Musica: la via di salvezza per Santi e Galeotti, tra “The Blues Brother” e Schopenhauer

Arthur Schopenhauer ci dimostra come la vita sia un pendolo tra desiderio e dolore. Ma c’è una soluzione: la musica. L’arte è infatti capace di trasmettere le cose per quello che sono, senza alcun riferimento al mondo concreto. Quella musicale in special modo poiché il suo linguaggio è universale.

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Ma non solo, nella nostra realtà la musica può essere la soluzione anche dei momenti tristi o cosiddetti “blue” e il Film dei Blues Brother ne è un chiaro esempio. I due fratelli Blues esprimono inoltre ciò che per Schopenhauer era il genio artistico.

I Blues Brother

Il film comincia in un carcere, dal quale è appena stato rilasciato Jake e affidato alla custodia di suo fratello Elwood.  Jake si trova in regime di semi-libertà, dopo essere finito in carcere a causa di una rapina. I due a bordo della nuova Blues mobile raggiungono l’orfanotrofio cattolico dove sono cresciuti, qui vengono a sapere che questo dovrà chiudere a seguito di debiti finanziari, a meno che vengano pagati i cinquemila dollari per la proprietà dell’edificio. I due subito sembrano non trovare la difficoltà nel raccogliere quella somma, ma vengono interrotti dalla madre superiora, colei che gestisce l’orfanotrofio (da loro chiamata scherzosamente e affettuosamente “pinguina”) che non accetterà soldi sporchi.

I fratelli vedranno una svolta quando, recandosi nella chiesa battista di triple Rock, Jack riceverà un’illuminazione: riunire i vecchi compagni del gruppo per suonare ancora insieme, e saldare il debito dell’orfanotrofio con i proventi delle esibizioni. Le vicende si risolvono con la riuscita da parte dei fratelli nella raccolta dei soldi, e la loro incarcerazione (dovuta a seguito di diversi reati).

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Arthur Schopenauer e l’eterno dolore

Secondo Schopenhauer la vita è fatta di privazioni. Infatti, ciò che ci spinge a voler o non voler fare qualcosa è espressione delle nostre mancanze e la volontà di colmarle. I bisogni rimandano a sempre nuovi bisogni in una catena infinita la cui chiave è la perenne insoddisfazione. Ogni “volontà di” non è altro che il desiderio di desiderare senza un fine che possa davvero arrestare la mancanza. La volontà quindi, in qualche modo, vuole se stessa.

Emerge quindi nella visione di Schopenhauer come la vita sia un incessante desiderare, un continuo dolore quindi come essa perda quasi il senso di essere vissuta. Il filosofo tuttavia elabora dei modi per poter continuare a vivere, alienando questo dolore. Uno di questi è l’arte, capace di farci vedere la realtà per ciò che è, squarciare il velo di maya, come lo definiva Schopenhauer. Tra le arti alla musica è riservato un grado superiore, poiché essa parla la lingua universale: essa infatti è in grado di esprimere il valore del sublime.

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Il Blues e Arthur Schopenhauer

Uno dei generi che più esprime questo concetto è il blues. Tanto che la stessa parola Blues è usata per indicare uno stato di tristezza, malinconia che grazie alla musica può essere espresso e quindi svolgere un’azione catartica sull’animo. Nel film i Blues Brother questo viene ben esemplificato. Lo stile di vita dei due fratelli Blues infatti esprime l’idea dell’artista, quella coscienza “divinamente folle”, una persona guidata dalla sensazione più che dal ragionamento, ed è grazie a questa forza comunicatrice della musica che i due trovano il senso della vita nel Blues. Inoltre, sarà proprio la musica che gli permetterà di trovare il denaro sufficiente per aiutare l’orfanotrofio dove sono cresciuti.

 

                                                                                                                                                                  Daniele Giraldo

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