Vediamo come lo stress viene analizzato dalla novella “il treno ha fischiato” di Luigi Pirandello

“Il treno ha fischiato” è una novella di Luigi Pirandello, appartenente alla raccolta “Novelle per un anno” e pubblicata il 22 febbraio 1914. Come può un argomento così all’apparenza attuale, essere già stato affrontato, ormai più di un secolo fa, con la stessa accuratezza odierna secondo la psicologia del lavoro?. Lo stress da lavoro correlato … Leggi tutto

Ricorre l’anniversario dell’introduzione delle emoticon: vediamo come dei simboli riescano a trasmettere emozioni

40 anni fa veniva introdotto l’uso dell’emoticon. Vediamo come questo ed altri tipi di linguaggio digitale riescano a trasmettere emozioni. Nel 1982 Scott Fahlman, ingegnere informatico americano, posta diversi simboli (due punti, trattino e parentesi) che formano un volto, creando la prima emoticon. Oggi possiamo contare anche sulle emoji, ma quanto questi simboli effettivamente sono … Leggi tutto

“La coscienza di Zeno” e la Psicoanalisi: riattraversiamo l’eredità che Italo Svevo lasciò alla psicologia

Riattraversiamo il contributo di Italo Svevo alla psicoanalisi a 94 anni dalla sua morte. Aron Hector Schmitz, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Italo Svevo, è stato uno scrittore e drammaturgo italiano. Controversa la sua personalità e poetica, ben differente dalle altre della sua epoca, si è formato e pubblicato autonomamente. A 94 anni dalla … Leggi tutto

Il capo che non vorremmo avere: scopriamo i disturbi della personalità con “The Office”

Michael Scott di “The Office” potrebbe presentare un disturbo della personalità. Analizziamo la natura e le caratteristiche di questi disturbi. Uno dei personaggi più influenti della serie tv “The Office” è sicuramente Michael Scott, capo della compagnia. Oltre a farci ridere con i suoi comportamenti bizzarri e assurdi, ci dà anche l’opportunità di scoprire i … Leggi tutto

Ricorre l’anniversario della strage di Monaco: entriamo nella mente di un terrorista

Ricorrenze ed eventi ci fanno di nuovo riflettere sul terrorismo. Vediamo come funziona la mente di un terrorista.

1972 - Atleti e allenatori israeliani uccisi da terroristi palestinesi alle Olimpiadi di Monaco - Dino Valle
Uno dei terroristi responsabili della strage di Monaco del 1972.

Nel 50 anniversario della strage di Monaco compiuta da terroristi palestinesi, a Kabul l’ambasciata russa subisce un attacco. Spesso si cerca di capire ciò che sta dietro un gruppo terroristico, ma troppo poco si riflette su come una persona diventi un terrorista.

Non è tutto terrorismo

Iniziamo col dire che il terrorismo, per essere definito tale, deve avere delle solide basi ideologiche. Se pensiamo, ad esempio, ad attentati con fini economici, non stiamo parlando di terrorismo.

Non sempre però è così fracile distinguere il terrorismo da altri moventi: un esempio può essere l’attuale guerra in Ucraina, sicuramente basata su motivi ideologici (vedi Aleksander Dugin), ma che cela anche motivi economici e politici.

Questo chiarimento è molto importante, in quanto la psicologia di uno di questi “non-terroristi” è volta semplicemente all’ottenimento di più soldi o potere, mentre la psicologia di un soggetto che agisce per un’ideologia è molto più complessa.

19 Jahre nach „9/11“: Die letzten Spuren von New Yorks „Klein-Syrien“

Il bisogno degli altri

Considerando il lato più sociale, possiamo subito fare riferimento ad uno dei bisogni più importanti del’individuo: il bisogno di affiliazione.

L’uomo è naturalmente portato alla ricerca di un gruppo, ossia di persone acccomunate dalle stesse passioni, interessi, o, soprattutto in questo caso, idee. Individui che si sentono quindi “scartati” da altri ambiti o dalla società stessa potrebbe trovare conforto in questi gruppi. Questo spiega anche perché la regolare frequentazione delle moschee è inversamente proporzionale all’arruolamento nell’ISIS.

In un gruppo si viene facilmente e rapidamente a creare un “noi”, che però va di pari passo con la creazione di un “loro”. Questo porta ad una vera e propria distinzione tra persone in-group (facenti parte del gruppo) e out-group (non facenti parte del gruppo), anche a livello cerebrale. Alcune ricerhe hanno infatti dimostrato come alla vista del volto di una persona non appartenente ad un determinato gruppo corrispondesse una maggiore attivazione dell’amigdala, regione del cervello che riesce a metterci in uno stato di allerta.

