Baudelaire ci spiega perché durante il lockdown è aumentato del 200% il consumo di alcol

Duplicato il consumo di alcol in meno di un anno: Baudelaire ci spiega perché. L’alcol disinibisce e offre un biglietto per un viaggio a bordo di una nuvoletta da cui il mondo sembra più leggero. Forse è per questo che in un periodo che di leggero ha molto poco sono duplicati in Italia i consumi … Leggi tutto

99 anni fa è uscito per la prima volta l’Ulisse di James Joyce

Vediamo insieme chi è stato James Joyce: autore dell’Ulisse, amico di Italo Svevo, professore e innovatore del romanzo. Joyce è considerano l’innovatore del romanzo modernista, ha dato ai suoi personaggi sentimenti ed emozioni forti ed ha introdotto per la prima volta il flusso di coscienza. Chi era James Joyce James Joyce nasce a Dublino nel … Leggi tutto

Cinque cose che (forse) non sai sul Premio Nobel per la letteratura Wislawa Szymborska

Premio Nobel per la letteratura nel 1996, Wislawa Szymborska è considerata una delle poetesse più emblematiche del secolo. Si dice che l’unico modo per comprendere la poetica di Wislawa Szymborska sia leggerne il più possibile, addentrandosi nel suo delicato mondo di parole semplici, che però celano una profondità senza eguali. Dopo il Premio Nobel per … Leggi tutto

Povertà, usura e sfruttamento : i temi di “Gente in Aspromonte” che oggi ritornano

“Gente in Aspromonte” è una raccolta di 13 racconti di Corrado Alvaro, pubblicata nel 1930. “Gente in Aspromonte”, il primo libro e quello che dà il nome alla raccolta, descrive bene la situazione di un’Italia impreparata alla guerra e quei temi così duri si ripropongono oggi a distanza di anni. “Gente in Aspromonte” La raccolta … Leggi tutto

I Nativi 145 anni fa venivano confinati nelle riserve: Faber ci aiuta a non dimenticare

31 gennaio 1876: gli Stati Uniti ordinano ai Nativi di ritirarsi nelle riserve. Da quella data sono passati 145 anni eppure questo è un tema ancora poco conosciuto. Proviamo a raccontare qualcosa di loro anche attraverso la musica di un grande cantautore italiano, Fabrizio De Andrè. 

Il quadro rappresenta il giorno del massacro di Sand Creek

Riserva. Genocidio. Sand Creek. Ricordo qualche tempo fa un cartellone pubblicitario dalla grafica molto semplice: vi era disegnato di profilo un uomo dalla pelle ambrata e dai tratti somatici tipici dei Nativi Americani. Portava in testa una sorta di copricapo e al collo una collana di pietre. Sul manifesto c’erano scritte poche parole: Loro hanno subito l’immigrazioneora vivono nelle riserve. Tralasciando la profonda strumentalizzazione con cui si faceva riferimento alle popolazioni indigene americane o la questione politica, questa è la prima immagine che mi viene in mente quando sento la parola Nativi. Penso che sulla questione ci sia molta disinformazione e che quasi non si sappia a che cosa ci si riferisca quando si sentono nominare. Non tutti sono storici o appassionati ma ritengo che, anche per semplice cultura personale, sia importante avere qualche informazione a riguardo. Anzi, proprio perché non siamo tutti storici, oggi cercherò di raccontare una parte della loro storia invitandovi ad ascoltarla: Fiume Sand Creek. 

Dopo 150 anni dal massacro di Sand Creek, il governo americano dedica una lapide ai caduti

La colonizzazione

1492 data della scoperta dell’America. Qualsiasi bambino o ragazzo in età scolare è in grado di dirvi esattamente di cosa si tratta. Ad essere sincera mi sembra quasi di riuscire ancora adesso qualche compagno che, ripendo a pappagallo la lezione, afferma: nel 1492, Cristoforo Colombo, dopo essere partito dal porto di Palos pochi mesi prima, cercando di raggiungere le Indie arrivò invece nel Nuovo Continente. Questa storia la sappiamo tutti ed è la storia del viaggio di Colombo: cercando una nuova via per le Indie infatti, quasi per errore è stata scoperta l’America. Da questo momento inizia l’età moderna. Da questo momento iniziarono le guerre coloniali tra le potenze più forti per accaparrarsi, metro dopo metro, il dominio sui nuovi territori. Per molti anni così l’America del Nord rimase legata economicamente all’Inghilterra e poi si rese indipendente. Queste cose le so dall’età 11 anni. Però c’è qualcosa che nessuno mi aveva raccontato e che forse non mi ero neanche chiesta: Chi c’era in America prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo?

