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Quando crollò il ponte Morandi l’AD di Autostrade ricevette comunque la buona uscita: fu un atto etico?

Quando crollò il ponte Morandi l’AD di Autostrade ricevette comunque la buona uscita: fu un atto etico?

La psicologia del lavoro si occupa, fra le varie cose, dell’ammontare delle buone uscite. In questo caso l’incentivo all’esodo dell’AD di Autostrade nel 2018 ha suscitato parecchi dubbi di natura etica. 

Lo scorso 3 agosto 2020 è stato inaugurato il nuovo ponte Morandi, ponte progettato Renzo Piano, che adesso prende il nome di ponte Genova San Giorgio. A questo proposito è stato scritto un articolo dal Wall Street Italia che pone l’attenzione sulla correttezza o meno di affidare nuovamente la gestione del ponte ad Autostrade.

Perché si discute sull’affidare la gestione ad Autostrade?

Dopo il crollo del ponte Morandi il 14 agosto 2018, la società Autostrade ha ricevuto molte critiche per la manutenzione effettuata al ponte nel corso degli anni. Le indagini hanno coinvolto i vertici di Autostrade e in particolare il loro amministratore delegato del tempo.

L’amministratore delegato è stato, quindi, spinto dai principali azionisti Aspi a presentare le dimissioni da Atlantia (società che controlla Autostrade per l’Italia). L’AD ha ottenuto così una buona uscita di diversi milioni di euro.

Si sono svolte molte discussioni di natura etica riguardo la gestione di questa situazione, ed ecco che entra in gioco la psicologia.

Retribuzioni manageriali

La buona uscita o incentivo all’esodo (che nel caso dell’AD di Autostrade ammontava a 13 milioni di Euro) è una somma pre-concordata e calcolata su specifici aspetti, fra dipendente e datore di lavoro. Questa somma è spesso mediata dall’ufficio delle Risorse Umane. E’ una cifra proporzionata alle competenze del dipendente e alle responsabilità di quel ruolo. Chiaramente più il ruolo del dipendente sarà importante per l’azienda e più avrà compiti di grande responsabilità, più la sua buona uscita sarà cospicua. In ogni caso essa è commisurata alla retribuzione che è, a sua volta, basata sulle competenze.

Questi aspetti economici sono psicologicamente determinanti per la riuscita o meno di un buon lavoro. Una giusta retribuzione ci fa sentire rispettati. Un compenso troppo basso (rispetto a come dovrebbe essere per rispecchiare le competenze della persona) potrebbe troncare sul nascere la nostra volontà di migliorarci. Mentre un compenso troppo alto potrebbe essere poco stimolante.

I programmi di retribuzione basati sulle competenze o sulle abilità contengono solitamente 5 elementi:

  • L’azienda definisce specifiche abilità richieste
  • Si sceglie un metodo per basare la retribuzione in base alle abilità
  • Un sistema di formazione consente ai dipendenti di acquisire queste abilità
  • Si applica un sistema di test delle competenze
  • Il lavoro è progettato in modo che i dipendenti possano muoversi tra posizioni con livelli di abilità diversi

Una volta calcolato tutto ciò, si pone l’attenzione su cosa potrebbe non funzionare. Ad esempio il rapporto dipendente-datore di lavoro potrebbe incrinarsi, oppure il dipendente potrebbe ricevere da un’altra azienda una proposta lavorativa più vantaggiosa. Quando il datore di lavoro decide di cessare il rapporto con il manager, entra in gioco la buona uscita. Essa si concede in memoria del lavoro svolto, come ringraziamento o come garanzia di sussistenza secondo lo stesso stile di vita per alcuni mesi qualora il dipendente non dovesse trovare un altro lavoro nel breve periodo.

Etica e Risorse Umane

Ciò che ha destato scalpore e ha suscitato dibattiti di etica sul lavoro nel caso dell’AD di Autostrade è stata la presunta violazione del contratto psicologico. Il contratto psicologico è l’insieme di credenze e aspettative che nascono nella mente dei soggetti riguardo gli obblighi reciproci che costituiscono la relazione lavoratore-datore di lavoro. Questo tipo di contratto non scritto comprende alcuni comportamenti legali/illegali, etici/non etici, contrari/concordi alla politica dell’azienda che fanno parte del modello dell’erosione etica di Shafer. Questo modello ci dice quando un comportamento non rispetta il contratto psicologico.

Il fatto che Autostrade sia stata accusata di non aver garantito la corretta manutenzione al ponte Morandi ha reso l’AD di Autostrade attaccabile circa alcuni aspetti che fanno parte del contratto psicologico (potrebbe essere un comportamento non etico il fatto di non garantire corretta manutenzione ad un ponte e quindi sicurezza a chi lo attraversa).

Per questo motivo il premio di 13 milioni di Euro è sembrato inappropriato. D’altra parte, come specificato prima, la buona uscita si calcola sulla base di parametri precisi e visto il carico di responsabilità di quel ruolo e le abilità richieste sarebbe stato discutibile anche negare questa buona uscita.

E’ giusto o sbagliato garantire la buona uscita?

Molto spesso, nei compiti degli uffici Risorse Umane, soprattutto nelle faccende prettamente psicologiche, non ci sono azioni totalmente giuste o sicuramente sbagliate. Questo avviene perché si ha a che fare con le persone. La psicologia del lavoro non ha, purtroppo, risposte definitive riguardo questi argomenti. Questo perché gli aspetti che vanno considerati sono tanti e ricadono su tante persone.

Sicuramente è fondamentale capire che non vanno considerate solo le finanze dell’impresa, ma anche ciò che si chiama Responsabilità Sociale d’Impresa. La Responsabilità Sociale d’Impresa è l’insieme di pratiche finalizzate ad avere un impatto positivo sulla società. In questo caso, quindi, la questione etica per la quale si potrebbe criticare la gestione del caso Autostrade, dal punto di vista psicologico, riguarda l’impatto che ha avuto su un’intera società l’erogazione di questa buona uscita.

Ciò che la psicologia di massa fatica a comprendere è come mai venga riconosciuto un premio in denaro in questa particolare situazione. Probabilmente è stata proprio questa la causa del dibattito etico. Tuttavia, è bene ricordare che la buona uscita è un aspetto pre-concordato che fa parte di un contratto di lavoro.

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