L’intraprendenza di Gucci e Tencent ci insegna a non aver paura di sbagliare

La nuova collaborazione tra Gucci e Tencent ci può aiutare a capire come essere intraprendenti ed a imparare a sbagliare.

Da qualsiasi cosa si può considerare l’aspetto positivo, basta saperlo accogliere e mantenere. Proprio per questo è interessante capire come la collaborazione di due multinazionali ci possa dare consigli non solo dal punto di vista lavorativo, ma soprattutto dal punto di vista personale.

Gucci e Tencent per portare creatività e innovazione nelle tecnologie digitali

Prima di parlare del contenuto innovativo che queste due grandi aziende hanno portato, risulta necessario capire cosa propongono le due aziende separatamente. Gucci è una casa di moda italiana attiva nei settori dell’alta moda e degli articoli di lusso che fa parte della Gucci Group, divisione della società francese Kering con sede anche a Pechino. Nel 2016 Gucci ha fatturato 7,6 miliardi di euro nel mondo diventando il secondo marchio di moda più venduto dopo Louis Vuitton. È tutt’oggi uno dei marchi di moda più famosi e rinomati a livello internazionale, con circa 300 negozi ufficiali aperti in tutto il mondo. D’alto canto Tencent Holdings Limited è una società per azioni d’investimento, le cui filiali forniscono servizi per intrattenimento, i mass media, internet e i telefoni cellulari in Cina. Tra i suoi servizi Tencent include anche reti sociali via web, portali web, servizi di commercio elettronico e giochi multigiocatore su internet.

Queste due multinazionali dunque hanno deciso di annunciare una joint business partnership per stimolare l’innovazione e la leadership nello sviluppo di strategie digitali in aree diverse che includono Internet of Things, Intelligenza Artificiale, Data Science, Smart Retail, Content Generation e Digital Thought Leadership.

Queste le parole di Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci: «Il panorama digitale sta diventando sempre più complesso, con tecnologie esistenti ed emergenti che offrono opportunità significative per un coinvolgimento più profondo e personalizzato con la nostra brand community. Questa joint business partnership è stata ideata per creare condizioni che ci permettano di sfruttare al meglio questo potenziale insieme».

Gucci e Tencent, così lontani e così vicini…

Spesso ci dimentichiamo che dietro anche alle aziende ci sono delle persone. Persone che lavorano sodo tutti i giorni, magari, portare qualcosa di nuovo, per rivoluzionare qualche settore. Ma vedendole così lontane da noi, si riporta tutto ciò che le aziende propongono non a coloro che gestiscono, bensì all’azienda stessa, considerata come ente astratto. Certamente, questa identificazione nei confronti dell’azienda è necessaria per lo sviluppo del brand, d’altro canto, però, nel momento in cui si voglia prendere spunto a livello intrapersonale bisogna fare le giuste separazioni.

Ciò che mi piacerebbe analizzare, o comunque osservare, è veramente l’intraprendenza che i gestori di queste aziende hanno. Spesso si pensa “eh, ma loro possono anche spenderli i miliardi, tanto li hanno”. Ed è così che si perde tutta la complessità di quello che accade. Poniamo per ipotesi che entrambe le aziende abbiano un ammontare di 10 miliardi e ne stiano investendo 5. Senza troppi calcoli si denota come apparentemente ci sia un rischio notevole. Consideriamo ora le nostre vite, quanti di noi investono anche solo 50€ al mese? Eppure sono meno di due caffè al giorno…

Il fatto è che non dipende dalla disponibilità economica di ognuno, quante persone sono partite con due spicci da parte ed hanno costruito un impero?! E’ la mentalità che cambia. La voglia di investire, prima che in dei servizi o prodotti, in se stessi. La voglia di cambiare qualcosa. La voglia di rischiare…

La nostra paura di rischiare

Diciamo la verità, grazie alla tecnologia il mondo sta cambiando molto in fretta. Il contesto lavorativo, i rapporti interpersonali e intrapersonali Qualsiasi componente della realtà è soggetta a cambiamento. E’ una continua lotta a chi va più veloce, a chi investe di più, a chi porta innovatività. L’estrema competitività, la voglia di essere sempre primi è sicuramente l’aspetto negativo di questo cambiamento. E’ infatti presente il rischio di dimenticarsi di se stessi, assecondando unicamente l’andamento generale, alla ricerca di qualcosa che non ci appartiene.

Sull’altra sponda, però, ci sono altrettanti aspetti positivi ai quali tengo molto. Ci è sempre stato detto “la tecnologia è un grande strumento, ma se la utilizziamo male può essere la nostra più grande condanna”, spesso riferendosi ai telefoni. Volgiamo lo sguardo per un secondo al di la dei telefoni e generalizziamo questo discorso su tutta la realtà. Nel rapporto interpersonale è un grande strumento? Assolutamente sì, si possono mantenere rapporti a distanza e conseguentemente ci conferisce la responsabilità di gestire questi rapporti al meglio. Considerando l’aspetto intrapersonale? Certamente, il fatto di stare connessi con il mondo ci fa evolvere continuamente, ci costringe a svilupparci al meglio per poter far fronte al cambiamento. Questa considerazione potrebbe spaventare molte persone, magari preferireste rimanere nel vostro angoletto a fare le vostre cose senza essere disturbate. Magari vorreste il vostro lavoro stabile, esclusi da tutte le difficoltà, nella vostra monotonia, nella vostra sicurezza.

La domanda è: perché? Perché non si vuole accettare il cambiamento? Perché si vuole rimanere vincolati? Perché ci si vuole nascondere?

Per paura, la paura di fallire, la paura di investire su di sé. Ecco la più grande risorsa che la tecnologia ci sta dando. Ci sta restituendo la possibilità di cambiare, di evolverci a 360°, di investire sulla nostra persona. E nel contesto lavorativo invece? Come posso essere sicuro se tutto è in continuo mutamento? L’insicurezza nasce nel momento in cui si vuole fare sempre a gara con gli altri, nel momento in cui ci si dimentica di ciò che siamo noi come esseri umani dotati di valore individuale. La nuova frontiera è la personalizzazione. Nel momento in cui il mercato è saturo, in virtù della continua competizione, il valore individuale è la risorsa più grande che si ricerca. E qui ci ricongiungiamo all’aspetto positivo di cui prima parlavo.

In qualsiasi contesto, la tecnologia può essere considerata come strumento ed opportunità in virtù del fatto che ci dona la possibilità di esprimere la nostra personalità al 100% grazie alla quale si può costruire il proprio lavoro totalmente personalizzato. La sfida dei giovani dunque è quella di smetterla di pensare in maniera limitata, è necessario, in primis, capirsi per poi sviluppare qualcosa di proprio. Dunque, rischiare, sbagliare, osare nuovamente, sbagliare nuovamente… è tutta crescita personale che ci permette di uscire fuori dal nostro guscio. Impariamo a sbagliare, non a fare le cose corrette, perché solo sbagliando ci mettiamo in gioco. Indirizzandosi sempre e solo verso le cose giuste da fare c’è il rischio di cadere nel conformismo.

Ecco, forse è sbagliare la più grande risorsa che la tecnologia ci restituisce…

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