I Nativi Americani

Indiani d’America e Pellerossa sono alcuni dei nomi con cui si fa riferimento alle popolazioni che vivevano in America prima dell’arrivo degli europei. Questi nomi, dati dal colore della loro pelle e dal fatto che in un primo momento Colombo era certo di essere arrivato nelle Indie, sono errati. Il nome adatto per definire queste popolazioni è Nativi Americani. Queste popolazioni, molto diverse tra loro, erano divise in tribù e soprattutto nel Sud e nel Centro America hanno dato origine a vere e proprie civiltà come quelle dei Maya e degli Aztechi. Nel Nord invece, rimasero popolazioni seminomadi che si spostavano a seconda delle stagioni: il clima infatti è più rigido rispetto al sud e per questo, probabilmente, non si sono mai sviluppate vere e proprie civiltà stabili. Queste popolazioni, sebbene al tempo fossero più arretrate rispetto a quelle europee da un punto di vista tecnico, avevano una struttura politica ben organizzata ed erano molto sviluppate anche da un punto di vista culturale.

L’arrivo degli invasori

L’arrivo delle popolazioni europee determinò la fine delle grandi civiltà precolombiane: purtroppo per loro c’era poco da competere con la polvere da sparo. Acciecati dalle ricchezze che poteva ricavare sfruttando i territori incontaminati del nuovo continente, gli invasori non si fecero scrupoli. Così i nuovi arrivati, considerando questi popoli inferiori, occuparono le loro terre, rubarono le loro ricchezze e li sterminarono. I pochi rimasti furono costretti a vivere nelle riserve, cioè territori che ai bianchi non interessavano a causa della loro infertilità e dell’esigua presenza di minerali nel sottosuolo. L’ordine definitivo fu dato proprio il 31 gennaio del 1876. Si stima che tra il 1492 e il 1890 sono stati uccisi tra i 70 e i 115 milioni di Nativi. Questo dato naturalmente comprende sia i morti a causa di guerre e battaglie, sia i morti a causa di malattie importate dagli invasori.

I Nativi non si arrendono

Seppur numericamente inferiori e in possesso di tecniche meno sviluppate rispetto a quelle europee, i Nativi non si arresero davanti agli invasori. In svantaggio dal punto di vista militare e tattico, le tribù combatterono valorosamente ma non si può parlare di vere e proprie battaglie, quanto più di massacri. Interi contingenti militari armati, contro uomini a cavallo con archi e frecce. Contro uomini il cui primo obiettivo era difendere le donne e i bambini delle loro tribù. Purtroppo oggi di loro ci rimane solo il ricordo ma finché ci sarà qualcuno disposto a raccontare la loro storia, la loro memoria non svanirà.

Fabrizio De Andrè

Qualcuno lo ricorda come un cantautore, qualcun altro come un poeta. Egli però nelle sue canzoni è riuscito a dare voce agli emarginati, a coloro che stavano ai bordi della società e a coloro di cui si conosceva poco, ma di cui si doveva conoscere. Il decimo album di De Andrè esce nel 1981 e Fiume Sand Creek è la terza canzone dell’album. Questo brano fa riferimento al massacro del 29 novembre 1864 quando una milizia inglese di 700 uomini attaccò una tribù di circa 600 nativi americani. Lo scontro si verificò nella località del fiume di Sand Creek, in Colorado, dove c’era un accampamento di Cheyenne Meridionali e Arapaho che avevano già stretto accordi con il governo statunitense. Al momento della rappresaglia gli uomini erano a caccia e solo in pochi erano rimasti a difendere l’accampamento: appena i Nativi si rendono conto di essere attaccati issano bandiera bianca, ma servì a poco. La “battaglia” si concretizzò infatti nello sterminio di donne e bambini, per un totale di quasi 200 vittime.

