Da cosa nasce l’amore? Cosa scatena questo sentimento che riempie e convolge la nostra vita? Non avremo mai una risposta concreta e definitiva a queste domande, ma una cosa è certa, delle volte basta uno sguardo timido o appassionato a renderci prede e succubi di un’emozione travolgente ed inevitabile.

Uno sguardo furtivo, celato, nascosto, apparentemente innocente, ma sfido chiunque a trovare un momento profondo e carico di tensione come l’attimo in cui quello sguardo, quasi inaspettatamente, viene ricambiato. Il momento esatto in cui gli occhi che guardano ricevono risposta, l’istante in cui gli sguardi possono parlarsi con più sincerità rispetto a ciò che le parole possono dire, raggiungendo un’intimità quasi inspiegabile e allo stesso tempo insopportabile.
Tutti siamo capaci di vedere. Vediamo le cose con superficialità, ci limitiamo ad osservare banalmente ciò che ci sta intorno. Eppure esiste un momento, ed è sicuramente capitato almeno una volta ad ognuno di noi, in cui le semplici occhiate che rivolgiamo al resto del mondo diventano sguardi che scrutano tra la folla, desiderosi e guardinghi alla ricerca di un soggetto in particolare, speciale e differente dagli altri. E a quel punto, siamo spacciati.
Attenzione a questi sguardi, sfuggenti e penetranti, racchiudono molto più di quanto si pensi. E a metterci in guardia rispetto alla potenza celata nei nostri occhi sono già i miti.
Sguardi fatali
Indiscutibile è l’importanza che i miti greci e latini attribuiscono agli occhi e allo sguardo, in particolare a quello femminile, identificato come il più potente tra gli strumenti di seduzione e allo stesso tempo come arma letale, portatrice di sciagure per gli uomini. Basti pensare al mito di Medusa, creatura mitologica capace, un un solo sguardo, fisso e penetrante, di trasformare in pietra dura e opaca chiunque s’immerga nei suoi gelidi occhi. Pietrificazione che incarna la piena e totale perdita di se stessi, di ogni capacità razionale di essere chi si è, diventando roccia inerme ed impotente.

Sguardo ben diverso è invece quello che uccise il bellissimo Narciso che, innamoratosi perdutamente del suo stesso riflesso si lasciò morire, stroncando la sua vita ormai in balia di un amore impossibile.
Uno sguardo d’amore come quello che segna la tragica fine della mitica storia di Orfeo ed Euridice. Innamorati e felici, Orfeo ed Euridice, vivevamo la migliore delle vite possibili, insieme ed inseparabili, beati nella gioia del loro amore. Un amore però destinato a non durare, interrotto dalla morte di della donna, che gettò Orfeo nella disperazione.
Non accettando un così amaro destino, Orfeo decise di mettersi in viaggio per l’Ade nella speranza riportare indietro con se la sua amata sposa. La missione andò a buon fine. Ade e Persefone, re e regina dell’Oltretomba, mostrarono pietà per il dolore del giovane e decisero di concedergli di riavere la sua amata, ma ad una sola condizione: non voltarsi mai indietro fino a quando non fosse giunto fuori dagli inferi insieme a lei.
Gli innamorati si incamminarono verso la luce ma nel momento in cui i due furono quasi fuori dall’Ade, Orfeo fu colto dal terribile dubbio di essere stato ingannato e dalla paura che la figura dietro di se non fosse l’amata, allora si voltò infrangendo la promessa fatta e facendo si che Euridice precipitasse nuovamente negli inferi.
”Ed Ella, morendo per la seconda volta, non si lamentò; e di che cosa avrebbe infatti dovuto lagnarsi se non d’essere troppo amata? Porse al marito l’estremo addio, che Orfeo a stento riuscì ad afferrare, e ripiombò di nuovo nel luogo donde s’era mossa“.
Uno sguardo che porta alla fine di un amore quello che abbiamo visto. Eppure uno stesso sguardo può e provoca l’amore stesso, scatenando quella scintilla incontrollabile per ognuno di noi, descritta e narrata da poeti ed autori come l’inizio di tutto ciò che forse spiegare non potremo mai.
