La fine di un’epoca: la scomparsa di Papa Francesco accende un dibattito sul papato del futuro

Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio, si è spento all’età di 88 anni, il 21 aprile 2025. 

Il primo papa proveniente dal continente americano, dal 13 marzo 2013, fino alla sua morte, è stato il 266° papa della Chiesa Cattolica e Vescovo di Roma. Da dove è però cominciato il papato, e dove finirà? Proviamo a rispondere a queste domande in un brevissimo approfondimento su ciò che è stato e ciò che sarà.

Cenni storici sulla nascita del papato

La nascita del papato ha antiche radici, legate allo sviluppo del cristianesimo nei primi secoli dell’era cristiana.

Il papato trova la sua origine nella figura apostolica di San Pietro, uno dei 12 apostoli, scelto da Gesù come guida della Chiesa. Pietro fu il primo vescovo di Roma quando ancora il cristianesimo non era così diffuso, in una Roma prevalentemente pagana. L’attuale capitale italiana divenne, dunque, il fulcro della cristianità per via del martirio di Pietro e Paolo, e per il ruolo centrale dell’impero romano. L’autorità crescente del vescovato romano, si intensificò con l’avvento dell’Editto di Costantino nel 313 d.C. e con il Concilio di Nicea nel 325 d.C. Il primo momento nel quale il papato s’impose, al pari degli imperatori, fu il pontificato di Leone Magno che sostenne l’autorità del vescovo di Roma su tutta la Chiesa, sia in Occidente, che in Oriente. L’impero romano cade, e il papa inizia a svolgere anche un ruolo politico, colmando il vuoto del potere lasciato dai sovrani, diventando, con l’avvento del Medioevo, una vera e propria potenza predominante, soprattutto nel VIII secolo, grazie alla donazione di Pipino re dei Franchi, si diede origine allo Stato Pontificio. I poteri della Chiesa nel Medioevo erano sempre crescenti, e la Chiesa come istituzione si stava affermando come ruolo centrale. Il papa era considerato il rappresentante di Dio sulla terra, il clero gestiva scuole, ospedali e tribunali, mentre i monasteri erano centri di cultura, agricoltura e ospitalità. La Chiesa possedeva vasti territori, come beni ecclesiastici o Stato della Chiesa e poteva esercitare il diritto di escommunica (strumento potente di controllo dell’impero). La cultura era quasi esclusivamente nelle mani della Chiesa, attraverso i monasteri, luoghi nei quali si conservavano e trascrivevano testi antichi, l’utilizzo della lingua e cultura latina erano le predominanti, poiché lingua della liturgia, e le università medievali (Bologna, Parigi, Oxford) nacquero appositamente per formare il clero. La religione permeava a tal punto da scandire le fasi dell’esistenza attraverso i sacramenti (battesimo, eucarestia e matrimonio) e le feste religiose, attraverso le quali si scandiva il tempo. Il timore dell’inferno e del peccato, spingeva a lunghi pellegrinaggi, preghiere e digiuni, e furono via via sempre più frequenti le crociate e le guerre sante per punire gli infedeli e convertirli al cristianesimo, fino a giungere alla nascita dell’inquisizione, tribunale ecclesiastico che perseguiva le eresie, come la mancata fede cristiana.

Il potere del papato sullo Stato

Uno dei momenti più emblematici del potere del papato sullo stato, fu la Lotta per le Investiture.

Nel 1077, il sovrano del Sacro Romano Impero, Enrico IV, rimase a piedi nudi per tre giorni sulla neve, fuori dalla fortezza di Canossa, implorando l’assoluzione da parte di Papa Gregorio VII. Facciamo però un passo indietro.. Perché l’imperatore implorava il perdono dal papa?. Il papato poteva scomunicare l’imperatore, ma chiedeva un’ulteriore concessione che Enrico IV non volle accettare: l’indipendenza sulle investiture, ovvero le nomine ecclesiastiche, che fino a quel momento venivano decise dagli imperatori, poichè stava perdendo prestigio e dominio su varie regioni dell’attuale Germania, dunque chiese al papa di abdicare. Una volta scomunicato dal papa, Enrico IV si pentì e andò a chiedere perdono a Canossa, concedendo alla Chiesa anche questo potere che li elevava agli imperatori, e li rendeva a tutti gli effetti, autonomi nel potere. Enrico V, figlio dell’allora imperatore, attraverso il Concordato di Worms nel 1122, rinunciò a tutti i diritti di investitura sul potere ecclesiastico, e Gregorio VII afferma la supremazia del papa sull’imperatore nella Dictatus Papae.

Il potere del papato sembra inarrestabile, ma alcuni accadimenti storici ne fermano l’imposizione totale, vediamone alcuni.

L’inizio del declino è rappresentato nel 1303 dallo Schiaffo di Anagni, attraverso il quale Filippo il Bello fece arrestare Bonifacio VIII. Pochissimi anni dopo inizia il periodo soprannominato “cattività avignonese” durante il quale, i papi risiedono ad Avignone sotto l’influenza francese, e la loro autorità, di conseguenza, si indebolisce. Il Grande Scisma d’Occidente, che vede 3 papi concedersi il trono, rappresentò per i fedeli una grave crisi di credibilità. Attraverso la riforma protestante e la nascita di altri modi di intendere il cristianesimo e la religione, la stessa subisce una grande perdita, confermata attraverso la Pace di Augusta nel 1555, attraverso la quale, ogni principe può decidere la religione del proprio Stato. Dopo la metà del 1600, con l’Assolutismo, i sovrani si dichiarano definitivamente indipendenti dal potere papale.

Solo con i Patti Lateranensi, nel 1929, sotto accordo con capo del governo fascista Benito Mussolini e il papa Pio XI, il papato ottiene lo Stato della Città del Vaticano, riconquistando un’indipendenza spirituale e simbolica, ma senza più rappresentare un’influenza politica sui regni.

Chi rappresenterà il futuro del papato?

La scomparsa di Papa Francesco segna una grande preoccupazione sul futuro dell’attuale potere papale.

Umile, diretto, aperto al dialogo, inclusivo e contro la guerra, sicuramente ha rappresentato un papa rivoluzionario rispetto a tanti altri e se ne è andato lasciando un grande interrogativo su chi potrà essere all’altezza di tale ruolo, soprattutto alla luce degli scoraggianti accadimenti mondiali.

Alcune personalità sono già state individuate come le migliori per rappresentare un ruolo così importante, due di questi sono:

Cardinale Matteo Zuppi: Arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Viene considerato il “Bergoglio Italiano” perchè vicino a temi sociali e molto attivo per la pace, mediatore anche per la guerra in Ucraina. Il suo stile è popolare, è di conforto per i fedeli. Arcivescovo Peter Turkson: Uno dei più influenti cardinali africani. Ha una grande esperienza sui temi di giustizia e sviluppo. Potrebbe essere il primo papa africano della storia.

Papa Francesco si è mostrato attento anche nello scegliere personalità provenienti da tutto il mondo, senza limiti di provenienza geografica o cultura differente, proponendo per la prima volta anche candidati alla carica di papa asiatici, africani e della Nuova Guinea.

“Stranamente, non abbiamo mai avuto più informazioni di adesso,

ma continuiamo a non sapere che cosa succede”.

1 commento su “La fine di un’epoca: la scomparsa di Papa Francesco accende un dibattito sul papato del futuro”

  1. I believe that is among the most significant info for me. And i am happy reading your article. However wanna observation on some general issues, The website taste is ideal, the articles is truly nice : D. Just right process, cheers

    Rispondi

Lascia un commento