Il manga ‘L’Attacco dei Giganti’ come metafora del Giappone Imperiale investito dal fenomeno della globalizzazione

L’autore Hajime Isayama pubblica il manga L’Attacco dei Giganti, in cui racconta di un’umanità rinchiusa in delle mura a causa della minaccia dei Giganti, creature mangia-uomini che rompono le loro difese, costringendo tutti ad affrontare un terribile cambiamento per sopravvivere. Apprezzato da pubblico ma ancor più dalla critica, il manga di Isayama viene anche interpretato … Leggi tutto

50 anni fa, l’ultimo leggendario concerto dei Beatles

Il 30 gennaio 1969 sul tetto dell’allora Apple Records, i mitici ‘Fab Four’ cominciarono a suonare, sorprendendo la città, gli uffici e i lavoratori in pausa, vista la vicinanza all’ora di pranzo. Era mezzogiorno difatti, e piano piano una grande folla si raccolse sotto l’edificio al n.3 di Savile Row Street, con lo sguardo verso … Leggi tutto

L’etica religiosa in Marx e Weber: come i culti hanno influenzato l’economia moderna

Come ha influito la religione sulla società secondo Max Weber? Max Weber viene considerato uno dei sociologi più importanti della storia e dai suoi studi è evidente l’interesse nei confronti della religione, per la quale egli ha un punto di vista estremamente critico. Anche Karl Marx definì ogni singolo culto oppio dei popoli allo scopo di evidenziare come l’individuo per la … Leggi tutto

Tempesta per l’Arca della Bellezza di Celentano: Manara prende le distanze

50 anni di carriera sono un grande traguardo per qualsiasi artista. Se poi l’artista in questione è Milo Manara, il tutto diventa ancor più degno di ammirazione. Infatti, per festeggiare l’onorata carriera dell’artista alto-atesino, è stata organizzata ad Angouleme, località diventata celebre per l’annuale festival del fumetto, una ricca mostra dei suoi lavori. Questo ha … Leggi tutto

Tennis match: tradizione o innovazione?

Il Next Gen ATP Finals, torneo che conta appena tre edizioni e che si svolge presso il Mediolanum Forum (Milano), non è solo il trampolino di lancio della nuova generazione di tennisti, ma anche il palco di prova di nuove regole, le quali, se ritenute efficaci, potrebbero essere introdotte permanentemente in tutte le competizioni, rivoluzionando così la mentalità del tennis. É giusto modificare le centenarie regole di questo sport per renderlo più accessibile al pubblico che lo segue da casa?

Esausti, Isner e Mahut al termine della partita da record a Wimbledon 2010.

Set più brevi, emozioni più concentrate.

Wimbledon, 2010. Al primo turno l’americano Jhon Isner batte il francese Mahut nella partita più lunga della storia del tennis che, suddivisa in tre giorni, è durata undici ore e cinque minuti. I cinque, estenuanti set si sono conclusi 70 a 68, senza tie-break come prevedono le regole di questo prestigioso torneo. Partita infinita e da record, annovera il numero più alto di aces (112, da parte di Isner e 103 di Mahut), il numero più alto di game giocati in un solo match e la durata maggiore.  Se ci fosse stato un tie-break al termine del quinto set, non avremmo avuto questa stupefacente prova di resistenza fisica e mentale che ci hanno regalato i due protagonisti. Le cose, tuttavia,  stanno cambiando nel mondo del tennis, che, forse, non riesce più a sostenere le pressioni di una società che vuole tutto e subito. Ovviamente, partite così lunghe e di cui non si può prevedere la fine sono d’intralcio ai veloci tempi televisivi a cui ci siamo abituati. Quindi, per trovare il giusto compromesso,  nel Next Gen ATP Finals, dal 2016, vengono utilizzate delle nuove regole per provare ad ottenere match più brevi, con più momenti chiave, che possano tenere gli spettatori incollati allo schermo per tutta la partita. Innanzitutto, i set sono stati ridotti: se prima per aggiudicarsene uno servivano sei game, qui ne bastano quattro e in caso di tre pari, si ricorre subito al tie-break. Per vincere la partita bisogna ottenere tre set su cinque, in modo che il numero totale di game vinti alla fine sia sempre di dodici (prima se ne dovevano vincere due). Più rivoluzionario ancora è il killer point sul quaranta pari: non serve più un vantaggio di due punti per vincere un game. Ciò rende la partita non solo più imprevedibile ma anche più soggetta al caso, in quanto i giocatori perdono la possibilità di “combattere” nei vantaggi per ottenere il game: un colpo di fortuna basta a decidere le sorti del game, o peggio, del match.

Chung, il primo vincitore del Next Gen ATP FInals nel 2016.

Net su servizio e giudici di linea aboliti.

Né il nastro sul servizio, né i giudici di linea hanno più voce in capitolo. Il primo perché, se il servizio entra nel rettangolo, viene considerato valido pur toccando la rete in modo da non differenziare l’intervento del nastro sul servizio da quello avvenuto durante un qualsiasi altro punto. I secondi perché dal 2017 sono stati sostituiti da un sistema elettronico che controlla linee e impatti delle palline al suolo e che suona quando una di queste finisce fuori dalle linee del campo, il quale tra l’altro è privo di corridoi. In questo modo l’errore umano nel chiamare le palline in o out viene praticamente azzerato perché le macchine non sbagliano e non dovrebbero essere soggette a nessun tipo di influenza. Altra tecnologia provata al Forum ma atta ad eliminare i tempi morti è lo shot-clock: un timer che, a bordo campo, impedisce di ignorare la regola dei 25 secondi tra la prima e la seconda battuta, fa rispettare i 5 minuti di riscaldamento concessi ai giocatori prima del match e i tre minuti del medical time-out (al massimo uno per partita).

