William Shakespeare tra drammaturgia e sceneggiatura: le sue tragedie sopravvivono nelle serie televisive

 Alla celebrazione contemporanea dello scrittore inglese cinquecentesco, sembra aver contribuito la nascita delle serie televisive. Nel corso degli anni e delle stagioni, alcune tra le più famose serie americane hanno affinato la capacità di cogliere il ventaglio di emozioni e sensazioni suggerite dai drammi shakespeariani.

Dopo più di quattrocento anni dalla sua morte, William Shakespeare è considerato un drammaturgo fortemente attuale fino al punto in cui le sue opere sono ancora oggi fonte di ispirazione per l’universo dell’arte. Le sue storie sono senza tempo, i suoi personaggi profondi, unici, e i temi da lui trattati sono universali: l’amore, l’invidia, la violenza, la gelosia, l’ambizione e ancora il successo, la sconfitta, i repentini cambi del destino. I giochi di potere e i moti dell’animo, che fanno parte della vita dell’uomo fin dagli arbori, sono le tematiche principali di molte delle serie tv che al giorno d’oggi ci tengono incollati davanti allo schermo e sono le stesse che riempivano i teatri dell’epoca elisabettiana.

Leslie Howard e Norma Shearer in Romeo and Juliet (1936)

I personaggi shakespeariani: tra amori impossibili e drammi di coscienza

Senza dubbio le opere di Shakespeare scavano nell’interiorità e nelle passioni umane dando vita a veri e propri drammi di coscienza. I suoi personaggi sono spesso vittime inconsapevoli dei loro ruoli, della società, del concatenarsi delle circostanze, fortuite o funeste che siano. Troviamo spesso un netto contrasto tra i sentimenti autentici dei protagonisti e ciò che viene richiesto loro dall’ambiente in cui vivono. Una contesa che spesso sfocia in tragedia: a volte per cause esterne, altre per immaturità interiore. Se si pensa ad alcune opere principali, si possono evidenziare tre temi fondamentali del teatro shakespeariano: l’impossibilità di un amore “romantico”, il dissidio tra ruolo sociale e autostima, il conflitto tra individuo e società o tra padri e figli. In Romeo e Giulietta ogni cosa si schiera contro gli amanti: le famiglie, lo Stato, l’indifferenza della natura e i capricci del tempo. Questa è la prima vera tragedia di Shakespeare e, nonostante il suo tragico finale, rimane la più grande e persuasiva celebrazione dell’amore romantico della letteratura occidentale. A trattare il tema dell’amore è anche un’altra grande opera shakespiriana, Otello, la quale si discosta dalla prima in quanto l’impossibilità di un finale felice qui non va ricercata in cause esterne: è la follia omicida di Otello a provocare la morte della sua amata Desdemona, dimostrando così la propria debolezza, l’incapacità di amare. Sicuramente il personaggio più carismatico della produzione shakespeariana è il principe di Danimarca, protagonista dell’Amleto. L’opera racchiude tutto il teatro di Shakespeare: dramma storico, commedia, satira, tragedia, dramma romanzesco. Quando si assiste a una sua rappresentazione o si legge il testo, non ci occorre molto tempo per capire che il principe trascende il dramma.

Giochi di potere in House of Cards e Riccardo III

Riccardo III, re dall’ambizione spietata e dal forte cinismo, è la chiara ispirazione per il protagonista di House of Cards, Frank Underwood: egli, attraverso intrighi, manovre nell’ombra e l’uso spudorato di politici e giornalisti come pedine della sua scacchiera, riuscirà a spianare la strada verso i vertici della Casa Bianca in modo da raggiungere il potere. In comune con il re inglese, Underwood ha la brama di potenza, ad ogni costo e condizione. Entrambi, pur consapevoli della propria malvagità, utilizzano carisma e fascino per portare chi li osserva dalla propria parte: spesso si rivolgono direttamente al pubblico, attraverso brillanti monologhi. Non solo, questo loro modo di approcciarsi porta i due anti-eroi a suggestionare i personaggi che gli ruotano intorno, tanto da poterli monipolare. Attori, leader, affabulatori, ambasciatori della menzogna venduta come verità, manipolatori talmente capaci da far sembrare altruistiche anche le più egoistiche macchinazioni e da volgere a proprio vantaggio persino le circostanze più sfavorevoli, Frank e Riccardo parlano, comunicano, sentenziano. E la loro parola si fa immediatamente azione.

Kevin Spacey in House of Cards

Il destino di una profezia tra Breaking bad e Macbeth

Sia Macbeth che Walter White, il protagonista della serie tv Breaking Bad, ricevono una profezia riguardante il proprio destino: a Macbeth le streghe predicono che diventerà re, a Walter il medico diagnostica un tumore. Questi annunci innescano delle azioni che conducono entrambi verso il male e l’immoralità. Una volta che Macbeth nell’atto V scopre l’identità di quel “nessun uomo nato da donna” che secondo la profezia potrebbe ucciderlo e succedergli al trono, non fa marcia indietro né interrompe la sua lotta per il potere. Allo stesso modo Walter, quando nella seconda stagione viene a conoscenza che il suo tumore si è ridotto dell’80%, continua ad andare avanti nella produzione di metanfetamine. I due personaggi sono, inoltre, accomunati da un forte senso di invincibilità. Macbeth, sulla base di quanto predetto dalle streghe, ovvero che “nessun uomo nato da donna” può fargli del male, agisce come se non potesse mai essere assassinato. Walter White produce metanfetamina pura al 99% e nessuno del mestiere è in grado di eguagliarlo, poiché non conosce la chimica come lui. Così egli comincia a convincersi di essere intoccabile, poichè i signori della droga uccidendolo, perderebbero metanfetamine di altissima qualità. Non è perciò un caso che la chimica diventi per lui la chiave di lettura dell’intera esistenza.

Brian Cranston in Breaking Bad

Carlotta Napoli

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