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Empatia e disumanizzazione

Il terrorismo però comprende spesso anche una parte violenta, che porta spesso i propri membri a commettere omicidi ed attentati. Ciò può essere spiegato attraverso due pricipali fattori: l’empatia e la disumanizzazione, che si influenzano.

L’empatia (ora ci stiamo riferendo anche a quella emotiva, vedi qui) è la capacità di capire e provare i sentimenti, le emozioni altrui, non essendo per questo coinvolti direttamente. Questa può avere un impatto negativo o positivo.

Se proviamo empatia nei confronti di un altro gruppo, molto probabilmente saremo meno portati a fare del male ai suoi membri, ma, al contrario, proveremo ad aiutarli e supportarli. Se invece l’empatia verrà provata per i membri del nostro gruppo (che, nel caso del terrorismo, hanno un atteggiamento di odio per una determinata società o cultura), sarà molto facile acquisire il loro stesso atteggiamento.

La disumanizzazione è un altro elemento chiave che ci fa capire la natura di un terrorista.

Nelle pagine più buie della nostra storia questo processo, che consiste nel far sì che alcuni gruppi o parti della società non vengano più considerate umane, ha avuto un ruolo centrale: pensiamo soltanto agli ebrei, classificati dai nazisti come bestie, ma anche ai capitalisti, chiamati “maiali” dai comunisti. La lista è lunga.

Al giorno d’oggi dobbiamo affrontare il mondo del 21esimo secolo con un cervello dell’età della pietra, ed agire con cautela, cercando di attivare la parte più razionale della nostra mente sarà fondamentale per lo sviluppo di una comunità globale in pace ed armonia.

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La Bertè attacca Giorgia Meloni: quando un cantante influenza le elezioni più di un politico

Loredana Bertè attacca Giorgia Meloni. Vediamo come i bias cognitivi possano condizionare le nostre decisioni ed opinioni. “Si deve vergognare, di onorevole non ha nulla”. Con questa frase Loredana Bertè, va contro la presidentessa di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni. La nota cantante, non essendo in alcun modo autorità politica, potrebbe comunque influenzare molte persone. Vediamo … Leggi tutto

Elezioni 2022: un quadro politico più chiaro grazie alla psicologia politica

La psicologia è ovunque, anche nella politica! Sai già chi votare? Indipendentemente dalla risposta questo articolo ti servirà ad avere un quadro più chiaro della politica e delle consultazioni elettorali. Il tutto dal punto di vista della psicologia politica. Scorri in basso se vuoi saperne di più! PSICOLOGIA POLITICA Vuoi sapere di cosa si occupa … Leggi tutto

Quando una grigliata rivela chi sei: scopriamo la personalità degli altri a tavola

Ferragosto porta con sé la tradizionale grigliata con amici e parenti. Vediamo come il cibo può rivelarci chi ci sta davanti. Caldo afoso, amici, drink: ebbene sì, anche quest’anno è arrivato Ferragosto, e come da tradizione, la sua immancabile grigliata (o pranzo). Potete rilassarvi, certo, ma con un po’ di attenzione potrete analizzare chi è … Leggi tutto

114 anni fa si compì il primo volo pubblico: vediamo come funziona l’immaginazione

114 anni i fratelli wright compivano il loro primo volo pubblico. Analizziamo il processo dell’immaginazione. I fratelli Wright, dopo vari tentativi, finalmente volarono pubblicamente per la prima volta l’8 agosto 1908, grazie a quello che fu il primo aereoplano funzionante della storia. Nella sua realizzazione è indubbio come l’immaginazione abbia avuto un ruolo pressochè fondamentale. … Leggi tutto

“Effetto spettatore”: quando, nelle situazioni di emergenza, tutti vedono ma nessuno agisce

La psicologia ci spiega la teoria dell’effetto spettatore. Il più delle volte le persone, anziché aiutare la persona che ha bisogno di soccorso, preferiscono non agire. Piuttosto si osserva, filma con i cellulari e aspetta che gli altri “spettatori” facciano qualcosa. Vediamo insieme cos’è l’effetto spettatore. L’EFFETTO SPETTATORE No purtroppo non stiamo parlando di quanto … Leggi tutto