Vite parallele: cinque donne raccontano la loro Shoah, sulle parole di Anna Frank

#AnneFrank-Vite parallele è un docu-film, in uscita a Novembre 2019, che racconta le testimonianze di cinque donne, deportate nei campi di concentramento. Storie che prendono vita su un cimelio delle memorie del mondo: il Diario di Anna Frank. 12 giugno 1929. Annelies Marie Frank, conosciuta in tutto il mondo come Anne Frank, nasce a Francoforte, … Leggi tutto

Il crollo del ponte Morandi attraverso le note di “C’è da fare” e la poetica di Montale

Il crollo del ponte Morandi analizzato sulle note della canzone C’è da fare confrontata con la visione del mondo di Eugenio Montale, poeta genovese. Il 29 giugno hanno fatto saltare in aria le ultime pile del viadotto crollato lo scorso anno a Genova, città natale di Montale, riaprendo una ferita ben poco rimarginata nel cuore … Leggi tutto

Come Pieter Bruegel, attraverso il mito di Icaro, affronta l’ansia sociale

La paura del giudizio altrui è spesso un freno alle nostre azioni e ci spinge a dubitare di ogni passo che potremmo fare, credendo di avere su noi stessi gli occhi di chi ci sta intorno. Pieter Bruegel, col suo dipinto “La caduta di Icaro”, prova a liberarci da questa ansia sociale. Rappresentazione della fobia … Leggi tutto

The Handmaid’s tale: cosa è cambiato dal romanzo della Atwood alla serie televisiva?

The Handmaid’s tale: È meglio il libro o la serie TV? la nostra curiosità ci spinge sempre alla ricerca di nuove informazioni. Ma vediamo quali sono le più evidenti differenze tra il romanzo della Atwood e l’omonima serie tv. Nel 2017, con grande clamore, Hulu production regala agli schermi televisivi The handmaid’s tale. Lo scorso … Leggi tutto

Il seme della follia: dal Saul alfieriano al film Shutter Island

La smania di potere, l’incapacità di adattarsi, il desiderio di vivere una realtà distinta da quella che si affronta tutti i giorni e non solo sono il preludio della follia: un tabù nella vita comune, spesso vista come motivo di isolamento, ma che nel corso della storia ha coinvolto numerosi uomini, alcuni anonimi, altri famosissimi.

I cosiddetti folli sono da sempre stati considerati dalla società come individui anormali che non riescono ad amologarsi alla massa. In passato considerati degli esseri demoniaci, in seguito deportati in strutture specializzate organizzate per evitare che entrassero in contatto con la società, al fine di non contaminarla. Per fortuna, con il tempo e il superamento dei preconcetti, anche chi viene considerato folle riesce a ritrovare se stesso e a integrarsi nuovamente nella società.

La follia nella storia

Studiare la sofferenza umana è sempre stato lo scopo della medicina fin dai suoi albori, da Ippocrate (460 – 377 a.C.), il primo medico greco che la storia riconosca, fino alla medicina odierna.

 

L’atteggiamento medico diffuso nei confronti del disturbo mentale, però, fu in origine di perplessità, incertezza e paura; poiché determinate manifestazioni comportamentali venivano considerate inspiegabili e soprannaturali, in quanto ritenute opera del diavolo, secondo le credenze cristiane.

Quella che noi comunemente chiamiamo follia è una patologia estraniante che si manifesta generando l’allontanamento dell’individuo dalla sua società, annientando la rete delle sue relazioni sociali, senza che egli se ne renda conto; dunque, una sofferenza psichica che è considerata una ‘devianza dal normale’. Ma cos’è la normalità? Certamente una convenzione ‘culturale’, che non conobbe risvolto prima di prendere piede e radicalizzarsi dagli inizi del 1900, la teoria del relativismo culturale e l’idea che non esistano realtà o princìpi assoluti, ma solo realtà legate a particolari condizioni in cui essi emergono.