Fiume Sand Creek

De Andrè racconta la vicenda attraverso gli occhi di un bambino ma i riferimenti storici sono inequivocabili. La semplicità del linguaggio è accompagnata dal tema preponderante della natura, alla base della vita di queste popolazioni.

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura. 

Fin dai primi due versi si racconta come la battaglia sia finita e, a partire dalla fine, si torna indietro a narrarne qualche momento.

Fu un generale di vent’anni

occhi turchini e giacca uguale: 

Il nome del generale è Chivington (ma non tutti sono d’accordo con questa interpretazione),

che guidò l’intero attacco. Successivamente invece si racconta di come i nostri guerrieri fossero sulla pista del bisonte, cioè a caccia e quindi troppo lontani per proteggere il villaggio. Al bambino arriva alle orecchie nel pieno della notte, il rumore degli zoccoli dei cavalli al galoppo e delle urla e chiede al nonno se si tratti di un sogno. Il nonno disse sì. Il bambino crede alle parole del nonno:  il sangue e le ferite appaiono solo come un sogno vivido, troppo vivido per essere vero. Anzi, il sangue non è sangue, sono solo stelle rosse. Ma non era un sogno e ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek. E per quel bambino è solo un sogno, i suoi amici dormono ora, ma noi non possiamo dimenticare che non è così

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Roland Barthes ci spiega perché le ragazze arrabbiate dicono sempre di non avere “nulla”

Non c’è nulla di più triste che non essere compresi dalla persona che amiamo. Insomma, credevo che quella storia su Instagram fosse abbastanza facile da capire. No? Perché non mi hai detto che hai incontrato la tua ex? Ora non potrò più rispondere al telefono. E se lo faccio, quando leggo il tuo nome, in realtà, … Leggi tutto

Cos’è il sentimento del contrario? Scopriamolo con Verga e i film Disney censurati

Scopriamo cosa sia il sentimento del contrario attraverso Verga e la censura cinematografica oer motivi razziali. Immaginate un mondo in cui i film sono sottoposti a duri controlli su trama, attori e personaggi, un mondo in cui i registi devono sottostare a delle precise regole e non sono liberi di esprimere le loro idee, la … Leggi tutto

Umberto Saba ed Egon Schiele ci raccontano la famiglia attraverso l’arte e la poesia

La visione della famiglia di Umberto Saba si traduce in arte col dipinto “Famiglia” di Egon Schiele. La famiglia è la sostanza della poetica di Saba. Le sofferenze dell’infanzia prendono forma nella bellezza delle sue poesie e la sua concezione della famiglia sopravvive attraverso l’arte grazie a Egon Schiele. Infanzia: il luogo della scissione interiore … Leggi tutto

L’ambivalenza “trickster” rappresentata nelle favole: il caso del Corvo e della Volpe

Che cos’è un “trickster”? Ma soprattutto, dove possiamo ritrovarlo?   Il trickster è una categoria mitologica, religiosa e folklorica. Essa descrive un gruppo di personaggi che, incuranti delle leggi sociali e morali, perseguono per loro stessi soltanto la conoscenza del mondo, talvolta aiutando gli esseri umani, talvolta distruggendo anche ciò che hanno creato. Sono senza … Leggi tutto

Amore, passione e matrimoni di (in)successo nella serie “Bridgerton” e nel romanzo “Il Gattopardo”

Quando amore e interesse vanno a nozze: un’analisi delle storie d’amore dei giovani protagonisti de “Il Gattopardo” e di “Bridgerton”. Belli, giovani, ricchi e innamorati: di chi stiamo parlando? Dei protagonisti del romanzo “Il Gattopardo” e della serie Netflix “Bridgerton”. Da un lato Tancredi e Angelica, dall’altro Simon, duca di Hasting e la bella Daphne … Leggi tutto