Il discorso del re: quando la psicologia incontra il cinema

ll discorso del re è un docu-drama diretto da Tom Hooper incentrato sui problemi di balbuzie di re Giorgio VI e sul suo rapporto col logopedista, e in seguito amico, Lionel Logue: una vicenda sconosciuta ai più, tenuta nascosta per volere dell’attuale Regina Elisabetta d’Inghilterra. Il film ha vinto il premio del pubblico al Toronto … Leggi tutto

Disimpegno morale: basta questo per commettere atti di bullismo? Scopriamolo con “Wonder”

Se avete visto “Wonder”, avete senza dubbio sofferto con August durante il suo lungo anno scolastico, mentre veniva continuamente preso in giro ed isolato dai suoi compagni per la sua diversità. Insomma, come possono essere così spietati con lui? Albert Bandura, psicologo e teorico dell’apprendimento sociale, prova a spiegarcelo con la sua teoria del disimpegno … Leggi tutto

Russian Doll: un viaggio nella mente e nelle sue ossessioni, tra ruminazione e ricordo

Svincoliamoci dal reale con Russian Doll, serie televisiva Netflix ideata da Natasha Lyonne, Amy Poehler e Leslye Headland. Nessun tempo, nessuno spazio sussiste per sempre, poiché ogni stato esiste in modo precario nell’hic et nunc. Russian Doll rappresenta un viaggio nei meandri della mente, nonché nelle sue più profonde ossessioni. La serie esordisce nel bagno … Leggi tutto

Come Pieter Bruegel, attraverso il mito di Icaro, affronta l’ansia sociale

La paura del giudizio altrui è spesso un freno alle nostre azioni e ci spinge a dubitare di ogni passo che potremmo fare, credendo di avere su noi stessi gli occhi di chi ci sta intorno. Pieter Bruegel, col suo dipinto “La caduta di Icaro”, prova a liberarci da questa ansia sociale. Rappresentazione della fobia … Leggi tutto

Black humor: dov’è il suo limite? Freud ce lo illustrò tramite il Super-io

Nonostante “humor nero” sia un concetto che emerge spesso, tanto nelle conversazioni casuali quanto nella critica letteraria, non esiste un consenso generale a riguardo. Ciò non sorprende, dato che non abbiamo una definizione chiara di umorismo, sebbene la maggior parte delle persone sia convinta di poterlo riconoscere immediatamente. Fin da Platone, e sicuramente molto prima, … Leggi tutto

Il seme della follia: dal Saul alfieriano al film Shutter Island

La smania di potere, l’incapacità di adattarsi, il desiderio di vivere una realtà distinta da quella che si affronta tutti i giorni e non solo sono il preludio della follia: un tabù nella vita comune, spesso vista come motivo di isolamento, ma che nel corso della storia ha coinvolto numerosi uomini, alcuni anonimi, altri famosissimi.

I cosiddetti folli sono da sempre stati considerati dalla società come individui anormali che non riescono ad amologarsi alla massa. In passato considerati degli esseri demoniaci, in seguito deportati in strutture specializzate organizzate per evitare che entrassero in contatto con la società, al fine di non contaminarla. Per fortuna, con il tempo e il superamento dei preconcetti, anche chi viene considerato folle riesce a ritrovare se stesso e a integrarsi nuovamente nella società.

La follia nella storia

Studiare la sofferenza umana è sempre stato lo scopo della medicina fin dai suoi albori, da Ippocrate (460 – 377 a.C.), il primo medico greco che la storia riconosca, fino alla medicina odierna.

 

L’atteggiamento medico diffuso nei confronti del disturbo mentale, però, fu in origine di perplessità, incertezza e paura; poiché determinate manifestazioni comportamentali venivano considerate inspiegabili e soprannaturali, in quanto ritenute opera del diavolo, secondo le credenze cristiane.

