Lo studio della prossemica virtuale, ci aiuta a capire l’uso che Andrea De Albert fa di facebook

Su questo articolo parlerò di come il poeta Andrea De Alberti usa facebook come una piattaforma letteraria, aggiungendo anche un pò di prossemica virtuale   De Alberti scrive su facebook nel 2017 : « Non c’è da dimostrare proprio niente in poesia. Non c’è un ipotesi. Non c’è una tesi. No c’è niente nel mezzo. … Leggi tutto

La lingua del Gran Maestro Jedi: scopriamo da dove prende ispirazione il linguaggio di Yoda

L’insolito modo di parlare di Yoda, il personaggio-simbolo di Guerre Stellari, è uno degli aspetti che più caratterizza il Gran Maestro Jedi, rendendolo unico nel suo genere. it.wikipedia.org La maggior parte delle volte tutto ciò che si crea ha un fondo di verità nel mondo reale o prende ispirazione da esso. Un perfetto esempio ci … Leggi tutto

Thanos, il tiranno spaziale, secondo Machiavelli è un pessimo sovrano

Machiavelli ne Il principe descrive le qualità e i modi di agire di un buon principe e Thanos che per raggiungere il suo scopo giustifica qualsiasi mezzo contravviene a tantissime norme per essere un buon principe. L’interpretazione più comune de Il principe di Machiavelli è che il fine giustifica i mezzi e Thanos con il … Leggi tutto

Chi era realmente il giullare medievale? Dario Fo svela i suoi segreti a teatro

Con la sua inimitabile arte comunicativa, Dario Fo riportò alla luce la figura del giullare, che l’affascinò a tal punto da essersi voluto definire come tale. Le rappresentazioni teatrali di Dario Fo, “giullare della cultura italiana”,  furono capaci di stupire il mondo, costituendo un unicum nell’arte del teatro. La figura del giullare dietro le quinte … Leggi tutto

La letteratura in dialetto è una letteratura di serie b? Ci risponde Frédéric Mistral

Frédéric Mistral fu fondamentale per la rinascita dell’Occitano, cosa cambia con la letteratura dei nostri dialetti? Con le sue opere Mistral ha dato una forte spinta alla rinascita dell’Occitano come lingua e della cultura Provenzale in generale. Lo scrittore mostra come La cultura provenzale e quindi l’Occitano, la lingua originale della Provenza, meritino lo stesso … Leggi tutto

5 parole della Lingua Italiana che hai sempre utilizzato senza conoscerne l’etimologia

Scopriamo insieme la storia ed il significato di alcune delle parole di tutti i giorni in maniera semplice ed intuitiva! Raramente ci chiediamo perché un oggetto o una determinata azione sia individuata da quel particolare insieme di suoni che comunemente definiamo parole e spesso ci capita di trascurare il fatto che queste siano spesso il … Leggi tutto

Il Poeta Ennio e la nuova traduzione di Harry Potter svelano l’importanza del suono nelle parole

Nel corso del tempo può cambiare la percezione del suono delle parole o il significato che a esso gli conferiamo, ma l’elemento sonoro rimarrà sempre un aspetto letterario da cui nessun autore può prescindere.   L’estremizzazione della funzione fonica presente nell’opera di uno dei più antichi autori latini è prova di come il suono sia, … Leggi tutto

L’esperimento di Nisbett: le differenze tra Oriente e Occidente spiegate da un acquario

È possibile spiegare le differenze tra culture così diverse solo descrivendo un’immagine? Richard Nisbett ha proposto la sua teoria L’Occidente dell’Io e l’Oriente del noi. Differenze secolari spiegate dai pensieri e dalle relazioni sociali che costruiamo. Individualismo VS Collettivismo Negli anni Ottanta, Geert Hofstede ed Harry Triandis conducono numerose ricerche per individuare le differenze principali … Leggi tutto

Ridiamo sempre per le stesse cose: Plauto, le barzellette degli antichi e i cinepattoni ci spiegano perchè

Siamo figli del nostro tempo o, essendo uomini, siamo sempre uguali a noi stessi? È sicuramente una domanda complicata, che apre interpretazioni filosofiche e alla quale è molto complicato rispondere, almeno in modo generale. Se si scende nel particolare però la cosa diventa più facile. In questo articolo infatti si cercherà di vedere come la … Leggi tutto

Sindromi occidentali che non avrebbero senso in altri mondi e il relativismo culturale

Quanto incide la cultura di appartenenza nella psicologia? E’ sempre giusto analizzare un disturbo con i criteri del mondo occidentale? Il relativismo risponde a queste domande

Partendo dalla definizione di relativismo, storico e culturale, in questo articolo verrà analizzato come alcune condizioni hanno bisogno di un determinato contesto per essere comprese. Dall’anoressia alla meditazione buddista, dall’Amok alla Zar, il mondo è così culturalmente diversificato da richiedere infinite chiavi di lettura per essere compreso.

