Vaccini contro l’influenza: come evitare la morte di milioni di persone nel mondo.

Anche quest’anno l’influenza sta colpendo l’Italia obbligando milioni di italiani ad una pausa forzata. Come possiamo proteggerci da questi virus?

virus influenza

Partendo dall’Australia, arrivando fino agli Stati Uniti, l’influenza è una malattia causata da più virus molto simili tra loro. Colpendo milioni di persone può creare diversi disagi alla popolazione portando addirittura alla morte dei soggetti più deboli. Come possiamo difenderci?

I primi contagi in Australia e gli effetti nel resto del mondo

Come ogni anno l’Australia è il primo paese ad essere colpito da questa malattia dando l’occasione al resto del mondo di studiarne la pericolosità e progettare i sistemi di prevenzione migliori. Quest’anno, comparendo due mesi prima del previsto, l’influenza australiana ha contagiato fino ad ora 272.000 persone, più del doppio rispetto al 2018, ed ha direttamente causato la morte di 662 persone, 82 in meno rispetto al 2017, l’anno in cui l’influenza era stata nettamente più forte. Questi dati preoccupano particolarmente gli USA, i quali nel periodo 2017-2018 registrarono più di 80.000 morti (bisogna tenere in considerazione che la popolazione statunitense si aggira intorno alle 330.000.000 di persone, e che nel conteggio dei morti negli USA vengono contati anche tutti i casi in cui i pazienti morti per influenza si trovavano in una situazione di salute precaria poiché affetti, ad esempio, da cancro, HIV o altre malattie che causano immunodeficienza). Per questo motivo i CDC (centri per il controllo e per la prevenzione delle malattie) statunitensi, hanno già messo a disposizione 116 milioni di dosi di vaccino, consigliandone l’utilizzo entro la fine di ottobre.

Impatto dell’influenza in Italia nella stagione invernale 2018-2019

L’importanza del vaccino contro l’influenza

L’influenza che ha colpito l’Australia è stata dominata dai ceppi H3N2 e H1N1, gli stessi della pericolosa epidemia del 2017, che colpì anche l’Italia. Entrambi questi virus sono sottotipi del virus A, conosciuto anche come “influenza di Hong Kong”, il quale ha una tendenza maggiore, rispetto agli altri virus influenzali, di causare ricoveri e casi di morte. Gli esperti, di fronte a questa minaccia, lamentano un’insufficienza eccessiva nella vaccinazione della popolazione. Negli USA, ogni anno, solamente il 45% degli adulti e il 63% dei bambini risultano vaccinati contro l’influenza, mentre l’anno scorso in Italia solamente il 15.3% degli adulti e il 53.1% degli over 65 risultavano vaccinati.

Ovviamente i vaccini non sono infallibili, ma stando a quanto affermano gli studi dei CDC sulla popolazione statunitense, il vaccino prodotto nel 2017 era efficace nel 40% dei casi, percentuale che scendeva al 25% quando il paziente contraeva l’influenza causata dal ceppo H3N2. Di fronte a questi dati William Schaffner, direttore sanitario della National Foundation for Infectious Diseases, affermò:”Sappiamo che non è perfetto ma è importante avere una protezione, seppure parziale. Se un paziente si vaccina e contrae l’influenza, avrà comunque meno possibilità di ammalarsi di polmonite, di dover essere ricoverato o anche di morire“.

Cos’è un virus? e come ci attacca?

Un virus, per definizione, è un’entità biologica con caratteristiche di parassita obbligato, in quanto si replica esclusivamente all’interno delle cellule di altri organismi. I virus sono capaci di infettare tutti i tipi di forme di vita (animali, piante, microrganismi compresi batteri e archeobatteri e anche altri virus). Ovviamente i virus non sono tutti uguali, si differenziano infatti per la struttura (elicoidale, icosaedrica, ovoidale, ad involucro, e complessa) e per il modo in cui il loro materiale genetico viene replicato (Virus a DNA, RNA o a trascrizione inversa). Nonostante ciò sono tutti accomunati dal ciclo di replicazione, che pur variando notevolmente da virus a virus presenta sei fasi fondamentali.

