Dialogo della Natura e di un Danese: come Lars von Trier oltrepassa il pessimismo cosmico leopardiano

Nel suo film Antichrist, von Trier riporta in auge il problema di una Natura maligna, attualizzando ed estremizzando il pessimismo leopardiano in un’opera dai toni cupi ed esistenzialisti che riscopriamo affine al dialogo della Natura e di un Islandese. Antichrist è un film del 2009 scritto e diretto dal regista danese Lars von Trier, interpretato … Leggi tutto

Rampage: il film che alimenta le paure sulla tecnologia CRISPR. Quanto è distante dalla realtà?

Nel film Rampage, un esperimento CRISPR è responsabile di trasformare un gorilla, un lupo ed un coccodrillo in enormi mostri selvaggi. Quando David Liu, docente di biochimica ad Harvard, vide per la prima volta il trailer in un cinema, ridacchiò dicendo: “Seriamente?”. Vediamo cos’è questa tecnologia e perché la pellicola ha scosso l’opinione pubblica (spoiler … Leggi tutto

Secondo la biologia Godzilla potrebbe esistere davvero: la regola di Cope spiega perché

Godzilla è un mostro immaginario proveniente dall’omonima serie di film giapponesi. La sua prima apparizione  risale al 1954, tutt’oggi è considerato un’icona mondiale della cultura pop. Per quei due sventurati che non avessero la minima idea di come sia fatto sappiano che esistono ben trentadue versioni di questo mastodontico lucertolone. Generalmente si tratta di un rettile anfibio, basato sul concetto sciolto di dinosauro con una posizione eretta, squame, torso antropomorfo e placche ossee lungo la schiena. A presentazioni fatte possiamo passare alle cose serie. Possono esistere ai giorni nostri creature così grandi? Senza girarci troppo intorno la risposta è un gran bel ‘ni’. Sono infatti esistiti, ed esistono, esseri abnormi ma il nostro kaiju ha esigenze biostrutturali e metaboliche un po’ troppo esigenti. Dopotutto la fantasia non ha limiti, ma la realtà sì, vediamo perché.

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Matrix e Pulp Fiction: due modi diversi di dare senso alla religione

La religione è uno dei grandi miti della modernità. L’arte ci si è confrontata, scontrata, opposta. L’ha provocata, derisa, difesa, smascherata. Del resto, è un mito con il quale tutti hanno dovuto fare i conti a un certo punto della loro vita, l’arte mostra semplicemente come gli artisti lo hanno fatto. Nel cinema, non è … Leggi tutto

Esiste un girone all’Inferno anche per chi spoilera Avengers: Endgame

Avengers: Endgame costituisce il ventiduesimo capitolo del Marvel Cinematic Universe, distribuito nelle sale cinematografiche italiane dal 24 aprile 2019. Un hype a dir poco incredibile si è venuto a creare attorno a questa pellicola, fino ad ora accolta positivamente dalla critica e dal web che è letteralmente uscito di senno, invaso dai forse troppi meme … Leggi tutto

La scienza dietro Jurassic Park: riportare in vita batteri al posto di T-rex

Un batterio qualunque Il Bacillus sphaericus non rientra tra i batteri che potremmo definire unici. Le sue caratteristiche fisiche sono semplici: forma bastoncellare, gram positivo e forma endospore come milioni di altri batteri. Nonostante questo, esistono numerosi microrganismi che hanno resistito alla prova del tempo, ma pochi ci sono arrivati geneticamente intatti. Per questo motivo, … Leggi tutto

Il Grinch e l’Incendiario: due paladini dell’autenticità contro il perbenismo borghese

“Non si risenta la gente perbene/ se non mi adatto a portar le catene”. Così canta De Andrè in uno dei suoi ironici inni contro l’ipocrisia e il perbenismo borghese. L’arte, nel corso dei secoli, ha costruito svariati modi per affrontare l’ostacolo che il perbenismo costituisce per chiunque decida di battere sentieri inesplorati. Ad ogni … Leggi tutto

L’immunologia ci mostra il buco nella trama della guerra dei mondi

La guerra dei mondi mostra un vero e proprio olocausto per gli alieni, purtroppo però avrebbero dovuto vincere loro. Nel corso della storia esistono numerosi esempi di simili eventi: nei quali a soccombere è sempre la civiltà meno avanzata. Un prototipo è il genocidio americano, con il quale gli storici intendono il calo demografico dei … Leggi tutto

Cos’è e come funziona un Déjà vu? La scienza e Matrix provano a spiegarcelo

A chi non è mai capitato di vivere un déjà vu? Tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita quella sensazione di aver già vissuto una determinata situazione. Ma come spiegarlo? La tesi più accreditata secondo gli scienziati è che il fenomeno sia causato dalla sovrapposizione della memoria a breve termine (quindi gli eventi che … Leggi tutto

