Platone dove meno te lo aspetti: ecco come lo racconta il film Dogtooth

Qual è l’intima connessione tra questo film e la mitologia platonica? Il sottotitolo potrebbe anche essere come viene resa attuale l’ideologia mitica senza che ci sia il modo di rendersene conto. Questo perché molto spesso capita che alcuni artisti, in questo caso particolare il regista Yorgos Lanthimos, si divertono a disseminare riferimenti alla cultura classica … Leggi tutto

Fino a dove ci si può spingere nella traduzione? Capiamolo con il caso Philip Larkin

Tradurre o non tradurre, questo il dilemma. Qual è il giusto mezzo? Quando si legge, se non si è del mestiere, difficilmente ci si sofferma sulla questione della resa della traduzione perché considerata un’opera secondaria e, fondamentalmente, indiretta. Si è persino indotti a pensare che sia un’operazione facile perché immediata, quando si conoscono entrambe le … Leggi tutto

A modelli alternativi di pensiero corrispondono alternative di lingua: ce lo spiegano i proverbi

Che cos’è la lingua se non lo specchio dei suoi nativi? Cosa possono dirci le parole di noi?   Ultimamente si ragiona molto sulla caratteristica sociale della lingua che va ad influenzare le modalità di pensiero della società che la produce. Gli esempi sono classici: l’Inglese che non esprime il genere, il latino che invece … Leggi tutto

Tra velocità e lentezza c’è di mezzo il ritmo: ce lo spiega Calvino

Come coniugare la letteratura dell’oggi all’esigenza di velocità e rapidità in ogni nostra forma? La velocità permea ogni spazio dell’umano e del non-umano, tant’è che sembra che la nostra generazione abbia perso la capacità di attendere senza tenere la mente occupata da uno schermo. Si potrebbe obiettare che è sempre stato così, che le persone … Leggi tutto

Muse dormienti e muse parlanti, come le donne hanno ritrovato la propria voce

Il ruolo della donna è stato lungamente associato a quello della musa ispiratrice, ma cosa succede quando le donne sono muse per se stesse?  Femmina e donna, quale delle due? Quando sia parla del femminile nell’arte si tende a qualificarlo come essenziale principio dell’ispirazione. In questo senso le donne sono state soggetto dei quadri e … Leggi tutto

Quanto sappiamo delle più celebri frasi latine? Cinque esempi che dovrebbero farci ragionare

Quanto sappiamo veramente dei motti latini più celebri? E soprattutto, come li usiamo? Il latino, e la latinità, ha avuto un’influenza linguistica e culturale senza precedenti, per via della sua diffusione e del valore che gli veniva attribuito. Non è dunque un fatto particolare che continui a circolare nell’età contemporanea sebbene i suoi usi si … Leggi tutto

Che cos’è la fisiognomica? Ce lo spiega il mondo del cinema e della letteratura

Qual è la connessione tra i caratteri fisici che si considerano distintivi dei personaggi più celebri e i loro caratteri personali?  La fisiognomica, parola che deriva dal greco physis (natura) e gnosis (conoscenza), indica una disciplina pseudoscientifica che affonda le sue ardici nell’antichità. Troviamo riferimenti allo studio di particolarità fisiche in rapporto alle particolarità soggettive … Leggi tutto

Ecco come le parole vengono create nel laboratorio della mente degli scrittori

Qual è il rapporto tra poesia e industria e come esso si è evoluto nel mondo delle aziende? Per quanto sarebbe bello pensare che la poesia ti possa far guadagnare tanto da riuscire a viverne, la realtà con cui si scontra rivela una sorta di insostenibilità economica della poesia -si pensi alla famosa frase “con … Leggi tutto

Divina sì, ma anche bizzarra: scopriamo una nuova Commedia alla luce del nonsense

Ci sono fatti nella Divina Commedia che non hanno proprio senso, ma quali sono i casi più eclatanti?

 

 

Si sente molto parlare di Dante Alighieri in questi giorni, della grandezza e della genialità del poeta fiorentino, tanto che riesce a rinnovare lo stupore ad ogni nuova lettura della sua opera, ma anche Dante non era esente agli abbagli. È molti importante infatti inserire gli autori nel loro contesto storico perché se ne capiscano meglio gli errori, spesso banali per noi, ma che risultavano coerenti nella loro epoca. Ed anche comprendere il loro non-senso odierno. 

