Perché l’omosessualità non è una moda: ce lo insegna l’antica Grecia di Socrate

Nella storia dell’umanità Socrate ha rivestito un ruolo fondamentale, e il suo orientamento sessuale non era etero. Come lui grandi filosofi, geni e figure storiche quali Alessandro Magno, Leonardo Da Vinci, Donatello, Federico García Lorca, ecc., tutti hanno qualcosa in comune: una mente grandiosa e relazioni d’amore con persone dello stesso sesso.

Statua di Socrate

Tracce di omosessualità nell’antica Grecia

Nell’antica Grecia, l’orientamento sessuale non era un identificatore sociale, come è stato successivamente concepito nelle società occidentali del secolo scorso. La civiltà greca non distingueva il desiderio o il comportamento sessuale dal sesso biologico, piuttosto valutava quanto quel desiderio o comportamento si adattasse alle norme collettive. Secondo diverse fonti, le relazioni tra uomini includevano normalmente un adulto e un giovane: l’uomo più anziano avrebbe assunto il ruolo attivo. Rapporti di questo tipo, che prendevano il nome di pederastìa (dal greco παιδεραστία, formato da παῖς παιδός «fanciullo» ed il tema di ἐράω «amare»), sono anche descritti come “affettuosi” e “amorevoli”, centrali nella tradizione ellenica. Semplicemente nel mondo antico non esisteva il concetto di omosessualità. La moralità del tempo non esigeva palesare se la persona sarebbe stata attiva o passiva. Era una pratica educativa della società greca la pedofilia, forma di ammaestramento del cittadino in molti aspetti. Pertanto, al di là del dominio sessuale, questa prassi si estendeva alla conoscenza accademica, militare o politica. L’adulto era chiamato “erastés” (amante), e il giovane “erómenos” (amato). Era una relazione di autorità ed è per questo che la pratica sessuale era spesso un simbolo di dominio per ricchi e potenti, mentre di sottomissione per i deboli o/e poveri. Va precisato che esistevano anche relazioni omosessuali tra donne. Tuttavia, gli autori che hanno studiato l’omosessualità nell’antichità riconoscono che non ci sono quasi prove, sebbene la logica faccia pensare che in civiltà in cui le donne vivevano circondate da altre donne, non fossero estranee le relazioni lesbiche.

La rilevanza di Socrate

Socrate fu un genio e filosofo nato ad Atene, in Grecia. I suoi insegnamenti agli allievi Platone ed Anassagora riflettono l’amore che esisteva nel 407 a.C., tra giovani e adulti. L’evidenza dell’omosessualità di Socrate si basa sulle prove storiche dei dialoghi che avrebbe tenuto con il suo discepolo Platone. Socrate concepiva l’erotismo come l’attrazione fra un giovane e un uomo più anziano. L’amore tra gli insegnanti e i loro alunni superava l’aspetto fisico, poiché rappresentava una metafora della connessione tra filosofia e poesia. Il concetto di amore platonico nasce tramite lo sforzo di Platone di difendere Socrate, affermando che “la bellezza del giovane ci invita alla considerazione dell’universale”. Un aspetto che coglie di sorpresa è il fatto che Socrate temeva la bellezza masculina, poiché a sua detta una tentazione. Pertanto, egli non rifiuta gli amori maschili, bensì respinge gli amori puramente carnali. Per questo motivo, Socrate resiste al bellissimo Alcibiade, che aspirava a diventare il suo eromenos. Anche se Socrate fu condannato a morte nel 399 a.C., accusato di corruzione dei giovani ed eresia religiosa, al suo processo negò tutte le accuse contro di lui. Sosteneva che piuttosto sarebbe dovuto essere  onorato come un benefattore pubblico, per il ruolo d’insegnante che aveva svolto. Nonostante l’ingiustizia della sua accusa, Socrate decise di non fuggire dalla punizione dettata dalla legge, accettando di assumere la cicuta, veleno, per fornire un’ultima lezione morale ad Atene. È lecito notare che di tutte le opere greche il cui tema principale era l’amore tra persone dello stesso sesso, nessuna è sopravvissuta.

Morte di Socrate, dipinto di Jacques Louis David

L’antitesi delle cosiddette “leggi naturali”

Si potrebbe facilmente replicare che due persone dello stesso sesso coinvolte nell’unione carnale non implicano necessariamente alcun tipo di “utilizzo” dell’altro come mero mezzo per il proprio personale piacere. Pertanto, i teorici della legge naturale rispondono che l’unione sessuale, nel contesto della realizzazione del matrimonio in quanto bene umano, è l’unica espressione ammissibile della sessualità. Tuttavia, questo argomento richiede la specificazione di come e perché il matrimonio sia una risorsa importante in un mondo talmente peculiare da inserire la procreazione nel cuore del matrimonio, ergendola come sua “completezza naturale”. I fautori della legge naturale, volendo basare la loro obiezione contro il sesso omosessuale, enfatizzano la procreazione. Se, per esempio, collocassero l’amore ed il sostegno reciproco al centro del matrimonio, magari molte coppie dello stesso sesso avrebbero soddisfatto questo requisito. E così, i loro atti sessuali sarebbero moralmente giusti. Vi sono tuttavia diverse obiezioni che vengono presentate a sfavore di questa tesi, sostenendo il matrimonio un bene umano centrale. Una è che collocando la procreazione come “completezza naturale” del matrimonio, i matrimoni sterili verrebbero denigrati. Il sesso in un matrimonio tra sessi opposti in cui i membri sono a conoscenza della sterilità di uno o entrambi, non avviene al fine della procreazione. Perché, dunque, il sesso omosessuale nello stesso contesto sarebbe sbagliato? La risposta della legge naturale è che mentre la relazione vaginale è un un atto sessuale potenzialmente procreativo, considerato di per sé (sebbene sia ammessa la possibilità che possa essere impossibile per una particolare coppia), gli atti sessuali orali e anali non sono mai potenzialmente procreativi, siano essi omosessuali o eterosessuali. I teorici della legge naturale, nei loro dibattiti su questi temi, sembrano oscillare tra due posizioni. C’è chi vuole difendere un ideale di matrimonio come unione amorosa in cui due persone si impegnano per la loro reciproca fioritura e in cui il sesso è un complemento di quell’ideale, ma questo apre la possibilità al sesso gay, o di sodomia eterosessuale, e chi vuole opporsi ad entrambi. Quindi tendono a difendere una spiegazione della sessualità che sembra essere rozzamente riduzionista, in cui la procreazione viene enfatizzata al punto che diventa letteralmente impossibile consentire un orgasmo maschile ovunque tranne che nella vagina della propria amorevole sposa. E poi, quando sono accusati di essere riduzionisti, tornano all’ideale del matrimonio di concezione più ampia. Al giorno d’oggi, la teoria della legge naturale ha fatto significative concessioni al pensiero liberale accettato dalla maggioranza.

Carla Stincone

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