Il Superuovo

Povertà, usura e sfruttamento : i temi di “Gente in Aspromonte” che oggi ritornano

Povertà, usura e sfruttamento : i temi di “Gente in Aspromonte” che oggi ritornano

“Gente in Aspromonte” è una raccolta di 13 racconti di Corrado Alvaro, pubblicata nel 1930.

Un’immagine dello scrittore Corrado Alvaro (Google)

Gente in Aspromonte”, il primo libro e quello che dà il nome alla raccolta, descrive bene la situazione di un’Italia impreparata alla guerra e quei temi così duri si ripropongono oggi a distanza di anni.

“Gente in Aspromonte”

La raccolta è considerata tra le più grandi opera meridionalistica e tra le più alte espressioni del nuovo Realismo del 1900. L’opera racconta della dura vita dei pastori che abitano l’Aspromonte, una zona povera, arretrata e dimenticata.

“Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro coi lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale. I torrenti hanno una voce assordante”

Incipit

Gli altri dodici sono racconti minori.

Nella prima novella emerge fortemente il tema della miseria che piega gli uomini sia economicamente sia dal punto di vista sociale, impedendo ai poveri lavoratori di vivere in modo dignitoso. Il protagonista, l’Algirò, si rivolge agli strozzini sperando di riuscire a inaugurare una nuova attività. I debiti, però, non vengono saldati e l’attività va incontro al fallimento. Il protagonista viene arrestato dai carabinieri per aver dato fuoco al bosco della potente famiglia.

I temi di “Gente in Aspromonte”

La Calabria, zona di ambientazione dei racconti, è ritratta come un luogo segnato da ignoranza, arretratezza, superstizione e povertà. Un altro dei temi importanti è quello dell’ingiustizia sociale che divide nettamente i bisognosi e chi dovrebbe aiutarli. I potenti si contraddistinguono per egoismo, avarizia e violenza e costringono la povera gente a lavorare per un minimo salario, ricorrendo allo sfruttamento. I ricchi, poi, ricorrono all’usura illudendo i loro compaesani di ricevere aiuto e sfruttandoli per estorcere il loro poco denaro e prendendoli in giro facendo loro scherzi e dispetti. Da questa condizione nasce il desiderio di “evadere” e di cercare una situazione economica e sociale migliore. Alvaro sottolinea questi temi e la necessità di non rimuoverli dalla memoria, in modo da ricordare le proprie origini.

Un dipinto che rappresenta una riscossione delle tasse (Google)

“Gente in Aspromonte” oggi

I temi delle novelle ritornano oggi. La crisi sociale, economica e sanitaria che stiamo vivendo a causa del Coronavirus Covid-19 ci stanno riportando a ricorrere agli usurai, a lavorare per una paga minima e a non riuscire a vivere dignitosamente. E poi, oggi come allora, il caporalato è una delle piaghe più tristi del nostro territorio, soprattutto al sud. Così come nel passato, anche oggi c’è gente che approfitta dei più deboli e, purtroppo, sarà sempre così. I tempi drammatici che viviamo ci insegnano che la storia si ripete, ma ciò non vale solo in senso negativo. Lavorando insieme e unendo i come società riusciremo a condurre il mondo fuori da questa en passe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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