Gaza sotto l’ennesimo raid Israeliano: ancora sangue Palestinese sulle macerie. Quando finirà il massacro?

Gaza costantemente sotto assedio: Sono almeno 44 i palestinesi morti nella notte durante il nuovo raid israeliano. 

Gli obiettivi degli attacchi militari dichiarati dall’esercito Israeliano dovevano essere: tunnel terroristici, depositi di armi, postazioni di lancio di carri armati, terroristi e ulteriori infrastrutture terroristiche. Nell’effettivo sono stati però colpiti in maggioranza donne e bambini. La furia di Israele non accenna minimamente a un arresto. A cosa dobbiamo arrivare per un po’ di pace?.

I conflitti in Palestina

La Palestina, localizzata geograficamente tra il termine dell’Europa e l’inizio del Medio-Oriente, è una zona da sempre gettonata per via degli scambi economici e della posizione strategica commerciale. La presenza di Gerusalemme, origine di Cristianesimo, Ebraismo e Islam, punto di riferimento per tutte e tre le religioni, ha visto molti scontri armati per la sua assegnazione. Gli ebrei, al tempo sparsi in tutto il mondo, volevano fondare il loro stato, e per questo motivo fu scelta la Palestina, considerata come la terra promessa dai fedeli. L’ONU nel 1947 votò a maggioranza la risoluzione 181, secondo cui una parte del territorio Palestinese rimaneva alla popolazione araba, e la restante parte fu concessa al popolo Israeliano. Gran parte dei palestinesi, poiché si videro espellere dal proprio territorio, all’alba della nascita del nuovo Stato vedendo il 60% della popolazione all’interno del 55% del territorio (composto in gran parte da un vastissimo deserto) si ribellò e nacquero così delle associazioni para-militari a contrasto della risoluzione 181. Nell’ottobre 1973, uno dei più aspri conflitti, chiamato “Guerra del Kippur”  fu combattuto da una coalizione di eserciti arabi, composta principalmente da Egitto e Siria, alleatisi per combattere contro Israele. La Russia e gli Stati Uniti riuscirono a cessare il fuoco, ma questa fu per l’esercito arabo una delle vittorie più grandi ai danni di Israele, dimostrando di essere ancora degli ottimi nemici a livello militare. Negli anni ’80, vista l’impossibilità di indipendenza della Palestina (promessa su carta, ma mai eseguita), avvenne la prima Intifada, capeggiata da Hamas. Nel 1993, a seguito di anni intervallati da continui scontri, si giunse per via degli USA a un cessate il fuoco con storici accordi che li riconobbero reciprocamente. Alla Palestina furono concesse la Striscia di Gaza e qualche controllo della Cisgiordania, ma negli anni a seguire, Israele ha sempre generato pressione territoriale su questi ultimi. Le promesse non mantenute, e la nomina di Gerusalemme come capitale dello stato ebraico, accese ancor più aspramente la rabbia di Hamas, che giunse negli anni ’90 a piu di 100 attacchi terroristici contro gli ebrei. Israele decise di innalzare muri sui possedimenti della Palestina (spaventati dagli attacchi terroristici) fino a isolare la Striscia di Gaza, lasciandola con più del 50% della popolazione in disoccupazione, povertà, elettricità solo in alcune ore del giorno e acque contaminate. Il 7 ottobre 2023, Hamas attacca duramente Israele, e quest’ultima dichiara guerra alla Palestina in maniera definitiva, fino a giungere ai giorni nostri.

