Il Superuovo

Come distinguere un umano da un androide? Lo spieghiamo attraverso Phillip Dick, Hume e i gatti

Gli androidi sono un must dei film di fantascienza, ma come fare a riconoscere se ce ne troviamo uno davanti nella vita reale? Lo scopriamo attraverso il nostro pratico test, raccontato attraverso la fantasia di Phillip Dick e la filosofia di Hume.         Nel racconto fantascientifico di Phillip Dick ‘Ma gli Androidi sognano … Leggi tutto

Miciomiao! Guida su come maltrattare il vostro gatto in attesa di halloween

Quando calano le tenebre e si avvicina la notte più spaventosa dell’anno, prendete i mantelli e … andate a fare dolcetto o scherzetto, ma non dimenticatevi del vostro gatto! Ecco una guida su come sprecare soldi e maltrattare il vostro gatto, ma con splendide foto per istagram!   “L’inverno sta arrivando“, i primi freddi, le … Leggi tutto

La cognizione animale in un nuovo lungometraggio: Pets 2 nelle sale cinematografiche

Nelle sale cinematografiche è finalmente uscito il secondo capitolo di Pets – vita da animali: il condizionamento animale è nascosto tra la comicità Illumination Entertainment?   Pets 2 – Vita da animali, decimo film d’animazione della Illumination, è il sequel della commedia campione d’incassi del 2016. Questo nuovo capitolo esplora le vite e le emozioni dei … Leggi tutto

Clonare “cani e porci”: i migliori amici (in provetta) dell’uomo

L’uomo ha smesso di bastare a se stesso.

In un passato non troppo remoto e per alcuni (eletti o dannati che siano) ancora presente, si risolveva nella ricerca di un Infinito altro, altissimo e meraviglioso, quell’incessante esigenza propria dell’Essere che vuole l’uomo peregrino nelle albe del gioco e mercenario nelle notti del pianto, pioniere di mondi nuovi che si snodano al confine tra Cielo e Terra e mendicante tra Misteri indegnamente destinati a restare tali e Verità ancora da inventare.

Ma bando alle speculazioni filosofiche.

Oggi persino l’Infinito sembra insufficiente, scialbo, inconsistente per saziare il solo animale bipede a serbare il privilegio di domandarsi “perché” e per placare quella sete ingorda che lo tormenta e gli conferisce vita.

Se da sempre l’uomo ha cercato di guardarsi dentro, oggi questo sguardo rivolto a se stesso è divenuto così sottile e viscerale da penetrare nei più profondi e vorticosi anfratti del suo corpo, perdendosi in quelle eliche arcane e affascinanti che racchiudono in circa due metri condensati in un mucchio di istoni e una manciata di nanometri il sigillo di ciò che si era, si è e si sarà e raccontano storie.

L’acido desossiribonucleico (in sigla DNA), macromolecola composta da nucleotidi cui è affidato il trasporto del codice genetico e quindi l’insieme dei tratti che caratterizzano in modo peculiare l’identità di un individuo, diventa allora il libro della vita: un romanzo già scritto e destinato a compiersi?

clonazione

Ebbene, oggi più che mai l’ultima parola sembra spettare all’uomo, che rivendica con una scienza sempre più sofisticata e apparentemente onnipotente il massimo controllo sull’esistenza e sull’esistente.

Il meccanismo del copia – taglia – incolla, non è, alla luce di ciò, soltanto proprio del linguaggio Word, ma diventa il codice per modificare, costruire, decostruire e ricostruire la vita stessa, quando l’oggetto di queste “semplici” e meccaniche azioni non sono parole virtuali ma blastocisti e il foglio bianco su cui sarà impresso il futuro imminente di una neonata creatura targata “progresso” è l’utero della cosiddetta “madre sostituta”.

Si costerna, s’indigna, s’impegna l’uomo tecnologo e – per proseguire sulla scia del testo di De Andrè – è pronto a tutto pur di non gettare neanche “dignitosamente” la spugna, una spugna impregnata di aspettative che è emblema, analogamente, di progetti dall’onere grande e dalla mole non indifferente, fardello pesante, forse troppo, per un granello di pulviscolo atmosferico dalle fattezze umane.

Il nodo gordiano della manipolazione biologica ha, dunque, un nome ben preciso: clonazione.

Che essa rappresenti un tema assai dibattuto dal punto di vista etico e morale è più che notorio.

Cosa accade, però, quando questa particolare forma di sperimentazione si spoglia della sua connotazione prettamente scientifica fino a diventare una commistione infelice tra accanimento contro la morte del proprio animale domestico e capriccio borghese?

I migliori amici (in provetta) dell’uomo

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Se Piero avesse mangiato feci di gatto, la guerra cantata da Faber sarebbe potuta finire diversamente.

Sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora fino a che tu non lo vedrai esangue cadere a terra a coprire il suo sangue. “E se gli sparo in fronte o nel cuore soltanto il tempo avrà per morire, ma il tempo a me resterà per vedere, vedere gli occhi di un uomo … Leggi tutto