Man Against Fire: Black Mirror indaga i risvolti distopici della de-umanizzazione del nemico

Charlie Boorker ideatore e produttore esecutivo della serie Netflix Black Mirror indaga i risvolti distopici della concretizzazione dei processi psicologici di de-individualizzazione e de-umanizzazione nella tecnologia. Secondo il regista in futuro sarà possibile distorcere la percezione attraverso l’impianto di un cip nel sistema nervoso centrale.

Black Mirror è una serie originale Netflix nata con il regista e ideatore Charlie Boorker che indaga i risvolti distopici ed indesiderabili dello sviluppo delle nuove tecnologie derivate da diversi ambiti del sapere, dalla chimica all’informatica, dalle biotecnologie all’intelligenza artificiale.Analizzando la serie da un punto di vista psicologico è di particolare interesse la quarta puntata della terza stazione: Gli uomini e il fuoco.In un mondo in cui le biotecnologie si sono largamente sviluppate, il sequenziamento del DNA è richiesto ad ogni individuo per individuare la possibile insorgenza di malattie. L’obiettivo è quello di individuare coloro che hanno la maggior probabilità di sviluppare malattie genetiche come cancro, distrofia muscolare, sclerosi multipla e molte altre, in modo da sterminarli per eliminare quei genomi definiti “compromessi”. Lo sterminio è affidato ai militari i quali sono provvisti della “maschera”: un dispositivo impiantato a livello cerebrale in grado di distorcere la loro percezione. I volti dei parassiti, gli uomini con il “DNA compromesso”, vengono percepiti dai militari come distorti e simili ad ogni altro, le loro voci diventano versi animali e l’odore del loro sangue è eliminato.

Nella storia

In questa puntata vengono descritti puntualmente due fenomeni psicologici che sono statti attuati già nel ventesimo secolo durante la seconda guerra mondiale da parte del regime totalitario tedesco: si parla di de-individualizzazione e de-umanizzazione.La de-individualizzazione si presentava nella forma degli indumenti che i prigionieri dei campi di concentramento dovevano indossare e nell’assegnazione di numeri per identificarli nonché nella rasatura dei loro stessi capelli. Si elimina così ogni tratto caratteristico dell’individuo per omologarlo ad ogni altro. La de-umanizzazione segue invece ad un processo più sottile che inizia con la pubblicazione del Mein Kampf. Hitler infatti cominciò ad inserire nell’opinione pubblica l’idea che omosessuali, diversamente abili e altre minoranze come gli ebrei, fossero la causa del degrado morale nonché economico della Germania. L’antisemitismo di fine ottocento vede il suo massimo sviluppo proprio negli anni trenta del secolo scorso, con i risvolti che tutti conosciamo. Queste minoranze perdono il loro status di umani e assumono la forma di animali, la stessa divisione in razze legittima la credenza che i veri uomini siano quelli appartenenti alla razza ariana e tutte le altre sarebbero solamente parte del regno animale come il cane, l’avvoltoio e lo squalo.

De-individualizzazione

La de-individualizzazione ne Gli uomini e il fuoco non assume la sola forma di ideologia ma è inserita organicamente nella mente dei soldati. Il loro compito di carnefici è reso di gran lunga più facile. Il cip che i soldati hanno impiantato nel loro cervello è la concretizzazione dell’ideologia. La tecnologia può eliminare il processo di indottrinamento che è stato attuato, ad esempio, durante il regime nazista, creando una soluzione immediata e poco invasiva. L’allontanamento dalla società e il conseguente annientamento diventano quasi naturali se la percezione dei parassiti è quella di esseri indifferenziati. Lì dove l’individualità è la caratteristica principale e privilegiata, come nelle società occidentali individualistiche, l’allontanamento dell’omologato, dell’indifferenziato, di ciò che non emerge dallo sfondo è quasi un’imperativo. Se in una società sana gli individui hanno la motivazione a insegnare all’omologato come far mergere la propria individualità, nella società violenta e intollerante, invece, l’omologato è in prima istanza allontanato e poi soppresso. Questo processo è reso molto facile dalla stessa de-individualizzazione che in questo caso è operata sulle vittime.

 

De-umanizzazione

La de-umanizzazione d’altro canto ha lo stesso ruolo, facilitare lo sterminio. Uno dei personaggi principali è una ragazza di nome Raiman, ella racconta al protagonista di essere stata addestrata alla caccia fin da piccola. Di fronte ai volti inumani dei parassiti assimilabili a musi animali, quello di sopprimerli diventa un lavoro assai facile. L’animale è di gran lunga meno soggetto alla forza dell’empatia rispetto all’uomo. Dal punto di vista evoluzionistico l’empatia permette alla specie di sopravvivere anche a discapito di altre, infatti, se la specie umana è minacciata dai parassiti, i militari sono legittimati ad eliminarli dal pianeta. La distorsione delle voci e l’assenza dell’odore di sangue aumenta il realismo dell’illusione che questi vivono, sebbene di illusione sia scorretto parlare. In chiave relativistica è possibile dire infatti che l’illusione non lo sia affatto, la realtà che i militari percepiscono cos’è se non la sola verità del mondo dal loro punto di vista. Senza un metro di confronto, senza cioè la conoscenza di come la vera realtà sia, i parassiti sono davvero delle creature inumane. Il protagonista Stripe quando torna a vedere i volti dei parassiti e a sentire gli odori tenta di spiegare alla compagna quale sia la realtà senza possibilità di successo.

La scienza ha migliorato le condizioni di vita dell’uomo e ha allungato la vita media. Oggi solamente una piccolissima parte della popolazione mondiale vive al di sotto della soglia di sussistenza e la maggior parte degli individui appartiene alla classe media. Di fronte a tutto questo però è determinante la comprensione e l’applicazione della psicologia all’etica. La conoscenza di processi psicologici come la de-umanizzazione e la de-individualizzazione sono applicabili alla costruzione di tecnologie, nonché conoscenze, che prevengano fenomeni di isolamento, persecuzione e sterminio di quelle minoranze che arbitrariamente vengono poste al rango di nocive per l’umanità.

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