La nascita di Israele

Siamo alla fine dell’800, gli ebrei sono sparsi in tutto il mondo, senza però poter fare riferimento a uno stato proprio. Si fa strada, così, il Sionismo: nome derivato da Sion, la collina di Gerusalemme, luogo considerato l’origine del popolo Ebraico. L’ideologia molto forte Sionista dà inizio al desiderio di proporre l’origine di uno stato ebraico. Lo stato che ospita la collina di Sion, ovvero, la Palestina, è pero abitato, per l’appunto, dagli arabi Palestinesi. Nel 1917 il Regno Unito esercita dominio coloniale sulla Palestina, e quando al primo ministro del tempo giunse voce dello scontento della popolazione ebraica, emanò la cosiddetta Dichiarazione Balfour, che si impegna a creare in Palestina (già sua colonia) un centro per il popolo ebraico. Gli USA appoggiano al 100% la suddetta dichiarazione, dimostrandosi sin dal principio a sostegno del popolo ebraico. Nel 1922, il congresso americano approva una risoluzione a sostegno della ricreazione della Palestina come patria nazionale della “razza” ebraica.  Gli Stati uniti non appoggiano gli Ebrei solo per il grande numero dei suddetti nella popolazione presente, ma per le personalità molto influenti del tempo, e rivedendosi nell’idea di libertà che ha spinto gli stessi stati uniti ad avere un’area geografica in cui stanziarsi. Inoltre, i ministri notarono che questi notevoli appoggi economici americani, portavano voti, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, reduce il mondo ebraico dall’olocausto che li ha visti vittime innocenti. L’11 maggio 1948 viene dichiarata la nascita dello Stato di Israele, che trova come primi sostenitori proprio gli USA. Nello stesso anno, la guerra fredda vede nemici l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Nella ricerca di consenso delle più grandi potenze mondiali, gli USA definiscono Israele come l’unica vera democrazia in Medio-Oriente. Nel 1967, durante la guerra dei sei giorni, Israele dichiara guerra all’Egitto, alla Siria e alla Giordania, che fecero guadagnare fiducia nel popolo Israeliano da parte di Gaza, Cisgiordania e USA che videro il paese, nonostante il loro governo socialista, come una grande potenza anche militare. Negli anni a venire Israele diventa una base economica potentissima sul quale gli Stati Uniti continuano a investire e a proteggere militarmente.

I crimini del governo Israeliano

L’attacco di Hamas del 7-8 ottobre 2023 è stato ufficialmente intrapreso con l’intento di rispondere alle azioni provocatorie delle forze israeliane svolte nella Moschea Al-Aqsa, e le violenze perpetrate nei campi dei rifugiati in Cisgiordania. Israele, a seguito delle morti, stupri, rapimenti, considerate le 1194 vittime del 7-8 ottobre, ha dichiarato guerra (l’attuale guerra Israele-Hamas, o guerra di Gaza).

Il contrattacco del Primo Ministro, Benjamin Netanyahu, ha visto le forze Israeliane in una disumana linea durissima quasi esclusivamente a discapito dei civili che, da ormai due anni, ricevono continui bombardamenti senza sosta. La fame è utilizzata come arma militare e l’esercito israeliano non manca, talvolta, a essere fotografato sorridente prima di buttare una bomba su Gaza. Il 70% degli ospedali e delle strutture sanitarie sono state bombardate e dunque risultano inutilizzabili. Per l’UNICEF, la Striscia di Gaza, è il posto meno sicuro al mondo nel far crescere un bambino. L’80% delle volte che vengono inviati aiuti umanitari, non superano il controllo Israeliano e vengono rimandati indietro, lasciando così la popolazione senza cibo e acqua potabile anche per giorni. Il processo che condanna il primo ministro Israeliano sottolinea che ci sono prove palesi di istigazione al genocidio, condanna gravissima per una popolazione che il genocidio l’ha subito durante la seconda guerra mondiale.

Nel maggio 2024, il procuratore capo della Corte penale internazionale ha chiesto un mandato di arresto per Benjamin Netanyahu, accusandolo di sterminio, utilizzo della fame come metodo di guerra, persecuzione, atti disumani, negazione di aiuti umanitari, genocidio e stragi contro i civili.

Perchè è così difficile mettere fine al conflitto?

“Gli USA non potrebbero avere alleato migliore degli Israeliani, e viceversa”, e ancora, “Se Israele non ci fosse, gli USA dovrebbero inventarlo”. Queste sono solo alcune delle dichiarazioni di Netanyahu, Nixon e Biden negli anni; L’alleanza tra Stati Uniti e Israele è una delle più longeve e stabili di sempre. Per Israele, gli Stati Uniti rappresentano il maggior partner commerciale, forte appoggio militare e motivo per il quale la loro potenza si è eretta a tal punto. Per gli USA, Israele rappresenta l’unica possibilità di dialogo in Medio-Oriente, e la loro allenza centenaria è comoda e solida. Inoltre, gli Stati Uniti hanno sempre avuto pugno duro contro i terroristi, per via dei tanti attentati, tra cui quello disastroso alle Torri Gemelle nel 2001, pertanto, è realmente complesso che venga trovata una soluzione proprio con Hamas, schierato con la Jihad e altri gruppi terroristici islamici. Nonostante la loro posizione favorevole a Israele, sarebbero l’unica speranza di dialogo con loro, e potrebbero negoziare l’arresto del conflitto in essere da ormai quasi due anni.

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