Oktoberfest: record di birra, salsicce e, sfortunatamente, inquinamento per l’atmosfera terrestre.

L’Oktoberfest è ormai una degli eventi più conosciuti al mondo e vanta milioni di partecipanti. Sfortunatamente però inquina troppo.

Sono oltre 7 milioni le persone che annualmente partecipano all’Oktoberfest consumando quasi 7 milioni di litri di birra e 300 mila salsicce. Numeri impressionanti, soprattutto quelli inerenti al metano prodotto, che superano quelli della città di Boston (USA).

L’Oktoberfest

Conosciuto ormai da molti l’Oktoberfest è la festa della birra più grande al mondo, e viene annualmente celebrata a Monaco, in Germania. Non va però confuso con l’Oktoberfest di Hannover, il quale è infatti la seconda festa della birra più grande al mondo. Solo a Monaco i partecipanti raggiungono i 7 milioni, e la quantità di cibo e bevande consumate sono da capogiro, con 7 milioni di litri di birra bevuti e 300 mila salsicce mangiate (Dati completi: https://www.oktoberfest.net/numeri-oktoberfest/). È quindi facilmente intuibile il cospicuo giro d’affari che questo festival porta alla città di Monaco, stimato sul mezzo miliardo di euro nel 2014, e in costante aumento grazie alla popolarità sempre maggiore. Questo consente alla città di Monaco di sostenere ogni anno i costi del festival, garantendo qualità e divertimento, a discapito però dell’ecosostenibilità. Questo è il risultato di uno studio del politecnico di Monaco in seguito ad un’indagine relativa all’emissione di metano durante il festival.

Peggio di Boston

Lo studio del politecnico di Monaco, condotto dal team del professor Jia Chen, ha analizzato, per mezzo di una batteria di sensori mobili, l’aria dentro l’area dove si svolge l’Oktoberfest ed i suoi dintorni. I risultati mostrano una produzione globale di metano pari a 1500 Kg durante i 16 giorni di festival, ossia una produzione pari a 6.7 microgrammi di metano al metro quadrato per secondo. Come confronto è stata presa la città di Boston, che in 16 giorni disperde nell’ambiente un decimo del metano rispetto all’Oktoberfest. Questi dati diventano preoccupanti quando si studia l’effetto inquinante del metano nell’atmosfera, il quale in fatti è una di quelle sostanze responsabili dell’effetto serra e, di conseguenza, del “global warming”. Le facili battute si sprecano, ma nascondono un fondo di verità, infatti i rutti e le flatulenze emesse durante il festival contribuiscono al 10% del metano totale. Il rimanente 90% è invece causato da un insufficiente controllo dei sistemi di riscaldamento e di cottura che vengono usati durante il festival. Essi infatti vengono alimentati a metano, e non essendo a norma disperdono nell’ambiente molto più metano di quello che dovrebbero. Lo studio suggerisce quindi che l’inquinamento prodotto dall’Oktoberfest andrebbe preso in considerazione (insieme a quello di altri grandi festival di massa) quando si stilano i cataloghi delle emissioni, che tendono a escludere eventi temporanei perché considerati non significativi.

Meccanismo dell’effetto serra

L’effetto serra

L’effetto serra è un fenomeno naturalmente presente nel nostro pianeta sin da quando l’atmosfera esiste. Questo effetto consiste nell’accumulo all’interno della stessa atmosfera di una parte dell’energia termica proveniente dal sole per effetto della presenza in atmosfera di alcuni gas, detti appunto “gas serra”. Tali gas permettono infatti l’entrata della radiazione solare mentre ostacolano l’uscita della radiazione infrarossa riemessa dalla superficie della terra. Ciò porta da una parte ad un aumento della temperatura del corpo celeste coinvolto dal fenomeno e dall’altra parte a escursioni termiche meno intense di quelle che si avrebbero in assenza dell’effetto serra, in quanto il calore assorbito viene ceduto più lentamente verso l’esterno. Alcuni gas serra sono quindi presenti in atmosfera per cause naturali, e non costituiscono quindi un pericolo per l’ambiente fino a quando le loro concentrazioni rimangono entro certi limiti. Negli ultimi 50 anni però sono stati prodotti dall’uomo enormi quantità di gas serra naturali (anidride carbonica e metano) e non (ossido d’azoto e cloro fluoro carburi). L’emissione dell’atmosfera di questi gas ha portato ha due effetti spiacevoli per l’ambiente: il buco dell’ozono e il “global warming”. Negli anni gli effetti hanno portato ad una sensibilizzazione sempre maggiore in materia, con la conseguente creazione di trattati internazionali atti a ridurre l’emissione di tali gas nell’atmosfera. Grazie a questi trattati sono stati quasi eliminati dall’atmosfera i due gas peggiori (ossido d’azoto e cloro fluoro carburi), mentre hanno sensibilmente ridotto la concentrazione di anidride carbonica e metano. Nonostante ciò l’allarme ambientale persiste ancora, e l’intensiva produzione di questi gas necessita ulteriori riduzioni. L’effetto serra ha molteplici effetti, tra i quali:

  • Aumento della temperatura media globale, compromettendo gli equilibri dei vari ecosistemi
  • Scioglimento dei ghiacciai con conseguente innalzamento del livello del mare
  • Aumento del numero di zone soggette a desertificazione
  • Riscaldamento ed acidificazione degli oceani
  • Aumento di episodi climatici estremi
  • Maggiore frequenza delle ondate di calore
  • Danni economici mondiali stimati a 43$ per tonnellata di carbonio emesso (12$ per tonnellata di CO2)
  • Compromissione della qualità della vita nei paesi del sud del mondo, con conseguente emigrazione di massa
  • Diffusione facilitata delle malattie tropicali (ad esempio la malaria)
  • Aumento dei casi di decesso a causa del caldo e diminuzione dei casi di decesso a causa del freddo

Tutti questi effetti sommati potrebbero portare ad una progressiva distruzione della flora e la fauna, con conseguente compromissione delle caratteristiche che rendono la terra abitabile. Alcuni esperti hanno pubblicato studi allarmanti che prevedono una compromissione irrimediabile dell’ecosistema mondiale entro poche decine di anni, mentre altri studi prevedono un margine di tempo più ampio. Nonostante ciò il problema non è affatto trascurabile e le misure intraprese potrebbero non essere sufficienti.

È quindi importante attivarsi collettivamente per ridurre il più possibile le emissioni di gas nell’atmosfera, o le conseguenze potrebbero non essere delle migliori.

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