Scoprire i disturbi dell’alimentazione per essere consapevoli: ecco i 5 tipi che devi conoscere

I disturbi dell’alimentazione, oltre a “colpire” la mente e quindi a provocare un’intensa sofferenza psichica, coinvolgono anche il corpo con delle complicanze fisiche talvolta molto gravi.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA), o disturbi dell’alimentazione, sono caratterizzati da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Si manifestano prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile.

Soffrire di un disturbo dell’alimentazione sconvolge la vita di un individuo e ne limita le capacità relazionali, lavorative e sociali. Spesso, infatti, i pensieri sul cibo assillano la persona anche quando non è a tavola, ad esempio quando è a scuola o a lavoro, per cui portare a termine un compito può diventare molto difficile.

Solo una piccola percentuale di persone che soffrono di un disturbo dell’alimentazione chiedono aiuto: questo può avvenire perché all’inizio non sempre ci si rende conto di avere un problema. In genere sono i familiari che, per primi, allarmati dall’eccessiva perdita di peso, si rendono conto che qualcosa non va.

Una caratteristica quasi sempre presente in chi soffre di un disturbo alimentare è l’alterazione dell’immagine corporea. La percezione che l’individuo ha del proprio aspetto, ovvero il modo in cui nella propria mente si è formato l’idea del proprio corpo, sembra influenzarne la vita più della propria immagine reale.

Spesso i disturbi alimentari sono associati ad altre patologie psichiatriche, in particolare alla depressione, ma anche ai disturbi d’ansia, all’abuso di alcool o di sostanze, al disturbo ossessivo-compulsivo e ai disturbi di personalità. Possono essere presenti anche comportamenti autoaggressivi, come atti autolesionistici e tentativi di suicidio.

I principali disturbi dell’alimentazione e della nutrizione sono:

1) Anoressia Nervosa

Le persone che soffrono di anoressia nervosa hanno pensieri e preoccupazioni costantemente rivolti al controllo del cibo e del corpo. In alcuni casi vengono messi in atto dei veri e propri “rituali”, come impiegare tantissimo tempo per mangiare anche piccole quantità di cibo, sminuzzare il cibo in tante piccolissime parti, accumularlo o nasconderlo, oppure mangiare solo determinati alimenti cucinati in un modo particolare. Le persone che soffrono di anoressia nervosa nonostante la magrezza evidente, sono incapaci di vedersi magre o comunque hanno un’immagine corporea alterata. Anche la loro autostima è strettamente legata al peso e alla forma del corpo: la perdita di peso è considerata una conquista ottenuta grazie all’autodisciplina e al rigido controllo. Vengono inoltre riscontrate frequentemente alcune caratteristiche psicologiche come bassa autostima, paura di crescere, difficoltà interpersonali, perfezionismo e tratti depressivi.

2) Bulimia Nervosa

La bulimia nervosa si caratterizza per la presenza di “abbuffate” a cui seguono comportamenti di compensazione (vomito autoindotto, utilizzo improprio di lassativi) per cercare di evitare l’aumento di peso. Le abbuffate sono episodi in cui una persona ingerisce, spesso senza sentirne il sapore, grandi quantità di cibo perdendo letteralmente il controllo sul proprio comportamento alimentare. Di solito vengono ingeriti cibi che la persona non si concede abitualmente con una preferenza per i dolci ed i cibi ad alto contenuto calorico o di grassi. L’esordio della bulimia nervosa si verifica di solito in seguito ad una dieta ipocalorica o ad un rapido dimagrimento, a volte associati ad eventi stressanti o ad un vero e proprio trauma emotivo. Se all’inizio la crisi bulimica può essere saltuaria o occasionale col passare del tempo può diventare una compulsione a cui è difficile sottrarsi. Nelle persone che soffrono di bulimia nervosa, l’attenzione e l’insoddisfazione nei confronti del proprio corpo e dell’aspetto fisico può assumere un’importanza eccessiva ed assoluta. La stima di sé è fortemente legata al corpo e ogni modificazione fisica può essere vissuta come una frustrazione e come una perdita di controllo. Un sentimento quasi sempre presente è quello della vergogna e della colpa. Anche in questo caso, sono frequenti comportamenti autolesionistici e tentativi di suicidio. Inoltre, le principali caratteristiche psicologiche associate alla bulimia nervosa sono impulsività, pensieri di tipo “tutto o nulla”, bassa autostima e perfezionismo.

