Avengers: Endgame costituisce il ventiduesimo capitolo del Marvel Cinematic Universe, distribuito nelle sale cinematografiche italiane dal 24 aprile 2019. Un hype a dir poco incredibile si è venuto a creare attorno a questa pellicola, fino ad ora accolta positivamente dalla critica e dal web che è letteralmente uscito di senno, invaso dai forse troppi meme a riguardo. Ma le troppe aspettative, unite alla repressione malsana dei cosiddetti leoni da tastiera, non hanno fatto altro che rovinare l’esperienza filmica alla grande maggioranza dei fans dell’universo Marvel. Questo perché, attualmente, a distanza di due giorni dall’uscita del film, chi non è riuscito a tenersi a debita distanza dalla sezione commenti di un qualsiasi social, in particolare Instagram, si ritrova con un cumulo di informazioni sulla trama che forse avrebbe preferito non sapere. In poche parole, i social in questa settimana sono invasi di spoiler del film tanto atteso e più o meno tutti già sanno come finisce senza ancora averlo visto, compreso il sottoscritto.

Cosa significa spoiler?

Chi possiede nel proprio serbatoio una base di cultura pop conosce bene l’accezione del termine e chi mastica un po’ di inglese sa invece il significato dell’anglicismo (da to spoil, rovinare), ma non tutti riescono a comprenderne a pieno il reale peso. Partiamo col dire che essenzialmente spoilerare qualcosa designa l’azione del rivelare in anticipo un accaduto saliente della trama di un film, libro e tutto ciò che appartiene all’ambito dell’intrattenimento.

Il reale peso a cui mi riferisco non è la grande attesa del prodotto, né tantomeno la sua qualità che potrebbe essere rovinata. È l’investimento che una persona compie su di esso dal lato sia economico sia temporale per poi poterne ricavare un profitto dal punto di vista delle emozioni provate. Quindi quando si spiattella a destra e sinistra il finale di un film non solo si rovina il colpo di scena ma si vanno ad intaccare anche il tempo e il denaro che quella persona ha speso per godersi a pieno il prodotto. Un gesto alquanto meschino che spesso e volentieri rivela una controparte del carattere della persona in questione: la frustrazione.

La frustrazione

Si può schematicamente asserire che la frustrazione è una sorta di stato emozionale che si manifesta nel momento in cui i desideri di una persona sono impossibilitati ad attuarsi. Si hanno due elementi fondamentali, da un lato i desideri, dall’altro gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione o all’appagamento di tali desideri. Questi ultimi sono pesantemente influenzati (ed anche prodotti) dall’ambiente sociale in cui una persona vive e si relaziona. Dall’altro lato l’impossibilità di appagare i desideri può essere di natura fisica-ambientale, sociale o interiore. Se tale ostacolo può in un certo senso essere metabolizzato e creare uno stato di frustrazione leggero, è invece ben più difficile metabolizzare lo stato di frustrazione derivante da ostacoli sociali o interiori che spesso si contrappongono a vicenda.

Solitamente sono proprio gli ostacoli sociali a dar vita ai precedentemente citati leoni da tastiera, i tipici ed abilissimi interlocutori che si sentono in dovere di insultare e creare scompiglio in una qualsiasi situazione gli si pari davanti perché non riescono a trovare appagamento nella propria vita. Ovviamente per situazione si intende all’interno di un qualsivoglia social network, visto e considerato che al di fuori di essi costoro non sarebbero capaci neanche di mettere due parole correttamente in fila senza balbettare. In particolar modo con l’ausilio di account falsi creati appositamente per sfogare liberamente la loro frustrazione repressa danneggiando gli altri, come sta accadendo ultimamente per il fattore spoiler.

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Il cerchio degli spoilerosi

Esiste? La risposta è no. Ma comunque Dante, settecento anni fa, durante la stesura della Divina Commedia ha progettato un cerchio nel quale possiamo facilmente inserire le persone affette da un’esagerata frustrazione, dato che alla base di essa c’è un’altra caratteristica ben più grave: l’iracondia. Ma diamo prima un rapido sguardo alla struttura dell’Inferno dantesco introducendolo.

Inf III 1

L’Inferno dantesco ha una struttura a cono rovesciato, è una gigantesca voragine di forma conica, che si apre nell’emisfero boreale sotto Gerusalemme e giunge fino al centro della Terra; esso ebbe origine quando Lucifero si ribellò all’autorità divina e fu così punito da Dio con i suoi seguaci: essi furono scagliati sulla terra che, inorridita per l’empietà, si ritirò dando origine al baratro infernale. Quest’ultimo è preceduto da un ampio vestibolo, cioè l’Antinferno, dove sono puniti gli ignavi, che in vita rifiutarono di seguire per paura e per viltà sia il bene sia il male, e gli angeli che, nello scontro con Dio, rimasero neutrali; tutti questi sono così spregevoli che sono rifiutati sia nell’Inferno sia nel Paradiso. L’Inferno è diviso in nove cerchi concentrici, alcuni dei quali sono a loro volta suddivisi in fasce secondarie: il settimo cerchio è diviso in tre gironi, l’ottavo cerchio è diviso in dieci bolgie, e il nono e ultimo cerchio è diviso in quattro zone. Nell’Inferno vengono punite tutte le anime che hanno sempre peccato in vita e non hanno alcuna speranza di salvezza. Nell’ultima zona del nono cerchio, la Giudecca, si trova Lucifero, insieme a Giuda, Bruto, Cassio e tutti i traditori dei benefattori.

Nel nostro caso come accennato prima ci troviamo nel quinto cerchio, costituito dalla palude Stigia, una lorda pozza di acque nere e fangose, vigilata dal diavolo Flegiàs.
I dannati sono gli iracondi e gli accidiosi: i primi in vita hanno ceduto in modo eccessivo e violento all’impeto dell’ira; i secondi invece sono stati inerti e indifferenti nella pratica del bene. Sono ora immersi nelle acque della palude Stigia e sono separati in due schiere: gli iracondi stanno in superficie, ignudi, sporchi di fango, e si percuotono crudelmente l’un l’altro; gli accidiosi sono interamente ricoperti dal fango e la loro presenza e il loro tormento sono dichiarati solo dalle bolle d’aria sulla superficie dell’acqua stagnante.

Ebbene anche chi spoilera merita un girone all’Inferno, anzi, un cerchio più precisamente. In particolare se con un film così atteso come l’ultimo della Marvel. Non fatevi soggiogare dall’ira, non esiste nulla di più sbagliato, piuttosto provate a realizzare nel migliore dei modi la vostra vita. Il modo migliore per iniziare è correre al cinema a prendere un biglietto per un film che, con o senza spoiler, sarà senza dubbio tra le uscite più importanti di questo 2019.

Gianmarco Marino

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