La giornata internazionale contro l’omotransfobia ci ricorda i punti principali della liberazione omosessuale

17 maggio 1990, l’omosessualità viene espulsa dalla lista delle malattie mentali, solamente trentadue anni fa. Il 17 maggio è una data fondamentale per la comunità LGBTQI+ e per chi la sostiene, perchè rappresenta l’inizio della liberazione dai primi pregiudizi, e le prime consapevolezze a riguardo. L’avvento ne è stato però più difficile di quanto si … Leggi tutto

La serie tv “The Haunting of Bly Manor” analizza le differenze tra amore e possessione

Il capolavoro di Mike Flanagan, colmo di suspense, ci porta all’analisi dei personaggi della serie in maniera insolita. (ATTENZIONE SPOILER!) La protagonista della serie è Dani, un’istitutrice che si candida per un posto di lavoro “particolare”.  Il suo compito sarà quello di prendersi cura dei bambini che abitano quella casa: Flora e Miles, rimasti orfani … Leggi tutto

La battaglia del maggio francese pronunciata nei versi di Fabrizio De Andrè

Il mese di fuoco che diede inizio alla libertà cantato in versi dal celebre autore.

Maggio 1968: ''Proibito proibire'' - Report - NAUTICA REPORT

3 maggio 1968, la data che segnò il principio della rivoluzione mossa da studenti e lavoratori in contrasto alla visione di un contesto sempre più classista ed elitario.

La canzone del maggio

Quale fu l’avvenimento che scatenò l’insorgere del movimento del Sessantotto?

La chiusura di un corso di laurea e l’introduzione di una riforma scolastica definita classista che portarono alla protesta di quattrocento studenti all’Università della Sorbona.

Con questa scintilla si diede inizio ufficialmente a quel periodo di contestazione del Sessantotto ricordato con il nome di “maggio francese”.

Il piano di riforma scolastica prevedeva, al termine degli studi secondari, una severa selezione da effettuarsi attraverso un esame supplementare che avrebbe ridotto considerevolmente il numero degli studenti universitari e consentito l’accesso agli studenti più dotati.  In questo modo l’Università avrebbe corrisposto meglio alle esigenze di alta qualificazione e specializzazione tecnica previste per i quadri dirigenziali, ma non avrebbe consentito a tutti l’ingresso.

Fabrizio de Andrè, il celebre cantautore Genovese delineò in versi nella sua  “Canzone del maggio” le dinamiche della rivoluzione Sessantottina, in una ballata che risuona libertà e leggerezza Calviniana sin dai primi versi.

Se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento,

Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.

Parole che si mostrano immortali e indimenticabili, chiamano alla responsabilità del singolo e mirano alla presa di coscienza e di posizione.

Chiunque si sottometta, chiunque ignori, è chiamato in causa a guardare, ad agire, a bramare la verità autentica per il bene comune.

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E’ Vietato Vietare

Slogan del movimento Sessantottino fu «Il est interdit d’interdire» ovvero, “è vietato vietare”.
Un aforisma lanciato da Jean Yanne sulle onde radio di RTL (Radio Luxembourg) sotto forma di uno scherzo beffardo, destinato a diventare successivamente grido di protesta con il quale ricordare il clima di proteste francesi.
Non si mosserò unicamente proteste Studentesche, bensì ci furono numerosi scioperi dei lavoratori, occupazioni di fabbriche, finchè non venne palesata la necessità di nuove elezioni.
Quale fu però il motivo reale di tutto questo?
Il bersaglio generale del movimento era di natura sociale, politica, culturale e mirava a scardinare il potere e le sue strutture gerarchiche, insomma, tutto doveva cambiare, e doveva accadere il più presto possibile.
Chi bisognava scardinare, quindi?
La società tradizionale, l’autoritarismo, il capitalismo, l’imperialismo, nel tentativo di dare avvio a un processo di liberazione e di conquista.

Luca G. Castellin on Twitter: "«Siate realisti, chiedete l'impossibile» #iocicredo #JuventusBayern @juventusfc http://t.co/oZOdkIaFmF" / Twitter

Movimenti mondiali di emancipazione

Il fenomeno del maggio francese si pose su larga scala.
Gli obiettivi comuni ai diversi movimenti erano una radicale trasformazione della società sulla base del principio di uguaglianza, l’opposizione ai poteri costituiti in nome della partecipazione di tutti alle decisioni, l’opposizione al capitalismo e alla società dei consumi, la liberazione dei popoli sotto il giogo coloniale, la lotta al militarismo delle grandi potenze, l’eliminazione di ogni forma di oppressione sociale e di discriminazione razziale.
Non fu solo un movimento politico, altresì sociale, umano, una vera e propria lotta d’amore.
Chi non ne prese parte, chi non condivise questo “amore ideale” si macchiò della terribile colpa di sentirsi assolti, ma esserne effettivamente coinvolti
la libertà ha sempre un costo, ma solo se siamo disposti a pagarlo, potremo ottenere l’emancipazione dalla schiavitù mentale e fisica.

