Le parole non bastano: cinque segni del linguaggio del corpo che devi sapere

Il primo assioma della comunicazione umana afferma: non si può non comunicare. Comunichiamo anche attraverso il silenzio, con semplici gesti involontari. Se vuoi davvero capire qualcuno, devi leggere anche il suo linguaggio del corpo. 

Apprendimento del linguaggio attraverso i corpi.

Nel 1967, lo psicologo Paul Watzlawick ed altri esponenti della scuola di Palo Alto, pubblicarono ”Pragmatica della comunicazione umana”. Un volume, che rappresenta il principale punto di riferimento nel mondo della comunicazione interpersonale, fondata su cinque assiomi fondamentali.
Questo libro ci insegna che la comunicazione avviene sempre, un silenzio ha lo stesso livello comunicativo di una discussione. Ogni volta che incontriamo qualcuno, perfino gli sconosciuti per strada, avviene un’interazione, uno scambio.
All’interno di qualsiasi comunicazione vi sono due livelli: il contenuto cioè ”cosa stai comunicando” e la relazione che indica il ”tipo di relazione” che vuoi instaurare con chi parli. Lo scambio può essere simmetrico, quando gli interlocutori si considerano sullo stesso piano , o nel caso contrario, complementare.
Approfondiamo allora come comunichiamo in modo analogico, non verbale.

Tipico gesto italiano, non verbale

La distanza interpersonale

Esiste una disciplina detta prossemica, creata dall’antropologo Edward Hall, che studia con attenzione lo spaziola distanza interpersonale  all’interno di una comunicazione, sia verbale che non.
In generale potremmo affermare che, quanto più ci avviciniamo a qualcuno mentre parliamo, più esprimiamo il nostro gradimento ed affetto verso quella persona. Ci sentiamo a nostro agio, intimi, ci piace e per questo cerchiamo un contatto fisico anche con una semplice carezza.
Quando invece qualcuno non ci piace o non ci fa sentire a nostro agio, tendiamo a rimanere fisicamente distanti, limitando al massimo qualsiasi contatto.

Apertura, chiusura

Nei casi in cui stiamo bene con qualcuno tendiamo ad avere il corpo rilassato, braccia e gambe distese ed i piedi nella direzione di quella persona.
Questi sono segnali di apertura nei confronti dell’altro, al contrario, avere le braccia serrate e le gambe ben incrociate, in direzione opposta al nostro interlocutore è un gesto di chiusura, volontà di affermare la distanza fisica. Da non confondere però con il tipico accavallare le gambe femminile, che oltre ad un’abitudine, potrebbe essere un segnale di seduzione.

Attrazione reciproca

La seduzione passa dalle labbra

Quando si parla di seduzione la bocca ha sempre un ruolo fondamentale.  Mordicchiarsi le labbra è considerato un segnale provocatorio che una donna può lanciare ad un uomo, così come passare la lingua tra i denti. Entrambi i gesti solitamente accompagnati dall’arricciarsi i capelli con le mani ed un tono di voce basso e sensuale. Puntare lo sguardo sulle labbra di qualcuno ha a che fare con il desiderio di baciare quella persona, segnale che viene facilmente percepito dall’altro. In modo involontario quando qualcuno ci piace, tendiamo a toccarci la bocca con le dita.
Il sorriso svolge un ruolo molto importante nella comunicazione. Un sorriso a trentadue denti emana positività e può essere facilmente distinto da un sorriso forzato a labbra strette, fatto magari solo per compiacere l’altra persona.

Attenti al naso!

Vuoi sapere se qualcuno ti sta mentendo? Beh, se risponde ad una tua domanda schiarendosi la voce e toccandosi il naso, molto probabilmente la risposta è sì. Questo è il comportamento stereotipato di chi mente, ovviamente non è così semplice stabilirlo, altrimenti i giudici nei processi avrebbero sicuramente vita facile.  Gli studi però affermano che grattarsi il naso, il volto ed il capo quando qualcuno parla sono segnali di noia o agitazione.

Gli occhi non mentono

Quante volte abbiamo sentito la frase: ”Gli occhi non mentono mai”?
 In realtà interpretare uno sguardo, fidarsi di qualcuno, perché ci ha guardato negli occhi mentre parlava non è così semplice come può sembrare.
Non sempre chi ci fissa sta comunicando che gli piacciamo o che l’ha con noi, talvolta puntiamo lo sguardo su qualcuno in modo inconsapevole mentre siamo avvolti da pensieri, oppure perché un suo dettaglio ha catturato la nostra attenzione o ci ricorda qualcuno che conosciamo.
Talvolta le persone timide abbassano lo sguardo proprio perché si sentono in soggezione con noi o provano imbarazzo, in quanto hanno un sentimento nei nostri confronti. Ciò che invece dobbiamo notare quando qualcuno ci guarda negli occhi sono le pupille e le sopracciglia.
In genere, aggrottare le sopracciglia ed avere uno sguardo vuoto ,è sinonimo di disapprovazione per quello che ci stanno dicendo o di menzogna, disinteresse.
Al contrario invece, l’innalzamento delle sopracciglia, lo spalancarsi degli occhi e  la dilatazione delle pupille, oltre che la classica espressione di stupore indicano coinvolgimento verso ciò che stiamo dicendo o ascoltando. Se qualcuno ti parla della sua vita con un tono pacato, uno sguardo lucido e le pupille un po’ dilatate, significa che ti sta raccontando qualcosa di molto intimo e sentito, non banale.

Lo studio del linguaggio del corpo è sicuramente interessante ed utile. Ci permette di analizzare in profondità la persona che abbiamo davanti non affidandoci solo alle sue parole, le quali sono spesso illusorie o fraintendibili.
Molte volte i movimenti del nostro corpo sono in contrasto con cosa stiamo dicendo. Importante però, è ricordare che la cultura gioca un ruolo fondamentale sul linguaggio non verbale. La distanza che teniamo quando parliamo con qualcuno, il modo di salutare o mostrare apprezzamento o scontento, sono molto influenzati dal retaggio culturale e tradizionale da cui proveniamo. Tra l’Occidente e l’Oriente ad esempio, a causa della religione, vi sono profonde differenze.
I linguaggi del corpo che ho menzionato sopra, hanno una valenza abbastanza generica in tutto il mondo, per essere sicuri però è bene fare sempre caso all’origine della persona.
Gli italiani in tutto il mondo sono particolarmente famosi per il loro gesticolare mentre parlano, specialmente durante una discussione o alla guida.
L’ essere molto espressivi con il corpo rende la comunicazione più vivace e chiara, motivo per cui al contrario, al telefono e sopratutto per messaggio, avvengono molti equivoci. Non avendo la possibilità di avere la persona davanti le parole posso assumere significati diversi in base a chi legge, ai suoi preconcetti e modi di pensare.
Possiamo dunque concludere che, nella comunicazione, le parole non bastano.

 

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