Dalla cieca gelosia di Otello al suo significato evolutivo durante la gravidanza

Un recente studio ha indagato il significato evolutivo della gelosia nelle donne incinte, confrontando poi questi dati con la gelosia di donne non incinte.

 

Gelosia gravidanza

La gelosia è una caratteristica dell’essere umano ed il termine si utilizza principalmente quando si parla di relazioni di coppia. Si tratta del timore legato alla possibile perdita della persona amata a causa di un/a rivale. Tutti almeno una volta hanno sofferto a causa della gelosia, ovviamente con diversi livelli di intensità. La gelosia infatti si declina in diverse forme: può essere ossessiva (con sentimenti egodistonici ed intrusivi che la persona non riesce a controllare), depressiva (la quale presenta un senso di inadeguatezza rispetto al proprio partner), può essere associata all’ansia da separazione (caratterizzata da un rapporto di continua dipendenza dal proprio partner) o può essere di tipo paranoide (caratterizzata da diffidenza, sospettosità e da comportamenti controllanti). La letteratura abbonda di studi sulla gelosia e tra gli studi più recenti uno si è concentrato sul significato evolutivo della gelosia durante la gravidanza. I dati sono poi stati confrontati con i dati raccolti in un campione di donne non incinte.

 

Lo studio

125 donne hanno deciso di partecipare a tale studio, 66 delle quali erano incinte. A queste ultime è stato chiesto di leggere un copione sul proprio partner che flirtava con un’altra donna e di immaginare la scena. Non tutto veniva lasciato all’immaginazione delle partecipanti perché a ciascuna veniva data una fotografia a colori di una donna. Quest’ultimo passaggio si pasa sulla letteratura esistente, secondo la quale la gelosia è scatenata da rivali che rappresentano una minaccia nell’area maggiormente valorizzata dagli uomini, cioè la giovinezza e l’attrattività fisica.

Durante la fase successiva dello studio, le donne dovevano dichiarare se la loro gelosia era maggiore nel caso in cui il loro partner si fosse innamorato della rivale in questione, ma senza alcun contatto di natura sessuale oppure nel caso in cui ci fosse stato un rapporto sessuale, ma senza alcun coinvolgimento emotivo. I risultati hanno rivelato che il tradimento emotivo, pur senza contatto fisico, era la situazione che scatenava più gelosia sia nelle donne non incinte sia in quelle incinte, ma in modo particolare per queste ultime. La loro gelosia era maggiore perché un coinvolgimento emotivo del proprio partner verso un’altra donna rappresentava una perdita inestimabile in termini di cure, tempo e sostegno, aspetti fondamentali per se stesse e per il futuro bambino.

 

In linea con le aspettative degli autori

Riassumendo, l’attrattività della rivale è stata il fattore scatenante della gelosia sia delle donne incinte sia di quelle non incinte. In quest’ultimo caso però la gelosia variava al variare dell’attrattività della rivale (in parole povere, più la rivale era attraente, più le donne non incinte erano gelose e viceversa), mentre la gelosia delle donne incinte era costante, quindi indipendente dall’attrattività della rivale. Inoltre le donne incinte erano più propense a valutare positivamente l’aspetto delle rivali e questo potrebbe far pensare ad una loro maggiore vulnerabilità alle minacce esterne, vulnerabilità dovuta ad un’alterata percezione di sé e della propria attrattività, tipiche della gravidanza.

Proprio come gli autori avevano ipotizzato, il tipo di tradimento influenzava l’intensità della gelosia. Le donne incinte infatti hanno dichiarato di provare più gelosia quando il tradimento prevedeva un coinvolgimento emotivo, soprattutto quando la rivale era giudicata attraente. Le donne non incinte invece, contrariamente a quanto riportato in letteratura, hanno mostrato livelli di gelosia molto simili sia quando la rivale era giudicata attraente sia quando non lo era.

Tutto questo contribuisce ad ampliare le conoscenze relative al ruolo evolutivo e protettivo della gelosia. I livelli di distress erano maggiori quando le donne percepivano la rivale come una minaccia concreta, cioè quando risultava competitiva nell’area maggiormente valorizzata dalla controparte maschile oppure quando l’interesse del partner nei confronti di un’altra donna si associava ad una perdita importante sotto tutti i punti di vista (questo nella condizione ‘incinta‘).

 

Come gestire la gelosia

Come detto in precedenza, esistono diversi tipi di gelosia e diversi livelli di intensità poiché è una questione soggettiva. Una persona gelosa, al sol pensiero di poter perdere il proprio partner, inizia a provare sentimenti di perdita e di disperazione, percependo il tutto anche come un fallimento personale. Questo contribuisce a costruire il cosiddetto ‘dramma della gelosia‘, caratterizzato proprio dalla possibilità di poter perdere la persona amata. Si tratta di uno scenario fino ad allora mai immaginato dalla persona gelosa ed il fatto di non vedere una soluzione alla possibile perdita del proprio partner, lo spinge nel buio più totale.

 

Gelosia
La gelosia può essere di tipo paranoide, caratterizzata da diffidenza, sospettosità e da comportamenti controllanti.

 

Per non permettere alla propria gelosia di distruggere se stessi ed il proprio rapporto, la prima cosa fondamentale è definire la situazione da un punto di vista che sia il più oggettivo possibile e successivamente ridimensionare le proprie paure sulla base della valutazione precedentemente fatta. Si tratta di operazioni fondamentali per riuscire a controllare e fronteggiare la propria gelosia. Nel caso in cui invece la perdita sia reale, bisogna aiutare la persona che soffre ad immaginare la propria vita senza il partner, cercando di farle capire che la vita continua, va avanti ed è ricca di opportunità che non aspettano altro di essere colte.

 

Il troppo stroppia: quando la gelosia diventa fatale

Nel corso del tempo in tantissimi hanno scritto e trattato il tema della gelosia, intesa come una forza travolgente ed incontrollabile che avvolge ed annebbia la ragione. In questo senso la gelosia non ha mai portato a nulla di buono, ma solo a lacrime e dolore ed è proprio ciò che accade in una celebre opera shakespeariana, Otello. Quest’uomo, un moro al servizio di Venezia, ha conquistato l’amore della bella Desdemona. Il padre di lei però ritiene che la figlia sia stata stregata dalle parole di Otello, ma lei prontamente si dichiara innamorata, quindi il padre non potrà far altro che darla in sposa ad Otello. Non molto tempo dopo il matrimonio il giovane deve partire per Cipro poiché si teme un imminente assalto turco e Desdemona decide di seguire il suo amato sposo. Da qui in poi inizia la vera e propria tragedia.

Iago, un alfiere privato del grado di luogotenente, instilla in Otello in seme della gelosia, portandolo a credere che Desdemona lo tradisca con Cassio, l’uomo che era stato promosso come luogotenente al posto suo. Otello, accecato dalla gelosia, decide di soffocare Desdemona mentre dorme, senza darle la possibilità di chiarire la situazione. L’inganno però ben presto sarà rivelato e a quel punto Otello, riacquistando il lume della ragione e comprendendo di aver ucciso la moglie innocente, decide di togliersi la vita.

 

Martina Morello

 

 

 

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.