Feste pagane di primavera: ecco quali sono le origini della Pasqua

La Pasqua è una delle feste cristiane più sentite, insieme, ovviamente, al Natale. Quali sono le sue origini?

Come già detto in precedente la Pasqua è una delle feste più sentite in ambito cristiano, ma da dove deriva? La festa tanto amata dai piccini affonda le sue radici in circostanze storiche tutte molto particolari.

Fiori e colori

Bisogna partire dal presupposto che mai niente nasce per caso e soprattutto dal nulla, così come nel caso della Pasqua. Oggi siamo abituati a vederla in un certo modo, ormai quasi cristallizzata negli usi: le uova per i bambini, cibo di un certo tipo, dolci tradizionali e particolari a seconda della regione e del Paese considerato, eppure non è sempre stato così. Anche i colori egli addobbi si sono in un certo qual mondo fossilizzati: il giallo, i fiori, l’aria di primavera.
Detta in maniera sommaria, infatti, la Pasqua è veramente una festa primaverile e no, non perché -solitamente- arriva ad aprile, ma per altri motivi.


Le feste di primavera

L’assonanza tra la Pasqua e la primavera è più che percepita, ma questo collegamento ha un suo perché. Invero, la Pasqua, non nasce direttamente come una festa cristiana. Si tratta più di un’assimilazione, avvenuta sia per ragioni che storicamente potremmo definire politiche, sia per ragioni culturali. Siamo all’altezza cronologica del concilio di Nicea, datato 325 d.C. Le decisioni che furono scandite dal concilio furono veramente numerose e, tra queste, vi era anche la data della celebrazione della Pasqua. Durante le feste di primavera, esattamente durante l’equinozio veniva prima celebrata Eostre, la dea della fertilità. La sostituzione arriva proprio a questo livello ed è il motivo per cui oggi, la data della Pasqua è una data mobile, cosa poco rintracciabile nel cristianesimo e, soprattutto, viene calcolata attraverso le fasi lunari.

I retaggi

Il motivo per cui la data della Pasqua è mobile deriva da un calcolo che, come precisato precedentemente, si fa attraverso le fasi lunari. A differenza del Natale quindi, che ha una data precisa e ben scandita, l’unica cosa che caratterizza la Pasqua è il suo cadere sempre di domenica. In ogni caso, come spesso accade in questi casi, un alone o comunque una parvenza dell’assetto precedente rimane sempre. Prima è stato detto che durate le feste di primavera veniva celebrata Eostre, la dea della fertilità. Questa festa di impianto germanico era molto diffusa e il suo nome, ancora oggi, rimane in alcune etichette. Basta pensare al nome inglese della Pasqua, Easter, o quello tedesco, Ostern. Rimangono tanti elementi che la caratterizzavano già precedentemente come le uova e l’agnello, simboli già circolanti, per esempio, tra i miti del Mediterraneo, come segno di rinascita e di proliferazione.

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