Quella che noi comunemente chiamiamo follia è una patologia estraniante che si manifesta generando l’allontanamento dell’individuo dalla sua società, annientando la rete delle sue relazioni sociali, senza che egli se ne renda conto; dunque, una sofferenza psichica che è considerata una ‘devianza dal normale’. Ma cos’è la normalità? Certamente una convenzione ‘culturale’, che non conobbe risvolto prima di prendere piede e radicalizzarsi dagli inizi del 1900, la teoria del relativismo culturale e l’idea che non esistano realtà o princìpi assoluti, ma solo realtà legate a particolari condizioni in cui essi emergono.

Nel XVI secolo, con l’avvento delle scoperte geografiche e il contatto con altre popolazioni, l’uomo europeo si convinse di essere il portatore di civiltà, cultura e superiorità assolute, arrivando a forme di intolleranza e discriminazione del ‘diverso’ che poi, nel corso dei secoli, si radicalizzarono per arrivare a sfociare in esasperate forme di razzismo e xenofobia. La tolleranza nei confronti del follia era, quindi, del tutto inesistente e veniva considerata alla stregua di una patologia da segregare, rinchiudere e isolare dal mondo della normalità; la comunità iniziò ad allontanare i folli, la diversità venne vista come un pericolo che minava l’equilibrio della società. L’inoperosità dei folli fu equiparata a mera inutilità e mancanza di un ruolo nella società e nacque la necessità di eliminarli. Le strutture lasciate libere dai lebbrosi furono finalizzate ad accogliere una massa enorme di individui respinti dalle città e divennero ospedali con sembianze di carceri. L’Hopital General di Parigi, fondato nel 1656, rappresentò il simbolo dei luoghi di ”accoglienza” della follia, deputati alla correzione del malfunzionamento degli alienati, isolati affinché manifestassero la loro sregolatezza all’oscuro di tutti in zone neutrali che negassero loro la libertà.

Solo nella seconda metà del Settecento dalla detenzione nelle carceri si passò ad un approccio terapeutico verso i malati e si progettarono delle strutture atte alla loro accoglienza: ospedali e istituti specializzati in Germania, Inghilterra e Francia.

 

Quando il desiderio di potere si trasforma in follia: il Saul

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Sherlock Holmes e la psicoanalisi: le analogie e le differenze con Sigmund Freud

Sherlock è il personaggio più iconico nel panorama dei romanzi gialli. Il suo modo di investigare, il suo carattere austero e a tratti borioso, hanno fatto di lui uno degli investigatori più amati nella storia della letteratura. Famoso già nella Londra dei primi del ‘900, è tutt’ora protagonista di moltissime serie TV e film. Tra … Leggi tutto

Il narcisismo patologico: da Games of Thrones a The Young Pope

Al mondo ci sono poche cose più nocive di un narcisista patologico, se non fosse che spesso, molto spesso, il narcisista è una persona affascinante, suadente, seducente. Fantasie di successo illimitato, potere, bellezza, costante bisogno di ammirazione rendono i narcisisti patologici oltre che poco simpatici anche approfittatori. Tutto gli è dovuto e la loro invidia … Leggi tutto

La sofferenza che passa per l’autolesionismo può arrivare ‘fino all’osso’

L’autolesionismo implica il danneggiamento del proprio corpo attraverso lesioni autoinflitte ed intenzionali. Si osserva con maggior frequenza tra gli adolescenti ed i giovani adulti, in particolar modo nella popolazione psichiatrica.  L’autolesionismo colpisce circa il 6% della popolazione adulta e circa il 15% di quella giovanile, ma è particolarmente diffuso nella popolazione psichiatrica. Si osserva frequentemente … Leggi tutto

“Scialla!”: la teoria dell’Analisi Transazionale spiega un rapporto padre-figlio profondo e difficile

Perché la relazione interpersonale può risultare così complicata? Cosa ci porta a comportarci in una certa maniera quando entriamo in contatto con gli altri? L’Analisi Transazionale cerca di spiegarci cosa è coinvolto nelle nostre continue interazioni e da cosa derivano le nostre azioni. Analisi Transazionale: la nascita L’Analisi Transazionale (AT) è una teoria psicologica volta … Leggi tutto