Decreto Salvini: le critiche dell’opposizione spiegate da Foucault

Nella giornata odierna è stato approvato il “Decreto Salvini” che toccherà i temi di sicurezza e immigrazione. Il testo arriverà nei prossimi giorni alla Presidenza della Repubblica, a cui spetterà l’ultima firma. Le opposizioni si sono mobilitate designando il decreto come “atto di propaganda politica”. La riflessione politica di Foucault ci aiuta a comprendere la legittimità di queste critiche nel contesto politico odierno.

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Matteo Salvini insieme al premier Giuseppe Conte (fonte: ansa.it)

Il decreto sicurezza e immigrazione

Dopo diversi mesi d’attesa è arrivato in discussione al Consiglio dei Ministri il “Decreto Salvini” che raccoglie 42 articoli che toccano i due temi più cari al Ministro degli Interni: la sicurezza e l’immigrazione. Salvini ha affermato tramite un post su Facebook che il decreto è stato approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri, smentendo le voci diffuse negli ultimi giorni riguardo presunti attriti tra Lega e M5S sullo stesso decreto. Il decreto dovrà ora passare dall’esame del Colle e sarà in vigore solo dopo la firma di Mattarella. Il premier Conte ha già chiarito in conferenza stampa che il decreto è stato frutto di una intermediazione con il Colle, sottolineando una particolare attenzione alla tutela dei diritti fondamentali delle persone e delle convenzioni internazionali.

Il decreto legge tratta numerosi temi che vanno dalla sicurezza pubblica alla riforma del diritto d’asilo, per toccare la lotta alla criminalità organizzata e l’amministrazione e gestione dei beni confiscati alla mafia. Tra i punti più discussi troviamo l’abolizione della protezione umanitaria e il ridimensionamento del sistema SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) a cui avranno accesso solo i titolari di protezione internazionale o i minori non accompagnati.

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Centro di accoglienza SPRAR a Tuturano

Le critiche dell’opposizione

Una volta giunta la notizia dell’approvazione del decreto-legge, non hanno tardato ad arrivare le critiche dell’opposizione parlamentare e di altri enti discordi con la Lega sul tema immigrazione. Il segretario del Partito Democratico Maurizio Martina attacca il decreto sostenendo checol decreto Salvini ci saranno più insicurezza e più clandestinità“. “Sappiamo bene, quanto la sicurezza sia un tema reale -continua Fiano (PD)- ma sappiamo anche distinguere la propaganda dalle soluzioni“. La stessa accusa mossa da Fiano emerge anche dalle parole di Monica Cirinnà, parlamentare del Partito Democratico conosciuta per la legge sulle unioni civili, secondo cui “sembra proprio che il ministro dell’Interno più che affrontare le questioni in modo serio voglia proseguire la campagna elettorale creando nuove paure e nuovi problemi“.

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Maurizio Martina e Monica Cirinnà durante una manifestazione per i diritti LGBT (fonte: LaPresse.it)

Bisogna difendere la società. Le critiche al decreto spiegate da Michel Foucault

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Il famoso paradigma di Von Clausewitz, famoso generale e teorico di guerra prussiano, recitava che “la guerra è la continuazione della politica”. Michel Foucault capovolge questo paradigma sostenendo che è la politica ad essere perpetuazione della guerra nelle lezioni tenute al Collège de France nel 1976, tradotte e pubblicate in Italia da Feltrinelli col titolo “Bisogna difendere la società”. In queste pagine dalla spaventosa attualità Foucault ci spiega le dinamiche filosofiche nascoste dietro il meccanismo del razzismo, che non è da intendere in termini biologici ma come la creazione di un discorso che designi un nemico che si trovi al di fuori dei confini della normalità, i cui criteri sono stabiliti dal discorso stesso. Foucault sostiene che il potere politico per legittimarsi necessita della guerra contro un nemico comune ad ogni cittadino. Basta pensare alla guerra tra nazioni per comprendere quanto un nemico comune rafforzi il sentimento di comunità nazionale e legittimi il potere in difesa del quale ogni cittadino è disposto a dare la vita. Quando la guerra con l’esterno non è più possibile il nemico viene designato all’interno della comunità nazionale e non è più la guerra ma il razzismo (che può essere considerato come continuazione della guerra) a legittimare e centralizzare il potere politico.

Il percorso politico della Lega ha da sempre visto il partito designare un antagonista contro cui rivendicare i diritti dell’elettorato che si apprestavano a rappresentare. Prima che Salvini diventasse segretario (2013) la Lega Nord designava come “nemico” il meridione. La grande operazione politica compiuta da Salvini è stata quella di recuperare gran parte dell’elettorato di destra del sud d’Italia ridisegnando il discorso politico della Lega, eliminando Nord dal nome e sfruttando la crisi migratoria per designare un nuovo “estraneo”, il migrante.

Le critiche dell’opposizione al “Decreto Salvini” possono in apparenza apparire vuote di significato, ma lette dalle parole di Foucault ci possono porre di fronte ad una domanda di fondamentale importanza: questo decreto si muove realmente verso la risoluzione di problemi reali oppure si tratta di una operazione politica volta a rafforzare una determinata narrazione? Questa domanda è di fondamentale importanza, e leggere pensatori come Foucault ci aiuta a formularla per ampliare il nostro sguardo critico sulla realtà. Ma per non perdere di vista la criticità quando ci approcciamo alla politica è bene non rispondere, perchè la risposta si trova sicuramente tra i due estremi.

Edoardo Dal Borgo

 

 

 

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