Addio Ilaria. Salutiamo una grande attrice italiana, sulla scia delle stelle del passato

20 luglio 2019. Ci lascia Ilaria Occhini, David di Donatello per Mine Vaganti di Ferzan Özpetek. E noi la ricordiamo così, sulla scia delle grandi attrici italiane del passato, che, come lei, ci hanno lasciato tanto.

Ilaria Occhini, straordinaria attrice classe 1934, si è spenta pochi giorni fa a Firenze, la città dove è nata. Sposata da cinquant’anni con lo scrittore Raffaele La Capria, Ilaria ha lavorato, nel corso della sua brillante carriera, con alcuni dei più grandi registi italiani: Luchino Visconti, Ferzan Özpetek  e Luca Ronconi, per citarne alcuni. Una vita, trascorsa tra teatro e cinema, che, negli anni, le è valsa il Nastro d’argento alla carriera, uno dei più importanti riconoscimenti italiani nel cinema. Un premio che, tuttavia, non è isolato. Nel 2010, infatti, Ilaria aveva vinto il David di Donatello per la sua straordinaria interpretazione in Mine Vaganti, fiore all’occhiello del regista turco Ferzan Özpetek, e, nel 2008, il Pardo d’Oro come migliore attrice al Festival internazionale del cinema di Locarno.

La premiazione di Ilaria Occhini (da LaPresse)

Ilaria: Lucia, Adele, Nonna

Ilaria, con la sua incredibile bellezza e la sua travolgente capacità interpretativa, ci ha incantati, per quasi sessant’anni, sul grande schermo. Tra i principali ruoli che la resero celebre ricordiamo quello di Lucia Lucchesi, nel film Terza liceo (film d’esordio in cui, tuttavia, recitò con lo pseudonimo di Isabella Redi) e quello di Adele Papini in Benvenuti in casa Gori, di Alessandro Benvenuti. Ma, per molti di noi, lei rimarrà sempre Nonna, il personaggio che interpreta, accanto a Scamarcio, in Mine Vaganti. Nel film infatti, pluripremiato da pubblico e giuria, emerge tutta la sensibilità e la spontaneità di Ilaria, Nonna eccezionale e sempre un passo avanti a tutti. Un’interpretazione commovente e sensazionale, data da anni di lavoro a teatro, in cui, si sa, emerge un calore diverso, particolare. “Ho spesso pensato che il teatro, diversamente dal cinema, si nutre di una forza interiore, primitiva. Elementare. Di una chiarezza esistenziale che il cinema non ha”, confessava Ilaria ad Antonio Gnoli, per un’intervista della Repubblica di qualche anno fa. Una forza che, nonostante tutto, Ilaria è riuscita a trasmettere anche sul grande schermo e che noi non dimenticheremo mai.

Ilaria Occhini in Mine Vaganti (da UrbanPost)

Ci lascia un’altra grande attrice italiana, ultimo nome di una lunga lista

Il nome di Ilaria Occhini si aggiunge così a quello di molte altre straordinarie attrici italiane, che, con il loro talento, hanno segnato una parte di storia. Una storia che, guardata a ritroso, porta a un nome, che spicca fra tutti: quello di Eleonora Duse. Già, perché se pensiamo alle grandi attrici del passato che, come Ilaria, hanno ispirato e coinvolto migliaia di spettatori con le loro esibizioni, non possiamo non pensare a Eleonora. Simbolo indiscusso del teatro moderno, la “Divina” fu la prima a trascendere le rigide, innaturali battute del teatro Ottocentesco, donando al proprio personaggio un pathos istintivo. Un pathos che portò alla creazione di un super-personaggio, ovvero un personaggio ricorrente, infraspettacolare, caratterizzato da quello che verrà poi definito “il dolorismo della Duse”. Ma, benché Eleonora Duse rimarrà sempre un simbolo indiscusso del grande teatro italiano, tuttavia questa attrice non fu la prima a calcare il palcoscenico e affermarsi nella storia. Nel Cinquecento infatti, in un’epoca in cui alle donne, in molti Paesi, non era concesso recitare, Isabella Andreini divenne un simbolo della Commedia dell’Arte, raggiungendo una fama straordinaria. Una fama che ha tramandato il suo nome fino a noi. E, a queste grandi attrici, se ne aggiungono molte altre. Con l’avvento del cinema, ad esempio, spiccano nomi come quello di Sophia Loren, Mariangela Melato o Claudia Cardinale. Attrici che hanno lasciato un segno nella storia e nel cuore degli spettatori, cambiando per sempre la nostra concezione di recitazione. Proprio come ha fatto Ilaria. Ed è per questo che noi la porteremo sempre nel cuore. Addio, Ilaria.

Eleonora Duse, la Divina (da ArtSpecialDay)

Camilla Cavalli

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.