L’importanza sociale della scuola non cancella i problemi: la correlazione tra empatia e bullismo

La pandemia ha dimostrato l’importanza sociale della scuola. Vediamo però come arginare il fenomeno del bullismo tramite l’empatia.

boy in black hoodie sitting on chair

Marina Garcés, filosofa e docente universitaria, spiega nel suo libro “Scuola di apprendisti” come durante il periodo di quarantena la scuola si sia mostrata per quello che è: non soltanto una struttura dove studiare seduti dietro un banco, ma anche e soprattutto un luogo di aggregazione.

Il bullismo

Riscoprendo però questo essenziale ruolo ricoperto dalla scuola, come afferma Garcés stessa, non dobbiamo smettere di contrastare i problemi dell’istituzione che si occupa di formare il nostro futuro, uno tra tutti, il fenomeno del bullismo.

Il bullismo si definisce come una forma di comportamento aggressivo intenzionale e ripetuto che causa alla persona vittima di questo fenomeno lesioni, disagio e traumi, in quanto può manifestarsi tramite contatto fisico, aggressione verbale o altri comportamenti più velati e subdoli.

Negli ultimi anni si sta però diffondendo sempre di più il cyberbullismo, una nuova forma di bullismo digitale, capace di irrompere ancora più violentemente nelle vite delle vittime, in quanto è molto facile che si estenda oltre i muri delle scuole.

Насилие и запугивание со стороны сверстников в школе

L’empatia c’entra qualcosa?

Ma cosa porta un soggetto a comportarsi da bullo? Un ruolo importante probabilmente è da attribuirsi all’empatia, anche se, come vedremo, è necessario specificare quale tipo.

Possiamo infatti distinguere tra empatia cognitiva ed empatia affettiva. La prima è la capacità di un soggetto di riconoscere e capire lo stato mentale di un’altra persona, la seconda si riferisce invece all’abilità di condividere le emozioni di un individuo senza essere per questo soggetto diretto di un qualche stimolo.

Delle ricerhe condotte su studenti adolescenti e pre-adolescenti, volte a testare la correlazione tra un basso livello di empatia ed una tendenza a bullizzare i gli altri, hanno evidenziato come la capacità di individuare quali emozioni prova un’altra persona, quindi l’empatia cognitiva, non sia un fattore in grado di farci prevedere un possibile comportamento da bullo del soggetto, mentre riuscire ad identificarsi con l’altra persona, sperimentare insieme a questa uno stato emotivo, ovvero l’empatia affettiva, possa dimostarsi un elemento cruciale in questo senso. In questi studi si è inoltre evidenziato come in generale sussista una differenza tra sessi, con le femmine che presentano un’empatia affettiva più sviluppata, mentre i maschi una più altra probabilità di bullizzare.

Un altro studio volto a ricercare la stessa correlazione, questa volta tra cyberbullismo ed empatia, ha portato alle stesse conclusioni, e per questo possiamo affermare che anche agendo dietro uno schermo l’empatia affettiva permette di mantenere un comportamento corretto e rispettoso nei confronti degli altri.

a woman rests her head on another person's shoulder

A scuola di empatia

Come utilizzare quindi queste conoscenze per arginare il bullismo?

In un mondo in cui siamo sempre più collegati ad uno smartphone o ad un computer da cui non riceviamo feedback, risposte al nostro comportamento, organizzare un percorso di sviluppo delle abilità empatiche nelle scuole non è solo essenziale, ma necessario.

In Danimarca, secondo i ranking secondo paese più felice al mondo, l’empatia viene insegnata a scuola già dal 1993. I bambini danesi sono educati al riconoscimento dei diversi stati d’animo e sfumature delle emozioni, in queste ore sono portati a discutere dei problemi sorti in classe, risolvendo questi tramite l’ascolto e la comprensione dell’altro. L’empatia affettiva viene inoltre rafforzata da un raggruppamento “ragionato” di bambini con diversi punti di forza e punti deboli, in modo che non soltanto vi sia un mutuo insegnamento, ma anche la formazione di un rapporto in cui l’uno si immedesima, si mette nei panni dell’altro.

men and women sitting and standing while staring at laptop

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