Il Superuovo

Perdonare: siamo empaticamente predisposti a farlo?

Perdonare: siamo empaticamente predisposti a farlo?

 

“… il perdono è il sale dell’amarezza trasformato nel sale della saggezza …”

Carl Gustav Jung

Fonte: Google images

Il perdono è un evento complesso ed impegnativo in quanto presuppone uno stato di coscienza molto evoluto; spesso si confonde il perdono con la decisione di “passarci sopra” essa è solo una condizione scaturente da un presunto tornaconto, più o meno cosciente, o dal prezioso buonsenso.

In realtà il vero perdono accade quando non c’è percezione dell’offesa, ma solo automatica percezione dell’incapacità, dei limiti e della sprovvedutezza dell’altro.

Ogni essere umano si comporta a seconda delle proprie risorse affettive e cognitive.

Un recente studio sperimentale condotto da un gruppo di ricerca della Yale University, dell’Università di Oxford e dello University College di Londra, ha messo le basi sulla possibile predisposizione psicologica al perdono.

Gli autori dell’esperimento hanno chiesto a 1500 volontari di osservare un video in cui due personaggi erano  sottoposti a tale quesito: infliggere o meno una scossa elettrica a un’altra persona in cambio di una somma di denaro. I due personaggi si comportavano in modo discordante: il personaggio  “buono” nella maggior parte dei casi rifiutava il compenso, mentre il “cattivo” tendeva a infliggere la scossa per guadagnare la somma di denaro. Infine veniva chiesto, ai volontari, quali impressioni avessero avuto sul carattere morale dei due personaggi, e quanto fossero sicuri di queste impressioni.

In seguito alla risposte ottenute dai 1500 volontari emerse che essi formavano rapidamente impressioni positive e stabili per il personaggio personaggio “buono” , ed erano tendenzialmente sicuri delle proprie prime impressioni, mentre invece non erano sicuri che il personaggio cattivo fosse davvero cattivo, ed risultavano ben disposti a rivalutarlo se occasionalmente si comportava bene. Secondo i ricercatori questo cambiamento delle proprie impressioni non è casuale ma ci permette di capire la modalità di giudizio morale.

Nelle nostre vite “perdonare” è indispensabile, poichè senza il perdono saremmo costretti a chiudere in modo prematuro diverse relazioni sociali e perderne cosi tutti i benefici che da essa scaturirebbero. Il nostro cervello quindi permette il perdono, come afferma la ricercatrice Molly Crockett, del team universitario. Il beneficio del dubbio è un prodotto della nostra mente che è orientata al mantenimento dei rapporti relazionali con individui della nostra specie.

Fonte: Google images

Il perdono può essere comparato all’empatia?

L’empatia è la capacità di comprendere il mondo interiore di una persona, per intuirne sentimenti e pensieri, aldilà di ciò che l’altro esprime verbalmente.

La comprensione empatica cerca di cogliere quegli indizi su come la persona abbia vissuto un’esperienza. Dei ricercatori dell’ Università dei Paesi Baschi svolsero uno studio per capire la relazione tra empatia e perdono. La ricerca ha interessato 140 persone tra i 45 e i 60 di età e i loro figli per valutarne la capacità di perdonare. Uomini e donne sembrano percorrere strade diverse per arrivare al perdono. Le donne sono più pretenziose, mentre per gli uomini è fondamentale che il rancore sia stato totalmente eliminato per poter parlare di perdono. Qui entra in gioco l’empatia.

Il rancore viene smaltito più velocemente grazie ad una maggiore comprensione empatica femminile che permette di aprirsi a una diversa prospettiva grazie a questo avvicinamento. Gli uomini,invece, restano ancorati alla loro prospettiva e si aspettano quindi un risarcimento del danno subito.

Jacopo Schintu

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