Muguruza e il suo allenatore durante un coaching.

Sport individuale sì o no?.

Grazie a delle enormi cuffie nere, che nel novembre scorso sono state, poverette, distrutte dalla furia del ventenne greco  Tsitsipas, i tennisti possono comunicare, se lo ritengono opportuno durante il cambio campo, con il proprio allenatore. Alcuni, come Alex De Minaur, 19-enne arrivato in semifinale nella scorsa edizione, che ha parlato questo argomento in un’intervista sul canale dedicato  Supertennis nel novembre 2018, non amano il coaching: poiché si tratta di uno sport individuale, il tennis dovrebbe lasciare il giocatore completamente solo in campo, a trovare in sé la soluzione per battere l’avversario senza aiuti esterni. Nel 2008, in realtà, la possibilità di coaching nel circuito WTA è stata inserita tra le regole nel singolare femminile ma tale distinzione tra i due sessi sembra non essere ben giustificata.

Stefanos Tsitsipas trionfa su Alex De Minaur al Next Gen ATP Finals 2018.

L’atmosfera

Un’altra delle regole riguarda il comportamento dei tifosi. Se prima non potevano quasi pensare di sussurrare all’orecchio del proprio vicino, pena il rimprovero dell’arbitro di sedia, adesso possono addirittura entrare e uscire dagli spalti senza aspettare la fine del cambio campo. Gli unici esenti da questa regola sono quelli che siedono dietro le linee di fondocampo. Chissà come saranno contenti i giocatori, che magari già faticano a mantenere la concentrazione sul match per tutta la partita, vedendo con la coda dell’occhio un tizio che sguscia inosservato tra le sedie cercando di non far cadere la pila di bicchieri di coca e patatine che ha appena comprato, chiedendo permesso e urtando tutti i vicini.

Il verdetto.

Queste nuove regole verranno introdotte anche in tutti gli altri tornei del circuito maggiore? Solo lo shot-clock è stato attivato durante tutti i tornei. Tuttavia l’obiettivo è stato raggiunto: le partite del Next Gen ATP Finals durano al massimo  un’ora e mezza, cioè un tempo accettabile e compatibile per le televisioni che devono trasmettere gli incontri. Da un lato rendere le partite più veloci potrebbe essere un bene in quanto migliora l’organizzazione dei tornei e non lascia che i giocatori si stanchino eccessivamente per le partite seguenti. Ciò su cui si dovrebbe pensare di più, forse, è l’introduzione del coaching, che potrebbe snaturare il concetto di fondo di questo sport: il confronto solitario con noi stessi che è il problema e insieme la soluzione della partita. Anche la leggerezza nel guardare la partita da parte dei tifosi è un’arma a doppio taglio: se da una parte un’atmosfera più rilassata sugli spalti potrebbe attirare alle partite anche le persone che ritengono il tennis uno sport troppo esclusivo, dall’altro lasciare troppa libertà di creare confusione è un’ostacolo sia alle performances dei giocatori che all’educazione che il tennis, di solito, porta con sé.

Camilla Viola

Roger Federer esulta dopo aver conquistato un punto.

 

“Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”: l’Inferno di Dante per descrivere i lager

“Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate“. Quante volte abbiamo sentito questo verso? Spesso, ironicamente, è stato anche scritto sulle porte di alcune classi del liceo. È Dante a scriverlo per primo, nella Commedia: è così che si conclude la minacciosa frase sulla sommità della porta dell’Inferno. L’immutabilità della pena è ciò che caratterizza il regno dei … Leggi tutto

“Senza caffè non potrei vivere”: curiosità sulla bevanda più bevuta al mondo

Le origini del caffè sono assai remote. Si ipotizza che la bevanda (il cui termine deriva dall’arabo ‘qahwa’, che designava un medicinale liquido usato per rinvigorire ed eccitare), provenga dall’Etiopia, dalla Persia o dallo Yemen. Il caffè avrebbe avuto una larga diffusione dapprima nelle regioni afro-mediorientali (XV secolo) per poi sbarcare in Europa due secoli … Leggi tutto

Shoah: gli occhi di chi c’era (e di grandi registi)

27 gennaio. Una data impressa nella mente di chiunque. Una giornata che celebra la memoria, il ricordo, ma anche la consapevolezza della crudeltà dell’uomo. Ventiquattro ore che servono a non dimenticare coloro che sono divenute vittime innocenti; come anche per non scordare che è l’uomo a essere stato terribile carnefice. Un anniversario per fare in … Leggi tutto

Cosa accade quando la tecnologia e l’arte si fondono in un singolo essere?

La nostra è una società mediatizzata. I media sono onnipresenti e regolano i ritmi delle persone; sempre più device vedono la luce. La tecnologia continua nel suo progresso, travolgendo come un’onda gran parte delle comunità, inglobando nei suoi sviluppi non più solo i suoi più comuni campi di interesse. Ogni cosa ormai è diventata tecnologica, anche … Leggi tutto