Scoprire i disturbi dell’alimentazione per essere consapevoli: ecco i 5 tipi che devi conoscere

I disturbi dell’alimentazione, oltre a “colpire” la mente e quindi a provocare un’intensa sofferenza psichica, coinvolgono anche il corpo con delle complicanze fisiche talvolta molto gravi. I disturbi del comportamento alimentare (DCA), o disturbi dell’alimentazione, sono caratterizzati da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. … Leggi tutto

Conosci il disturbo istrionico di personalità? Rossella O’Hara e Regina George ti mostrano cos’è

Rossella O’Hara e Regina George, due donne così distanti ma così simili Il disturbo istrionico raccontato attraverso gli occhi di due donne temporalmente molto lontane: Rossella O’Hara di Via Col Vento e Regina George di Mean Girls Il disturbo istrionico di personalità Il disturbo istrionico è un disturbo di personalità caratterizzato da un’eccessiva emotività e … Leggi tutto

Da De Andre a Achille Lauro: la musica è la massima espressione di pensiero

Tutto era meglio della musica, perché solo la musica abolisce le differenze di lingua o di abitudini fra due esseri e tocca fibre sensibilissime. —  Irène Némirovsky scrittrice francese 1903 – 1942  Come dice  Irène Némirovsky  nota scrittrice parigina la musica  è l’ unico linguaggio universale e comprensibile al mondo con cui  possiamo esprimere  tutto … Leggi tutto

È possibile cancellare un ricordo come Joel e Clementine in “Se mi lasci ti cancello”?

È veramente possibile cancellare un ricordo senza pensare alla lobotomia o alle elettro-stimolazioni del cervello?  La comunità psicologia è a conoscenza del profondo legame bio-fisiologico tra memoria e emozioni. Ma come si può svincolarli e dimenticare un’evento che non ci piace? Approfondiamo insieme la questione sviscerando quello che ad oggi sappiamo sulla materia. Cos’è la … Leggi tutto

Le parole non bastano: cinque segni del linguaggio del corpo che devi sapere

L'interprete di Trump: un ottimo caso per sottolineare l'importanza della mimica facciale

Il primo assioma della comunicazione umana afferma: non si può non comunicare. Comunichiamo anche attraverso il silenzio, con semplici gesti involontari. Se vuoi davvero capire qualcuno, devi leggere anche il suo linguaggio del corpo.  Nel 1967, lo psicologo Paul Watzlawick ed altri esponenti della scuola di Palo Alto, pubblicarono ”Pragmatica della comunicazione umana”. Un volume, … Leggi tutto

I genitori di Milhouse, Kirk e Luann, ci insegnano come non affrontare una separazione

Il divorzio è un momento difficile per tutta la famiglia ma bisogna dare la priorità al bene dei propri figli I genitori del piccolo Milhouse, del cartone animato “I Simpson”, hanno vissuto un matrimonio molto travagliato, terminato con un difficile divorzio che ha travolto il ragazzino dai capelli blu, non dando lui l’opportunità di superare … Leggi tutto

Ecco 8 effetti dell’insonnia su mente e corpo

Non dormire abbastanza ha effetti devastanti sulla salute: mente e corpo soffrono e ne pagano le conseguenze. Il termine insonnia indica la difficoltà ad addormentarsi, la sensazione di non essere capaci di dormire o l’impossibilità di rimanere addormentati per tempi sufficientemente lunghi da potersi riposare. Tuttavia si può parlare di insonnia solo nei casi in … Leggi tutto

Quando crollò il ponte Morandi l’AD di Autostrade ricevette comunque la buona uscita: fu un atto etico?

Quando crollò il ponte Morandi l’AD di Autostrade ricevette comunque la buona uscita: fu un atto etico? La psicologia del lavoro si occupa, fra le varie cose, dell’ammontare delle buone uscite. In questo caso l’incentivo all’esodo dell’AD di Autostrade nel 2018 ha suscitato parecchi dubbi di natura etica.  Lo scorso 3 agosto 2020 è stato … Leggi tutto

Sindromi occidentali che non avrebbero senso in altri mondi e il relativismo culturale

Quanto incide la cultura di appartenenza nella psicologia? E’ sempre giusto analizzare un disturbo con i criteri del mondo occidentale? Il relativismo risponde a queste domande

Partendo dalla definizione di relativismo, storico e culturale, in questo articolo verrà analizzato come alcune condizioni hanno bisogno di un determinato contesto per essere comprese. Dall’anoressia alla meditazione buddista, dall’Amok alla Zar, il mondo è così culturalmente diversificato da richiedere infinite chiavi di lettura per essere compreso.

