta risulta scontata, ma sotto un tratto che si connota come particolarmente romanzesco si celano ingerenze tematiche non da poco. Il passaggio deliberato verso un metateatro, un qualcosa che va oltre il mondo teatrale fino ad allora vissuto dal protagonista, e per di più connotato come la fine di un cammino di crescita come è nell’immagine della scala, è sostanzialmente metafora del compito di base del teatro, che è il miglioramento dell’uomo: come Truman, ogni singolo spettatore è alla ricerca della sua scala, della sua porta da aprire, ed esattamente come per il protagonista, il teatro, nel quale Truman ha vissuto una intera vita, è ciò che possa portarci a tale fine. E che la nostra vita sia o meno una messa in scena (con buona pace di Shakespeare), in fondo, forse poco importa, se altresì noi siamo destinati, prima o dopo, ad una finale liberazione a noi destinata o da noi duramente conquistata.

Lorenzo Danelli

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Nel 1921 va in scena, per la prima volta, l’innovativo dramma teatrale pirandelliano Sei personaggi in cerca d’autore, una novità spiazzante che rivoluziona il modo di fare teatro. Nel 2014 esce nei cinema il film Birdman di Iñárritu, vincitore di 4 premi Oscar, che racconta una storia d’identità in maniera ‘metacinematrografica’. Entrambe queste opere, legate … Leggi tutto

Il fascista e il cornuto, un divertente aneddoto di Camilleri per comprendere il Ventennio

«[Il fascismo] è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili…– scriveva Umberto Eco –  può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo, e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo».  Andrea Camilleri, nel suo Come la penso, afferma che … Leggi tutto