Nel XVI secolo, con l’avvento delle scoperte geografiche e il contatto con altre popolazioni, l’uomo europeo si convinse di essere il portatore di civiltà, cultura e superiorità assolute, arrivando a forme di intolleranza e discriminazione del ‘diverso’ che poi, nel corso dei secoli, si radicalizzarono per arrivare a sfociare in esasperate forme di razzismo e xenofobia. La tolleranza nei confronti del follia era, quindi, del tutto inesistente e veniva considerata alla stregua di una patologia da segregare, rinchiudere e isolare dal mondo della normalità; la comunità iniziò ad allontanare i folli, la diversità venne vista come un pericolo che minava l’equilibrio della società. L’inoperosità dei folli fu equiparata a mera inutilità e mancanza di un ruolo nella società e nacque la necessità di eliminarli. Le strutture lasciate libere dai lebbrosi furono finalizzate ad accogliere una massa enorme di individui respinti dalle città e divennero ospedali con sembianze di carceri. L’Hopital General di Parigi, fondato nel 1656, rappresentò il simbolo dei luoghi di ”accoglienza” della follia, deputati alla correzione del malfunzionamento degli alienati, isolati affinché manifestassero la loro sregolatezza all’oscuro di tutti in zone neutrali che negassero loro la libertà.

Solo nella seconda metà del Settecento dalla detenzione nelle carceri si passò ad un approccio terapeutico verso i malati e si progettarono delle strutture atte alla loro accoglienza: ospedali e istituti specializzati in Germania, Inghilterra e Francia.

 

Quando il desiderio di potere si trasforma in follia: il Saul

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Quei furbacchioni dei professoroni: i ladri dell’università spiegati da Italo Calvino

Il caso dei professori indagati presso l’università di Catania può essere approfondito con particolari riferimenti al racconto di Italo Calvino, intitolato La pecora nera. “C’era un paese in cui erano tutti ladri…”: potrebbe cominciare così uno dei numerosi articoli riguardo ai concorsi truccati all’Università di Catania. Potrebbe cominciare esattamente come l’incipit di un noto racconto … Leggi tutto

Il ruolo giocato dalle maschere: dal teatro plautino a “La casa di carta”

Non è la prima volta che le maschere giocano un ruolo fondamentale in una messa in scena, creiamo un confronto con il teatro plautino. La Casa di Carta è una serie TV spagnola che ha ormai, tramite Netflix, conquistato il pubblico mondiale. Come ci è riuscita? Attraverso alcuni elementi chiave portati avanti da Álex Pina che … Leggi tutto

Urlo dal cyber-spazio: alla ricerca dell’identità perduta con i Radiohead e i Marlene Kuntz

Verso la fine degli anni Novanta il nostro mondo si è ritrovato in balia di quella che Giovanni Verga, illo tempore, definì “fiumana del progresso”. Ad un certo punto siamo entrati in modalità online. Era tutto connesso. Tutto era destinato a diventare veloce, frenetico, globale. Lo straniamento di una generazione che si ritrova sballottata in … Leggi tutto

Diamoci un taglio (ai testicoli)! Orchiectomia e castrazione chimica, come combattere la violenza sessuale

Come combattere gli stupratori? Tagliamo la testa al toro ed i testicoli all’uomo, perché la castrazione chimica è il percorso sbagliato? La campagna elettorale è terminata da un pò, eppure riecheggiano ancora i residui delle urla e dei comizi nelle piazze, come un brutto post sbornia con cui nessuno vorrebbe mai risvegliarsi. Nonostante l’assenza di … Leggi tutto

Diritti LGBT, quando la corsa ai diritti civili è una questione di marketing

Strumentalizzare i diritti LGBT

Tutti sogniamo un mondo liberale ed egualitario, dove a tutti siano assicurati i propri diritti, indipendentemente dall’etnia, dal credo o dall’orientamento sessuale. D’altronde si è già abbondantemente discusso in merito all’importanza di sostenere i diritti LGBT, indipendentemente dal fatto che si sia eterosessuali o meno. Il problema si pone quando i diritti civili vengono strumentalizzati … Leggi tutto