Il Superuovo

L’intraprendenza di Gucci e Tencent ci insegna a non aver paura di sbagliare

La nuova collaborazione tra Gucci e Tencent ci può aiutare a capire come essere intraprendenti ed a imparare a sbagliare. Da qualsiasi cosa si può considerare l’aspetto positivo, basta saperlo accogliere e mantenere. Proprio per questo è interessante capire come la collaborazione di due multinazionali ci possa dare consigli non solo dal punto di vista … Leggi tutto

L’ospedale del futuro cambia faccia: le cure 4.0 “a domicilio” tra realtà e fantascienza

Tutto e niente Gli anni di malasanità che viviamo oggi potrebbero (ce lo auguriamo) prima o poi finire. Come? Riducendo i posti letto nelle strutture sanitarie ed eliminando le sale d’attesa, facendo posto al nuovo ospedale 4.0, in cui le barriere architettoniche del sovrappopolamento possono essere abbattute, e gli infiniti tempi burocratici (anche solo per … Leggi tutto

Impiantata la prima mano robotica permanente, Svezia e Italia raggiungono il traguardo nel 2019

Un po’ tutti probabilmente hanno presente la scena di Harry Potter e il Calice di Fuoco in cui Lord Voldemort, appena risorto, nella sua veste nera e svolazzante, dona la mano d’argento a Codaliscia, così ripagato dei suoi servigi, fondamentali per riportare in vita l’Oscuro Signore. Lucente ed estremamente potente, la protesi dona al pavido Mangiamorte una forza sovrumana, ma per la sua natura magica non lo rende un cyborg. Non si può dire lo stesso dell’innovativo arto robotico permanente impiantato in una donna di 45 anni che, grazie ad esso, sta superando la disabilità.

 

Voldemort ha affari più urgenti rispetto a donare una mano nuova al vile Peter Minus: qui lo fa aspettare mentre gli tocca il Marchio Nero per chiamare i Mangimorte a raccolta.

 

Italia e Svezia: binomio vincente dell’ingegneria biomedica.

Il progetto europeo Detop è nato nel 2016 con lo scopo di raggiungere nuove frontiere nell’ambito delle protesi di arto superiore. Finanziato dalla Commissione europea nel programma Horizon 2020, è riuscito a costruire una mano robotica la quale potrà donare alla beneficiaria un valido sostituto del suo arto mancante. Grazie all’innovativa interfaccia uomo-macchina, la donna non solo potrà tornare a comandare con la volontà la protesi integrata nel suo avambraccio, ma percepirà addirittura qualcosa di simile al tatto. E’ stata l’eccellente collaborazione della ricerca italiana e svedese a permettere simili risultati.  Da parte della Svezia, lo sviluppo dell’impianto ad opera del gruppo coordinato da Max Ortiz Catalan, dell’azienda Integrum, in collaborazione con la Chalmers University of Technology. Dall’altra, la costruzione della protesi ad opera dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dall’azienda Prensilia, spin-off dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna.

La prima protesi permanente e robotica di mano impiantata replica movimenti molto fini. Qui mostra la sua sensibilità mentre esegue il gesto quotidiano di allacciarsi le stringhe.

L’intervento e i suoi attori.

A Gothenburg, nello Sahlgrenska University Hospital, la maestria dei chirurghi Richard Br†nemark e Paolo Sassu, nostro connazionale, ha impiantato nel radio e nell’ulna della paziente delle strutture in titanioponte tra le ossa e la mano robot. 16 elettrodi inseriti nei muscoli residui dell’avambraccio permettono poi il ristabilirsi di un collegamento diretto tra la protesi e il sistema nervoso, responsabile, come dicevamo, della possibilità di eseguire movimenti volontari. Dopo la riabilitazione con cui la donna irrobustirà i muscoli dell’avambraccio, indeboliti dall’amputazione subita nel 2002, la paziente potrà tornare a condurre una vita autonoma a casa sua. Si preparano altri due interventi, già previsti dal progetto, di cui uno verrà eseguito in territorio nazionale e l’altro sempre in Svezia. E’ in corso la ricerca di volontari adatti ad ampliare la casistica qui considerata.

Superare la disabilità parte dai più piccoli gesti e fa prendere al caffè un gusto migliore!

 

Ci auguriamo che altri interventi del genere possano andare a buon fine in modo da permettere a chiunque abbia subito un’amputazione di dire addio alla propria disabilità.

Camilla Viola

Silk Leaf Project: la foglia artificiale che produce ossigeno

È l’ultima idea di Julian Melchiorri, neo laureato al Royal College of Art, che ha realizzato una vera e propria foglia artificiale. “Ho estratto i cloroplasti dalle cellule vegetali e li ho inseriti in questa proteina della seta” ha spiegato Melchiorri alla rivista dedicata all’architettura e al design Dezeen “Come risultato ho il primo materiale … Leggi tutto

“Musica Automata”, l’esordio della più grande orchestra robot del mondo

Costituita da strumenti acustici, è guidata da un’interfaccia MIDI che permette di controllare la riproduzione del suono di ognuno tramite un computer.   Un’esperienza multisensoriale Il musicista, compositore e produttore italiano Leonardo Barbadoro, probabilmente conosciuto ai più con il nome di Koolmorf Widesen, ha deciso di rivoluzionare il mondo della musica d’orchestra, affidando l’esecuzione di … Leggi tutto