Amore a prima vista
Sembra impossibile innamorarsi così, all’improvviso ed istantaneamente, cedere all’amore con un solo sguardo e ritrovarsi intrappolati da un sentimento così potente da andare oltre qualsiasi controllo o macchinazione. Eppure accade. Non siamo e non saremo mai in grado di prevedere verso chi, quando e dove, quel genio di cupido scoccherà la sua freccia regalandoci l’anima gemella o, al contrario, condannandoci all’agonia di un sentimento non ricambiato.
Ed ecco che, una volta punti dalla freccia di quel piccolo angioletto senza scrupoli , il nostro sguardo cadrà per la prima volta sull’oggetto del nostro amore, facendo degli occhi il veicolo stesso attraverso il quale questo sentimento diventa reale.
Dante stesso descrive il suo amore per Beatrice come un ”amore a prima vista”, nato in tenerissima età e che accompagnerà il sommo poeta per tutta la sua vita, alla ricerca costante dello sguardo della sua amatissima musa:
”quasi del viso o degli occhi di lei dovesse attignere ogni suo bene o intera consolazione”.
Un amore quindi che trova alimento attraverso la vista della persona amata. Un’amore che tramite un solo sguardo è capace di guarire, rapire e distruggere. Cavalcanti ci parla infatti di un sentimento travolgente, impetuoso e incontrollabile, una passione ed un tormento che nascono dagli occhi e rendono chi lo prova totalmente impotente di fronte ad esso:
”Voi che per li occhi mi passaste ’l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.”
Eppure, nonostante le piaghe che si trascina dietro, l’amore è e rimane protagonista indiscusso della nostra esistenza, perché si, pur nascendo dagli occhi, il nostro cuore fa il resto. Fa si che quella prima occhiata, sbadata ed indecisa, si trasformi in un sentimento vero e proprio, esattamente come ci dice Giacomo Da Lentini:
”e li occhi in prima generan l’amore
e lo core li dà nutricamento.”
E forse, in qualche modo, il fascino di questo sguardo che non lascia scampo, magnetico e penetrante, ancora oggi riscuote successo e curiosità nei giovani, capaci di trasportarlo in un mondo troppo abituato a vedere ma mai a guardare.
Eye contact
”Eye contact”, ovvero ”contatto visivo”, questo è il nome del trend che ormai da mesi spopola a dismisura su Tik Tok, indiscusso social del momento. Una serie di video che altro non mostrano che un semplice contatto visivo, un gioco di sguardi tra il ”tik toker” che posta il video e lo spettatore, una sorta di moderno abbattimento della quarta parete che permette a chi osserva l’immagine di sentirsi partecipe e protagonista dell’azione in se.
Non fraintendetemi, tutto ciò può e si rivela delle volte estremamente ”cringe” ed imbarazzante, alla fin fine star di fronte ad un bel ragazzo o una ragazza carina che ti osserva come un ebete mentre fissi lo schermo con il sottofondo di una canzoncina romantica non può far altro che ridere, ma volendo andare oltre questo velo di apparenza e superficialità, forse, dietro questo trend c’è qualcosa di più, oppure può darsi (cosa più probabile) la sottoscritta vuole vederci qualcosa in più.
Il semplice gesto di uno sguardo che ferma il tempo e distoglie l’attenzione da tutto ciò che si stava facendo, la finzione di una scena che prova a simulare un ”colpo di fulmine”, l’apparente connessione che si crea attraverso uno schermo, ha del surreale. Un banalissimo video di 15 secondi da la possibilità di riflettere su quanto potente sia il magnetismo che gli occhi possono procurare. E’ sconvolgente come moltissimi ragazzi ogni giorno cerchino di portare sulle piattaforme social contenuti interessanti e realmente importanti, senza però riuscire ad attirare l’attenzione che invece un trend basato unicamente sul contatto visivo riesce a canalare.
Ancora una volta, ieri come oggi, la forza e la potenza dello sguardo, e ciò che da esso scaturisce, rimane per noi un mistero, ed è anche in questo mistero che risiede il suo fascino.