Margaret Thatcher, la celebre “Iron Lady”, è venuta a mancare l’8 aprile 2013, all’età di 87 anni.

Primo ministro del Regno Unito, dal 4 maggio 1979 al 28 novembre 1990, fu la prima donna ad aver ricoperto tale incarico e a rimanere in carica per più tempo in assoluto nel ventesimo secolo.
Quest’anno, il 13 ottobre 2025, si celebreranno i 100 anni dalla sua nascita.
Una breve biografia
Margaret Hilda Roberts è nata il 13 ottobre 1925 a Grantham, in Inghilterra. Cresciuta in una famiglia di droghieri di fede protestante-metodista, studiò chimica all’università di Oxford. Fin dall’università si occupò di politica, diventando presidente di un’associazione studentesca conservatrice. Dopo la laurea si impiegò come ricercatrice chimica presso la BX Plastics, un’industria di ingegneria per materiali plastici. In seguito, la sua forte passione per la politica, la portò a conseguire anche una laurea in giurisprudenza. Si traferì a Dartfor, nel Kant, e partecipò lì alle sue prime elezioni contro il Partito Laburista, senza uscirne vincitrice, ma raggruppando molti consensi. Nel Partito Conservatore del Kent conobbe Denis Thatcher, che sposò nel 1951, acquisendo il cognome di lui, che avrebbe portato per tutto il resto della sua vita, e convertendosi all’anglicanesimo. Nel 1975 diventa leader del Partito Conservatore e vinse le elezioni nel 1979, in un periodo di grave crisi economica e sociale. Fu la prima donna in assoluto a diventare Primo Ministro del Regno Unito e a guidare il Paese per ben 11 anni, fino a quando decise di dimettersi anche per via di forti contrasti interni al partito. Nota come la “Iron Lady”, soprannome coniato dai sovietici per il suo stile deciso e inflessibile, Margaret Thatcher promosse politiche economiche liberiste. L’Alzheimer che la aveva accompagnata per tutti gli ultimi anni di vita, la portò alla scomparsa a Londra, l’8 aprile 2013 all’età di 87 anni.

Il Thatcherismo
Il Thatcherismo è una piattaforma politica che enfatizza i mercati liberi con spese governative limitate e tagli fiscali, insieme al nazionalismo britannico sia in patria che all’estero, motivo anche della sua contrarietà all’Unione Europea. Margaret Thatcher, inoltre, fu per la depenalizzazione dell’omosessualità e dell’aborto, nonché favorevole all’utilizzo dell’energia nucleare per contrastare il cambiamento climatico e al mantenimento della pena di morte.
Le politiche scolastiche furono toccate dall’Education Reform Act del 1988, con il quale le scuole ottennero maggiore libertà gestionale rispetto alle autorità locali. Le scuole poterono così decidere il loro personale educativo e gestire il proprio budget. Fu introdotto il national curriculum per garantire standard minimi di istruzione in tutte le scuole, così come i test standardizzati per osservare gli andamenti scolastici (Key Stage Tests). La meritocrazia fu, tra tutti, uno dei valori per lei più importanti a livello scolastico.
Margaret Thatcher e Ronald Reagan (Primo Ministro americano degli anni ’80) erano più che semplici alleati politici, avevano una vera e propria intesa ideologica, due veri compagni di una rivoluzione conservatrice. Nonostante i moltissimi punti in comune, il più grande nemico era l’unione sovietica negli anni della guerra fredda, mostrando una linea dura e decisa contro gli avversari. Sostenevano entrambi il riarmo per contrastare la guerra fredda, ma appoggiarono anche il dialogo democratico come, ad esempio, con Gorbaciov, che ritennero un interlocutore valido. Si trovarono uniti anche in contrasto al terrorismo internazionale e nelle politiche in Medio-Oriente.

I punti a favore e sfavore della politica Thatcheriana
I punti a favore della politica di Margaret Thatcher furono:
-Il rilancio economico: consentito da politiche liberiste, privatizzazioni, deregolamentazione, taglio della spesa pubblica e lotta all’inflazione. -La privatizzazione: avvenuta dalla vendita di molte aziende statali (British airways, etc..) rendendo alcune di essi più efficienti e competitive. -Il rafforzamento della posizione internazionale: rilanciò l’orgoglio nazionale britannico e si unì a Reagan contro i sovietici nella guerra fredda. -La determinazione politica: la fece distinguere e apprezzare, vedendola come simbolo di forza e stabilità per i suoi sostenitori.
I punti a sfavore della sua politica furono invece:
–L’aumento delle disuguaglianze: attraverso politiche economiche che favorivano i ceti più alti, con penalizzazione delle classi lavoratrici. -Il conflitto con i sindacati: nella famosa lotta contro i minatori (’84-’85) indebolendo i poteri sindacali e lasciando marcate divisioni sociali. -Poll Tax: introdusse una tassa pro-capite che provocò fortissime proteste popolari e ne accelerò la caduta politica. Tagliò inoltre molti servizi pubblici, come l’edilizia popolare e la sanità, portando a un aumento della povertà in alcune fasce della popolazione.
La sezione 28 del Local Government Act, introdotta nel 1988, fu una delle peggiori leggi introdotte durante gli anni della guida del Regno Unito, essa vietava alle autorità locali e alle scuole statali, di promuovere l’omosessualità come una pretesa relazione familiare. Questa legge, di fatto, vietava di parlare positivamente dell’omosessualità, nonostante la Thatcher stessa ne condannò qualche anno prima i crimini, per via del panico generale creato dall’avvento dell’AIDS, giustificata come “protezione per i bambini”. Questa legge fu abolita interamente nel 2003.
Margaret Thatcher fu una figura divisiva: c’è chi la vede come la salvatrice del Regno Unito e chi come la causa di grandi sofferenze sociali. Si può senz’altro dire però che abbia trasformato radicalmente la politica e l’economia britannica.
“Essere potenti è come essere una signora.
Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei.”