Relativismo: la psicologia dell’oggi e del dove

Il relativismo è una posizione filosofica. Si riferisce al fatto che ciò che è considerato normale o patologico differisce in base alla cultura e al tempo storico di appartenenza. Il relativismo storico fa riferimento ai cambiamenti nel tempo di alcune concezioni considerate patologiche in un tempo passato. Uno degli esempi più chiari è quello dell’omosessualità, classificata come un disturbo mentale fino al 1973. Il relativismo culturale, invece, si occupa di patologie strettamente legate alla cultura. Sia nel mondo orientale, sia in quello occidentale, possiamo elencare una serie di comportamenti atipici, o sindromi, riscontrate in specifiche parti del mondo. Alcune sindromi sono considerate perfettamente normali in un determinato contesto, ma in un altro sono ritenute patologiche. Tutto questo ci permette di capire il concetto fondamentale del relativismo culturale: ogni cultura ha una valenza in quanto tale, per questo la presenza di una diversità culturale non può essere considerata in termini di giusto o sbagliato, normale o patologico.

 

Relativismo nella cultura di massa

Secondo diversi autori l’anoressia può essere considerata una sindrome culturalmente determinata. L’anoressia, che si riferisce all’ autoprivazione del cibo, è diffusa per la maggior parte in uno specifico gruppo socioculturale: donne giovani, bianche e benestanti appartenenti alla società industrializzata occidentale. Inoltre, Thompson e colleghi hanno sottolineato come gli ideali di bellezza femminile, comunicati attraverso i diversi mass media siano cause dirette dell’anoressia. L’anoressia fa parte dei disturbi alimentari, ma ci sono anche altre classi di disturbi che vanno analizzate in base al contesto di riferimento. I monaci buddisti, ad esempio, presentano diversi criteri diagnostici del disturbo di personalità schizoide, un disturbo in cui il paziente presenta un pattern di distaccamento dalle relazioni sociali e ristretta gamma di espressioni emotive. Ovviamente non ci sogneremo mai di far seguire una psicoterapia a tutti i monaci buddisti del mondo solo per il loro credo religioso. La diagnosi del disturbo schizoide, quindi, risulta inappropriata se posta al di fuori del contesto culturale per cui è stata formulata.   Negli anni Cinquanta una tipica casalinga americana aveva le stesse caratteristiche che oggi vengono considerate sintomi di un disturbo dipendente di personalità. La donna si aspettava che fosse il marito a prendere le decisioni importanti per il nucleo familiare e non era mai in disaccordo con il marito stesso per paura di perdere il suo supporto. Di rappresentazioni del genere ne abbiamo molte nelle serie tv. Infatti, nella sitcom “Lasciatelo a Beaver”, June Cleaver era considerata il simbolo della madre e moglie ideale degli anni Cinquanta, dato che lo show era trasmesso in bianco e nero proprio negli anni dal 1957 al 1963. Ma la stessa donna oggi verrebbe considerata eccessivamente dipendente dal marito.

Sindromi culturali del Mondo Orientale

In letteratura sono descritte molte sindromi che non fanno parte del mondo occidentale. L’Amok, ad esempio, è stata riscontrata in MalaysiaIndonesia Nuova Guinea. Si tratta di un improvviso attacco omicida, dove il soggetto è pervaso da un profondo accesso d’ira, innescato da un affronto o un insulto e colpisce prevalentemente gli uomini. In Korea, invece, c’è la Sin-byung, una sindrome di ansia e disturbi fisici seguiti da uno stato di dissociazione e possessione di spiriti ancestrali. In alcune culture dell’Africa del Nord e del Medio Oriente è stata osservata un’esperienza, definita Zar, dove un individuo crede di essere posseduto da uno spirito che lo porta a gridare, ridere in modo incontrollato e sbattere la testa. Nella cultura occidentale un comportamento simile verrebbe considerato anormale, invece la Zar, nei luoghi dove si origina, non viene considerata patologica.

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Come ci si autorealizza? Maslow sfida l’ idea del genio senza regole e del poeta Bohemien.

Autorealizzazione significa compiersi, realizzarsi nel proprio fine, su questo tema molti filosofi e psicologi si sono dibattuti in antichità fino ad oggi, come lo psicologo umanistacon padre fondatore Maslow, che con la sua ‘ piramide dei bisogni ‘ci pone il quesito: se l’autorealizzazione può avvenire anche  senza basi solide o c’ è per forza bisogno … Leggi tutto