“Shakespeare in love”: l’età d’oro del Globe raccontata da un amore proibito

Le parole di William Shakespeare hanno ispirato ed emozionato il mondo, eppure ancora oggi si sa pochissimo di lui. Così diversi registi e scrittori si sono sbizzarriti, reinventando la sua storia , come nel film “Shakespeare in love”.

Nel film cult, John Madden ci racconta una travolgente e romantica storia d’amore sullo sfondo della Londra di fine Cinquecento, nel famoso teatro “The Globe”, in cui William Shakespeare e Christopher Marlowe rappresentavano le pièce che hanno segnato l’epoca d’oro del teatro inglese.

Una storia d’amore proibito: Will e Viola come “Romeo e Giulietta”

Londra, 1593: William Shakespeare ha il cosiddetto “callo dello scrittore”: deve scrivere una commedia sui pirati, ma è bloccato, non riesce a scrivere una parola. Le prime inquadrature ce lo mostrano mentre scrive ripetutamente il suo nome su diversi fogli, in preda alla frustrazione per non avere l’ispirazione. “È come se l’organo della mia immaginazione si fosse prosciugato”, dice un esasperato Shakespeare. Alla bettola, Will si incontra con il collega Christopher Marlowe, dicendogli il titolo dell’opera che dovrebbe scrivere cioè “Romeo e Ethel, la figlia del pirata”. Marlowe risponde con uno sguardo di disapprovazione, e gli dà delle idee per la tragicommedia che sarebbe diventata “Romeo e Giulietta”. Tuttavia a Will manca ancora la sua musa, che riconoscerà nella romantica  sognatrice Viola De Lesseps, fanciulla di buon lignaggio che frequenta la corte. Quest’ultima è un’aspirante attrice, che si presenta ai provini, travestendosi da maschio e facendosi chiamare Thomas Kent. Will le assegna la parte di Romeo, considerandola un collega attore finché non scoprirà che è la stessa Viola.

Tra i due nascerà una storia d’amore intensa, ma proibita e troppo bella per essere vera, tanto che Viola dirà: “This is not life, Will. It is a stolen season” (“Questa non è la vita Will, è una stagione rubata”). Quest’esperienza trascina “l’organo dell’immaginazione” di Will in un’attività non-stop, che scrive così “Romeo e Giulietta”. Le due vicende sono molto simili: Romeo e Giulietta non possono stare insieme, proprio come Viola e Will. Si sviluppano in questo modo due narrazioni parallele: una trasposta sul palco del Globe, cioè la messinscena dell’opera di Shakespeare; e l’altra vissuta di nascosto dai due amanti sfortunati, Will e Viola. È come se fosse una sorta di metateatro, solo che al posto del “teatro dentro il teatro”, abbiamo “il teatro dentro il cinema”. In più, diverse scene della pellicola di John Madden ricordano il copione cult della tragicommedia di William Shakespeare. La scena del balcone, in cui Will si arrampica per raggiungere Viola è un re-make della famosa scena in cui Romeo si arrampica per dichiararsi a Giulietta; e quando i due sono svegliati dalla luce del sole ma si rifiutano di separarsi, Viola cita Giulietta, chiedendo al suo innamorato: “Vuoi già andar via? Ancora è lontano il giorno. Non era l’addola, era l’usignolo”. Infine, in entrambe le vicende è importante la figura della balia, che rende possibile la loro storia, aiutandoli a non farsi scoprire.

Viola De Lesseps e le donne nel teatro d’altri tempi

Sin dai tempi dei Greci, a teatro venivano rappresentate tragedie e commedie che raccontavano storie di donne e uomini… ma alle donne era proibito apparire sul palcoscenico, così la loro parte veniva interpretata da attori travestiti  con lunghi abiti e voci femminili. Migliaia di anni dopo, alla fine del Cinquecento, ancora non era permesso alle donne di recitare, e così le commedie shakespeariane non venivano interpretate da attori e attrici hollywoodiani, bensì da un uomo e un altro uomo travestito. Ma in “Shakespeare in love”, ecco che la situazione si ribalta! Viola si presenta al provino vestita da uomo, dato che era ingiustamente proibito alle donne recitare e, con un completo da damerino, una parrucca e dei baffi finti, riesce a ingannare tutti. A Viola viene assegnata la parte di Romeo, il protagonista della pièce, e, ironicamente, lei, l’unica donna del cast, dovrebbe interpretare il protagonista maschile. Il regista ci coinvolge così in un ironico ribaltamento di ruoli che fa sorridere, e, allo stesso tempo, denuncia il maschilismo di un tempo. Infatti, Viola è chiaramente l’attrice più talentuosa tra i suoi colleghi, e questo porta a chiedersi: chissà come sarebbe stato il teatro se alle donne non fossero stati imposti questi ostacoli.

Il Globe Theatre in “Shakespeare in love”

Gran parte della tragicommedia è girata in teatro, ma non in un semplice teatro, al “Globe” di Londra, dove vennero rappresentate per la prima volta alcune tra le opere più cult di sempre. Il “Globe Theatre” venne costruito nel 1599 sul Tamigi, nella zona di Blackfriars. Il Globe era un teatro pubblico, a differenza di molti teatri dell’epoca, a cui soltanto i membri della corte potevano accedere, e cosa più sorprendente di tutte, era a cielo scoperto, così da far entrare abbastanza luce per recitare. Infatti, gli spettacoli venivano attuati di giorno, in modo da poter vedere bene il palco. All’epoca, il teatro era importantissimo, soprattutto per i ceti popolari, per i quali diventava la più grande fonte di informazioni e intrattenimento. Nel 1613 a Londra, ci fu un tremendo incendio e il Globe ne rimase distrutto. Il Globe di oggi è stato ricostruito, e tuttavia riesce a portarci lo stesso in quell’atmosfera magica che si immagina ci fosse un tempo.

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