Truman Burbank spiega il teatro

Il mondo come palcoscenico

All the world’s a stage, and all the men and women merely players“: così esordisce William Shakespeare nella sua commedia Come vi piace, inaugurando la immensa fortuna del tema del ‘mondo come palcoscenico’. Un tema che porta con sé una atmosfera disillusa, necessariamente malinconica, che si vedrà riproposta subito pochi anni dopo ne La Vita è sogno di Cevantes e che percorrerà in sordina la via della letteratura europea riemergendo vigorosamente alle porte del ‘900. Ed è proprio alla fine del Secolo Breve che si presenta al mondo Truman Burbank, emblematico protagonista del celebre film The Truman Show, che del nostro tema è forse una delle espressioni più limpide. Truman è un giovane impiegato americano, sposato, con una bella casa e molti amici: una figura stereotipata, che vive in un mondo, tutto sommato, stereotipato. Troppo stereotipato. Tutto ciò che gli gira attorno, infatti, è fittizio: Truman è il protagonista dell’omonimo Truman Show, un racconto della sua stessa vita ripresa in diretta sin dalla nascita, il tutto senza che il protagonista sappia nulla a riguardo della sua situazione. Truman è dunque un attore, seppur inconsciamente, ed il suo mondo è un palcoscenico. Ma Truman è anche una persona normale, che ogni giorno vive la sua vita normale compiendo gesti ed azioni normali.

Azione assoluta, azione teatrale, azione scenica

Ecco allora palesarsi una delle dicotomie che stanno alla base della rappresentazione teatrale: la significazione dell’azione. Nell’evento teatrale, ogni azione, sia essa verbale o gestuale, ha sia una essenza assoluta sia una essenza di segno. Tale distinzione è facilmente comprensibile immaginando una ipotetica scena nella quale un attore tiri uno schiaffo ad un altro suo collega: il colpo giunge davvero al viso dell’attore, si sentirà davvero la sua guancia risuonare; quel gesto è, a tutti gli effetti, un vero e proprio schiaffo. D’altro canto sappiamo bene che quell’azione, in quel preciso contesto, ha una essenza ben diversa: la differenza sta nella finalità del gesto, perché l’attore non schiaffeggia il suo collega per esprimere la propria collera verso di lui, come sarebbe se si interpretasse l’azione nella sua natura assoluta, ma semmai per imitare, per significare la collera del suo personaggio verso il personaggio del suo collega. A teatro dunque, ogni azione è imitazione (si parla, in questo caso di azione teatrale) e segno, e in quanto segno, fa parte di un preciso sistema comunicativo. Il teatro, infatti, è sostanzialmente un processo di comunicazione tra un autore ed il pubblico, in cui i portatori di significato sono il testo, la scena e gli attori. Si intuisce allora la natura necessariamente collettiva del teatro, e, infine, la seconda sfumatura dell’azione-segno: ogni gesto, oltre ad essere imitativo, è anche evocativo, e ha il compito di evocare determinate emozioni negli spettatori. Il medesimo schiaffo, infatti, desterà sdegno nel pubblico se sarà, ad esempio, rivolto ad una donna dal marito in una scena di violenza domestica, oppure desterà una sorta di empatica tristezza se sarà l’ultimo gesto riservato da un padre morente verso il figlio. Un gesto, che oltre ad imitare, evoca anche emozioni sulla scena e attraverso la scena prende appunto il nome di azione scenica.

La liberazione di Truman

Alla luce di queste categorie (azione assoluta, azione teatrale ed azione scenica), è ancora più facile comprendere il comunque già palese dramma di Truman, intrappolato, a sua insaputa, in un mondo fittizio che lo costringe a vivere sul crinale della dicotomia tra le sue azioni assolute e le azioni teatrali altrui, tra una vita costruita su determinate credenze che si riveleranno menzogne. Una vita che non poteva che risolversi in modo ‘teatrale’, o, meglio, metateatale: Truman, insospettito della setreotipia esasperata del suo mondo, prende progressivamente coscienza della sua situazione, fino a giungere alla decisione di raggiungere quelli che aveva intuito essere i limiti estremi del suo mondo fittizio. Ivi giunto, la liberazione: dopo un dialogo memorabile col ‘regista-demiurgo’ del suo ‘palcoscenico-mondo’ (https://www.youtube.com/watch?v=u6abtw7Mxq0), Truman si ritrova davanti alla scelta, se rimanere nel suo mondo scenico o compiere il passo verso il mondo reale (il cui accesso si configura come una porta posta al termine di una scalinata). La scelta risulta scontata, ma sotto un tratto che si connota come particolarmente romanzesco si celano ingerenze tematiche non da poco. Il passaggio deliberato verso un metateatro, un qualcosa che va oltre il mondo teatrale fino ad allora vissuto dal protagonista, e per di più connotato come la fine di un cammino di crescita come è nell’immagine della scala, è sostanzialmente metafora del compito di base del teatro, che è il miglioramento dell’uomo: come Truman, ogni singolo spettatore è alla ricerca della sua scala, della sua porta da aprire, ed esattamente come per il protagonista, il teatro, nel quale Truman ha vissuto una intera vita, è ciò che possa portarci a tale fine. E che la nostra vita sia o meno una messa in scena (con buona pace di Shakespeare), in fondo, forse poco importa, se altresì noi siamo destinati, prima o dopo, ad una finale liberazione a noi destinata o da noi duramente conquistata.

Lorenzo Danelli