Parole che, nonostante gli anni passati, risuonano ancora intensamente a generazioni di distanza, e di cui vorremmo non ci si dimenticasse mai.

“Verremo ancora alle vostre porte
E grideremo ancora più forte”.

Le necessità della cura educativa spiegate da Pablo Picasso e Don Milani

Due personalità apparentemente antitetiche spiegano il concetto dell’amore e la cura.           

Pablo Picasso esprime nella sua opera “Maternidad” ciò che è il legame madre-figlio, così come Don Milani con la sua vita ha espresso il medesimo concetto dell’opera: Mi prendo cura di te, ti dono il mio ascolto, come solo l’amore materno può fare.

Apparentemente distanti, una personalità maggiormente legata al mondo Sacro e una al lato profano si intrecciano raccontando due modi di cura complementari.

 

La carezza infantile

La carezza sul viso, lo sguardo che si posa sull’immagine del suo bambino che ritrova appagato il suo struggente bisogno di tenerezza, porta a chi osserva il quadro, quella cura ormai sospesa nella tenera età dell’infanzia.

Picasso, con la sua mano, ferma per sempre quell’istante effimero, e lo porta a compimento tra l’unione dello stringersi al seno del bambino, e la devozione di una donna che, con appena un velo a coprirla, come un concedersi di anime, gli dona quel nutrimento in grado di tenerlo in vita.

Cosa starà pensando quella donna? Riuscirà per tutta la vita a dargli le cure delle quali il bambino necessita? E quali sono queste cure? 

 

 

L’ I-care come inno alla vita

Questo ce lo spiega Don Milani, la quale vita ha trovato espressione dagli anni ’20 del novecento, fino agli anni ’70, un periodo apparentemente moderno, caratterizzato però dalla noncuranza, dall’indifferenza, che si fermerà solo dopo la morte del Priore di Barbiana, con la rivoluzione del ’68, il quale manifesto per la rivoluzione scolastica è stato proprio il suo libro più famoso: “Lettera a una professoressa“.

Le sue opere sono state di rilievo in quanto fu una delle prime personalità appartenenti alla Chiesa a ribellarsi alle sue regole strette pur di aiutare gli ultimi, i dimenticati, ciò che la società, il sistema educativo e la Chiesa stavano lasciando “morire”.

Si è preso in carico l’analfabetismo delle persone che frequentavano la messa a San Donato Calenzano, ideando per loro una scuola serale con la lettura di quotidiani che potessero aumentare nelle persone il senso critico, e di conseguenza la capacità di pensiero.

La sua opera però di maggiore impatto, è stata quella di Barbiana: un paesino sperduto nelle campagne toscane nel quale appena arrivato Don Milani compie  un gesto simbolico e rivoluzionario: costruisce dal nulla e nel nulla la sua scuola popolare per giovani operai e contadini.

Nella scuola di Don Milani si studia dodici ore al giorno, 365 giorni all’anno, nessuno è ultimo, nessuno è “troppo poco preparato” o “troppo figlio del contadino”. 

Il motto della personalità del priore è: “I-care”, ovvero mi riguarda, mi sta a cuore, mi prendo cura.

Una cura che non è poi solo scolastica, ma umana, critica, come l’amore materno trasposto in una cura educativa che dura tutta la vita, ciò che si osserva anche in Pestalozzi nel suo amor pensoso.

 

Trasformare le parole in azioni

Questa necessità sempre più crescente d’amore e di cura trova luogo tra le parole di Don Milani e i tratti evocativi di Pablo Picasso.

Dunque, di cosa necessita una persona per sentirsi amata? 

Poche e semplici regole della pedagogia rendono la vita di tutti una vita più umanamente impegnata, che mira al richiamo dell’Icare:

  • L’ascolto attivo, interessato, mirato, assumendo che la ragione non sta solo da una parte, ma che esistono più punti di vista da sondare e comprendere per come una persona vive e vede la vita diversamente da un’altra.
  • L’effetto Pigmalione, che consente di riversare le proprie aspettative positive nei confronti della vita stessa, e delle persone delle quali ci si vuole prendere cura, notandone successivamente gli effetti positivi sulle medesime. 
  • Il contagio empatico, che consente di posarsi alla giusta distanza in modo da non mostrare nè invadenza, nè indifferenza, capace di accogliere il mondo dell’altro, ma di esserne lontani al punto giusto. 
  • La motivazione Intrinseca, quella che dev’essere trovata, lo scopo, la ragione di ognuno di noi che guida i nostri cuori.

 

Rievocando le parole di Pablo Picasso:

“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono, lo scopo della vita è quello di regalarlo”.