Relativismo: la psicologia dell’oggi e del dove

Il relativismo è una posizione filosofica. Si riferisce al fatto che ciò che è considerato normale o patologico differisce in base alla cultura e al tempo storico di appartenenza. Il relativismo storico fa riferimento ai cambiamenti nel tempo di alcune concezioni considerate patologiche in un tempo passato. Uno degli esempi più chiari è quello dell’omosessualità, classificata come un disturbo mentale fino al 1973. Il relativismo culturale, invece, si occupa di patologie strettamente legate alla cultura. Sia nel mondo orientale, sia in quello occidentale, possiamo elencare una serie di comportamenti atipici, o sindromi, riscontrate in specifiche parti del mondo. Alcune sindromi sono considerate perfettamente normali in un determinato contesto, ma in un altro sono ritenute patologiche. Tutto questo ci permette di capire il concetto fondamentale del relativismo culturale: ogni cultura ha una valenza in quanto tale, per questo la presenza di una diversità culturale non può essere considerata in termini di giusto o sbagliato, normale o patologico.

 

Relativismo nella cultura di massa

Secondo diversi autori l’anoressia può essere considerata una sindrome culturalmente determinata. L’anoressia, che si riferisce all’ autoprivazione del cibo, è diffusa per la maggior parte in uno specifico gruppo socioculturale: donne giovani, bianche e benestanti appartenenti alla società industrializzata occidentale. Inoltre, Thompson e colleghi hanno sottolineato come gli ideali di bellezza femminile, comunicati attraverso i diversi mass media siano cause dirette dell’anoressia. L’anoressia fa parte dei disturbi alimentari, ma ci sono anche altre classi di disturbi che vanno analizzate in base al contesto di riferimento. I monaci buddisti, ad esempio, presentano diversi criteri diagnostici del disturbo di personalità schizoide, un disturbo in cui il paziente presenta un pattern di distaccamento dalle relazioni sociali e ristretta gamma di espressioni emotive. Ovviamente non ci sogneremo mai di far seguire una psicoterapia a tutti i monaci buddisti del mondo solo per il loro credo religioso. La diagnosi del disturbo schizoide, quindi, risulta inappropriata se posta al di fuori del contesto culturale per cui è stata formulata.   Negli anni Cinquanta una tipica casalinga americana aveva le stesse caratteristiche che oggi vengono considerate sintomi di un disturbo dipendente di personalità. La donna si aspettava che fosse il marito a prendere le decisioni importanti per il nucleo familiare e non era mai in disaccordo con il marito stesso per paura di perdere il suo supporto. Di rappresentazioni del genere ne abbiamo molte nelle serie tv. Infatti, nella sitcom “Lasciatelo a Beaver”, June Cleaver era considerata il simbolo della madre e moglie ideale degli anni Cinquanta, dato che lo show era trasmesso in bianco e nero proprio negli anni dal 1957 al 1963. Ma la stessa donna oggi verrebbe considerata eccessivamente dipendente dal marito.

Sindromi culturali del Mondo Orientale

In letteratura sono descritte molte sindromi che non fanno parte del mondo occidentale. L’Amok, ad esempio, è stata riscontrata in MalaysiaIndonesia Nuova Guinea. Si tratta di un improvviso attacco omicida, dove il soggetto è pervaso da un profondo accesso d’ira, innescato da un affronto o un insulto e colpisce prevalentemente gli uomini. In Korea, invece, c’è la Sin-byung, una sindrome di ansia e disturbi fisici seguiti da uno stato di dissociazione e possessione di spiriti ancestrali. In alcune culture dell’Africa del Nord e del Medio Oriente è stata osservata un’esperienza, definita Zar, dove un individuo crede di essere posseduto da uno spirito che lo porta a gridare, ridere in modo incontrollato e sbattere la testa. Nella cultura occidentale un comportamento simile verrebbe considerato anormale, invece la Zar, nei luoghi dove si origina, non viene considerata patologica.

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