“Cattivissimo me” ci spiega perchè il governo sta entrando in crisi

Protagonisti, antagonisti, mentori, fanciulle in pericolo, antiche reliquie: spesso i personaggi delle fiabe e la vita reale tendono a influenzarsi reciprocamente. Ma cosa succede quando i personaggi non sono più chi dicono di essere?

Giuseppe Conte la sera dell’8 luglio.

La crisi di governo pare essere ufficiale, specialmente dopo le parole che il premier Giuseppe Conte ha speso ieri sera. Le informazioni sono ancora poche, e di sicuro non si può stabilire con certezza quale sarà il futuro di uno dei governi più discussi e controversi dai tempi di Berlusconi. Mentre Matteo Salvini si concentra sulla mozione di sfiducia da presentare in parlamento, solo il Presidente Sergio Mattarella potrà avere l’ultima parola circa il da farsi. In ogni caso, ben poco si potrà sapere prima di ferragosto. Nel frattempo, ciò di cui si può parlare con maggior serietà e sicurezza sono i cartoni animati.

Personaggi che cambiano

Andiamo con ordine. Siamo nel 2010, quando “Cattivissimo me” diventa uno dei film d’animazione tra i più apprezzati dalla critica. La trama, molto basilare, non ha nulla di speciale. E di certo i Minion, per quanto fonte di un franchising spropositato, non sono null’altro che semplici “mascotte” di quello che è a tutti gli effetti il protagonista. Non hanno insomma niente di diverso rispetto ai sette nani per Biancaneve, o a Ciuchino sulla saga di Shrek. Allora perchè tanta critica positiva su questo film? Perchè RottenTomatoes lo ha reso tra i film per bambini con più critiche positive presenti sul mercato?

Locandina di “Megamind”. Altro film-esempio di ribaltamento dei personaggi.

La risposta a tutte queste domande ci è fornita da Christopher Vogler, sceneggiatore hollywoodiano nonché docente di scrittura creativa presso la UCLA. Per dare un’idea delle sue specialità e competenze nell’analisi dei personaggi, ha contribuito alla caratterizzazione dei personaggi di “Il Re leone”. Non uno sceneggiatore qualsiasi, insomma. Ebbene, ciò che Vogler analizza nel suo saggio “Il viaggio dell’eroe” è la nozione di “archetipo“. In breve, si tratta di personaggi-chiave presenti e ripetuti in gran parte delle trame cinematografiche. Attenzione però, perchè ciò che Vogler intende dire con ciò non è che gli sceneggiatori hollywoodiani siano a corto di fantasia: vuol dire che esistono figure universali in virtù del fatto che ne abbiamo riscontro nella realtà. Così non c’è da sorprenderci se nella nostra stessa vita abbiamo avuto l’archetipo del “Mentore”, o della “Nemesi” (concreta o astratta che fosse), del “voltafaccia”, della “reliquia”, del “guardiano della soglia”, intesa come ostacolo o porta verso uno sviluppo della nostra trama personale. Tutto pare funzionare a dovere, come d’altronde ha sempre funzionato fin dai tempi del teatro greco. Poi, però, nel nostro secolo qualcosa è cambiato.

Storia del cambiamento

Prima di tutto, va detto come il nostro periodo storico si sia aperto con una delle più grandi catastrofi terroristiche degli ultimi secoli: il crollo delle torri gemelle. Prima ancora, però, vi fu un altro evento ancora più catastrofico: il crollo del muro di Berlino. Nel primo caso la trama ha visto la vittoria della Nemesi, cosa inconcepibile per le nozioni di sceneggiatura della “New Hollywood”, se non nel genere del dramma, cosa che però porterebbe a considerare la nostra realtà come un dramma senza fine. Non una bella aspettativa insomma. Nel caso del muro di Berlino, la “grande trama della vita” ha subìto uno scossone ben più forte: per la prima volta si è ritrovata di fronte a milioni e milioni di nuovi protagonisti-cittadini. E più protagonisti significa più trame. E più trame significa…beh, una sceneggiatura ben più complicata.

Matteo Salvini e Luigi di Maio.

Tornando all’argomento che più può intrattenere chi è arrivato fin qui, “Cattivissimo Me”, al pari di quei due enormi avvenimenti storici, rappresenta una complicazione di trama non da poco: il protagonista di un film d’animazione che rinnega sé stesso da principio, quasi costretto da forze maggiori di lui a dover sottostare alla trama che gli è stata affibbiata. Si tratta, chiaramente, di un rovesciamento dei ruoli: una chiara dimostrazione che un cattivo dei cartoni animati può avere un cuore d’oro. Un concetto, questo, che siamo abituati a vedere dappertutto oggi, ma che non era così ovvio fino a pochi decenni fa. Trame che si complicano, personaggi che si plasmano in base alle convenienze, e spettatori che si abituano a questo minestrone caotico e innovativo: ecco come si arriva a parlare della crisi di governo.

Chiaramente, il modo di analizzare questa trama confusa che è il governo giallo-verde è una questione prettamente soggettiva: così come per alcuni Di Maio può rappresentare il “voltafaccia”, per altri può rappresentare “l’eroe”. “Il guardiano della soglia”, che lo si voglia o meno, è chiaramente Sergio Mattarella. Ma quando si parla di ribaltamento di trama, la figura di Matteo Salvini resta emblematica. Certo, perchè che lo si guardi con occhi di sinistra o di destra, sempre il protagonista rimane. Volendo essere onesti, per l’elettore grillino potrebbe essere al più “co-protagonista”. Un tipo di menzogna verso sé stessi, che non può che essere accettata storcendo un po’ il naso. Ed è così che la storia della vita politica dimostra chiare analogie con i concetti espressi da Vogler. E non si tratta certo di trasformazioni nuove nella nostra penisola (e chi ha vissuto il governo Berlusconi potrà confermarlo senz’altro). La lezione che qui e adesso verrà ricordata, sarà che tutti i personaggi, reali o meno, sono fedeli alla propria natura in base alle esigenze della trama e agli atti dentro cui sono coinvolti. Un fatto, questo, che nessuno sano di mente potrà mai cambiare.

Meowlow

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