Questi sbagli possono persino sembrare ridicoli ed in fondo rendono anche più comprensibile la dimensione umana e fallace del “sommo poeta” ed in fondo, non levano niente alla sua figura, anzi ne accrescono la sua umanità, e ce lo fanno apprezzare ancora di più. 

1. I castori sono carnivori

Sembra impossibile, anche solo guardando gli incisivi dei castori, pensare che potessero essere definiti come carnivori eppure per Dante e la simbologia medievale era proprio così: si credeva che, immergendo la loro coda nell’acqua, secernessero un grasso che attirava i pesci e per poi catturarli. È presente in Inf. XVII, v. 22.

Per comprendere meglio il perché di questa credenza è importante sottolineare che molti animali  possedevano dei significati simbolici, si parla infatti non di zoologia in quanto tale bensì di zoologia “morale”. Esempio celebre ne è il Physiologus, scritto tra il II e il III sec. d. C., che ancora dettava legge in quanto alla conoscenza degli animali. Al suo interno scopriamo anche, ad esempio, che i leoni resuscitavano i loro cuccioli con il respiro e che le donnole partorivano dalle orecchie. Bizzarro ma vero.

 

 

2. Ulisse non è mai tornato ad Itaca 

Dante non aveva mai letto Omero, e quindi non aveva nemmeno mai letto l’Iliade e l’Odissea, poteva soltanto fidarsi degli altri. Non poteva pertanto sapere cosa fosse successo ad Ulisse se non tramite delle fonti latine. Il punto è che per il mondo classico degli “auctores”, cioè degli autori degni non solo di fama ma anche di fede, citati da Dante proprio nel IV canto dell’Inferno, il ritorno di Ulisse ad Itaca era così scontato da non parlarne nemmeno. Dante si trova quindi in una situazione scomoda e decide di “inventare” la storia del “folle volo” dell’eroe greco, che appunto parte dal Circeo e non da Itaca. Del resto la traduzione dal greco era stata poi commissionata a Leonzio Pilato da Petrarca e Boccaccio. Non è colpa di Dante alla fine, ma del suo tempo.

 

3. In paradiso ci sono delle cortigiane

Francesca è punita per l’eternità nel girone dei lussuriosi per aver baciato ed essersi innamorata di Paolo Malatesta, fratello del marito di lei, Gianciotto, il cui nome è un programma. Poi, tra l’altro, viene anche uccisa in maniera brutale. Una dona che era stata promessa in sposa ma il cui marito aveva la facoltà di tradirla senza subire alcuna punizione. Ora a noi contemporanei la cosa appare eccessiva soprattutto se si viene a scoprire che nel IX canto del Paradiso è inserita sia la figura della meretrice di Gerico Raab, sia Cunizza da Romano, il cui passato da cortigiana non viene affatto celato, anzi quasi mostrato. Però lo dice anche lei, questa cosa è un po’ strana: “che parria forse forte al vostro vulgo”. A distanza di settecento anni al volgo questa cosa appare ancora come bizzarra, ma le scelte di Dio, e di Dante, spesso rimangono insondabili. 

4. Anche in Dante c’è il fuso orario 

Dante parte per il suo viaggio il 25 Marzo del 1300, circa al tramonto, e termina a mezzogiorno del 30 Marzo. All’inferno ci rimane fino alla sera successiva e per risalire fino all’Eden impiega ventuno ore, ma guadagna dodici ore per via del differente fuso orario tra un emisfero e l’altro, quindi arriva all’Eden alle 7:30 del 26 Marzo, ora locale, che sarebbero le 19:30 dello stesso giorno a Gerusalemme. E non dimentichiamoci poi che soffre anche per la mancanza di sonno.  Sul Purgatorio, la notte, che non è rischiarata dalla luce divina e quindi non permette il cammino, dorme anche, regalandoci stupendi sogni. Attraversa poi i cieli fisici in 19 ore e la visione dell’Empireo dura un tempo mistico incalcolabile, ma che gli permette comunque di essere a casa a mezzogiorno del 30 Marzo, giusto in tempo per il pranzo della domenica.

 

 

 

Perché rinunciare al latino ed ai suoi numeri? Chiediamo una spiegazione ai musei parigini

Luigi 14 e Luigi XIV indicano sempre il Re Sole, allora qual è l’importanza delle parole, ma soprattutto dei numeri? Sempre più spesso si ritiene che qualunque persona debba avere accesso alla conoscenza nella maniera più agevole e rapida possibile. Con questo non si intende condannare l’iniziativa di alcuni musei francesi di rimuovere i numeri … Leggi tutto