3) Disturbo da alimentazione incontrollata

Il disturbo da alimentazione incontrollata (o Binge Eating Disorder) si caratterizza per la presenza di abbuffate in assenza di comportamenti di compensazione per il controllo del peso. Rispetto a chi soffre di anoressia nervosa o bulimia nervosa, i soggetti con disturbo da alimentazione incontrollata hanno mediamente un peso maggiore, una maggiore frequenza di sovrappeso o obesità, una età di esordio più varia, una maggiore prevalenza anche nelle persone di sesso maschile. Anche chi soffre di disturbo da alimentazione incontrollata prova un senso di vergogna e di insoddisfazione per il proprio corpo, anche se non necessariamente viene perseguito un ideale di magrezza estremo. Chi soffre di binge eating disorder avverte un profondo senso di disagio nel perdere il controllo con il cibo, ma non sempre dà un’importanza eccessiva al peso o alla figura corporea per valutare se stesso. Come le persone con obesità, le persone con disturbo da alimentazione incontrollata possono essere oggetto di discriminazione da parte degli altri a causa della loro condizione fisica.

4) Disturbi alimentari sottosoglia

Questa categoria include: l’anoressia nervosa atipica, in cui non è presente una significativa perdita di peso (il peso dell’individuo rimane nel range di normalità), nonostante vengano soddisfatti tutti gli altri criteri per l’anoressia nervosa; la bulimia nervosa di bassa frequenza e/o limitata durata, in cui le abbuffate e le condotte di compensazione avvengono meno di una volta a settimana e/o per meno di 3 mesi; il disturbo da alimentazione incontrollata di bassa frequenza e/o limitata durata, in cui le abbuffate avvengono in media, meno di una volta a settimana e/o per meno di 3 mesi; il purging disorder (disturbo da condotte di eliminazione), con ricorrenti condotte di eliminazione adottate per influenzare il peso o la forma corporei (per esempio vomito autoindotto, uso improprio di lassativi, diuretici o altri farmaci) in assenza di abbuffate; la night eating syndrome, con ricorrenti episodi di alimentazione notturna che si manifestano con il cibarsi dopo il risveglio dal sonno o con il consumo eccessivo di cibo dopo il pasto serale. Quest’ultimo disturbo non è spiegato da influenze esterne, come cambio nelle abitudini del ciclo sonno-veglia, dell’individuo o da norme sociali locali. L’alimentazione notturna causa uno stress significativo e/o impotenza funzionale.

5) Disturbi della nutrizione (feeding disorders)

I disturbi della nutrizione comprendono: il picacismo, anche denominato allotriofagia o, più semplicemente, pica, caratterizzato dall’ingestione continuata nel tempo di sostanze non nutritive (terra, sabbia, carta, gesso, legno, cotone, etc.); la ruminazione, caratterizzata dal rigurgito (solitamente involontario e in assenza di nausea) di piccole quantità di cibo dallo stomaco (in genere 15-30 minuti dopo il pasto), che viene di nuovo masticato e, nella maggior parte dei casi, nuovamente deglutito; il disturbo da assunzione di cibo evitante/restrittivo, caratterizzato dall’evitare o dal limitare l’assunzione di cibo. Quest’ultimo disturbo, tuttavia, non include la distorsione dell’immagine corporea (come accade nell’anoressia nervosa e nella bulimia nervosa). Chi ne soffre non può mangiare perché perde interesse nei confronti del cibo o perché teme che il mangiare possa portare a conseguenze dannose come soffocamento o vomito.

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