114 anni fa si compì il primo volo pubblico: vediamo come funziona l’immaginazione

114 anni i fratelli wright compivano il loro primo volo pubblico. Analizziamo il processo dell’immaginazione.

The Aviation Pioneers Orville and Wilbur Wright
I fratelli Orville e Wilbur Wright

I fratelli Wright, dopo vari tentativi, finalmente volarono pubblicamente per la prima volta l’8 agosto 1908, grazie a quello che fu il primo aereoplano funzionante della storia. Nella sua realizzazione è indubbio come l’immaginazione abbia avuto un ruolo pressochè fondamentale.

Cosa vuol dire immaginare?

Il termine “immaginazione” è utilizzato in due modi diversi. A volte esso comprende anche il concetto di “rappresentazione”, ossia la capacità della nostra mente di far “rivivere” mentalmente stimoli sperimentati in passsato, mentre altre questi due concetti sono separati, anche se strettamente legati tra loro.

L’immaginazione è, possiamo dire, un processo psichico che permette non solo di rappresentare ciò che abbiamo già percepito e vissuto, ma riesce anche ad utilizzare queste informazioni creando qualcosa di nuovo, inedito e, nel caso dei fratelli Wright, completamente innovativo e geniale.

Il processo immaginativo svolge alcune funzioni:

  • dà al soggetto la possibilità di compiere mentalmente azioni con oggetti immaginati;
  • permette la creazione di programmi di azione per risolvere problemi
  • riesce ad influenzare lo stato emotivo
  • unisce mentalmente diversi oggetti rappresentati mentalmente.

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Diversi tipi di immaginazione

Il processo immaginativo può essere volontario, ossia volto ad un determinato scopo, ma anche spontaneo, quindi frutto di un’attività cerebrale orientata.

E’ necessario inoltre distinguere tra immaginazione riproduttiva e creativa.

La prima viene utilizzata quando, ad esempio da una storia che ci viene raccontata ci creiamo un “film” mentale, grazie al quale la comprensione risulta facilitata. In questo caso quindi i vari oggetti e personaggi non vengono immaginati dal nulla, ma sono il risultato di una traduzione parole-immagini.

La seconda invece è il risultato di un’elaborazione di informazioni già presenti che, subendo diverse modifiche e/o integrandosi ad altre immagini creano un elemento nuovo, frutto dell’immaginazione e della creatività del soggetto.

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Come il cervello lavora per immaginare

Ma come funziona l’immaginazione a livello cerebrale?

Le cellule del nostro cervello capaci di passarsi informazioni (impulsi nervosi), rendendo quindi possibili le azioni anche più basilari, sono chiamate neuroni. Se, per esempio, osserviamo qualcosa, quel determinato oggetto provoca l’attivazione di migliaia di neuroni nella parte del cervello chiamata corteccia posteriore. Questi neuroni, che corrispondono ognuno ad una determinata caratteristica dell’oggetto, attivandosi insieme si legano, creando un gruppo di neuroni che si attiverà automaticamente ogni volta che vedrai quell’oggetto nuovamente o che vorrai richiamarlo alla mente.

Detto questo, secondo la teoria della sintesi mentale (mental synthesis theory), l’immaginazione è resa possibile grazie alla corteccia prefrontale che, riuscendo ad attivare differenti gruppi di neuroni, corrispondenti a immagini diverse, nello stesso momento, è capace di utilizzare tutte queste rappresentazioni per la creazione di qualcosa di nuovo.

Possiamo ipotizzare, ad esempio, come i fratelli Wright inizialmente avessero in mente due immagini principali: un veicolo a motore, come ad esempio un automobile, e un uccello, capace quindi di volare. Grazie all’unione di queste due immagini (questo è solo un esempio) i due avrebbero elaborato quindi il modello mentale su cui poi lavorare per la costruzione del primo aereoplano.

Types of Neurons: Parts, Structure, and Function

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