  • Attaccamento

Il virus si lega a specifiche cellule target, ossia le cellule che il virus è capace di infettare, grazie a delle proteine presenti nel capside, la struttura proteica che protegge il materiale genetico del virus dall’ambiente esterno, capaci di interagire e creare un solido legame con dei recettori specifici presenti all’esterno della cellula da infettare.

  • Ingresso

Una volta “attaccato” il virus sfrutta i recettori legati a lui per trasportare il capside all’interno della cellula.

  • Uncoating

All’interno della cellula ospite il capside viene riconosciuto dai lisosomi, organelli capaci di “digerire” le proteine, come molecola estranea da distruggere. A questo punto gli enzimi lisosomiali, distruggendo il capside, liberano il materiale genetico del virus all’interno della cellula.

  • Replicazione

Il codice genetico del virus è ora in grado di sfruttare le risorse della cellula per creare copie delle proteine strutturali e del codice genetico del virus di partenza

  • Successivamente vengono assemblati i virus sempre da parte della cellula, i quali possono subire delle modifiche alle strutture proteiche.
  • Rilascio

La replicazione e l’assemblaggio delle particelle virali continua finché la cellula infettata non esaurisce le risorse al suo interno. A questo punto il virus viene rilasciato all’esterno della cellula in vari modi, che variano a seconda del virus. I due più comuni prevedono la distruzione della parete cellulare, o la morte per apoptosi della cellula.

Ora le svariate particelle virali sono libere di legarsi ad altrettante cellule target per ripetere l’intero ciclo di replicazione.

Meccanismi di difesa nell’uomo

Esistono 2 principali meccanismi di difesa, entrambi mediati dal sistema immunitario:

  • Sistema immunitario innato
  • Sistema immunitario adattivo

Il primo offre una difesa immediata e non specifica, è infatti in grado di evitare l’infezione da parti di molti tipi di virus, esclusi quelli che si sono evoluti in modo da raggirarlo.

Il secondo consiste in una difesa che cambia in base al tipo di virus che sta attaccando l’organismo. Quando il sistema immunitario adattativo di un vertebrato incontra un virus, produce anticorpi specifici capaci di legarsi ad esso e spesso sono in grado di renderlo non infettivo, ciò è chiamata immunità umorale. Tra i più importanti anticorpi prodotti dal sistema immunitario adattivo troviamo: anticorpi IgM, essi sono altamente efficaci nel neutralizzare i virus, ma vengono prodotti dalle cellule del sistema immunitario solo per poche settimane in modo da combattere durante fase acuta dell’infezione. I secondi, chiamati anticorpi IgG, vengono invece prodotti di continuo creando quindi l’immunità al virus. La presenza di IgM nel sangue dell’ospite viene utilizzato per diagnosticare la presenza di una infezione acuta, mentre le IgG indicano un’infezione passata contro la quale l’organismo risulta efficacemente protetto.

La migliore prevenzione contro i virus: i vaccini

Poiché i virus utilizzano vie metaboliche vitali all’interno cellule ospiti per replicarsi, essi risultano difficili da eliminare senza usare farmaci che causino effetti tossici alle cellule dell’ospite. Gli approcci medici più efficaci per le malattie virali sono le vaccinazioni, in grado di fornire l’immunità alle infezioni, e i farmaci antivirali che interferiscono selettivamente con la replicazione del virus. Questa immunità fornita dai vaccini avviene secondo 3 tecniche diverse, utilizzate a seconda del paziente che si sta vaccinando e a seconda del tipo di virus contro il quale si vuole creare l’immunità. Il primo metodo prevede l’inoculazione all’interno della persona del virus vivo, con questa tecnica il corpo affronta un’infezione leggera ed è in grado di arrivare alla produzione di anticorpi IgG senza ammalarsi pesantemente durante la fase acuta. Nella seconda tecnica il virus inoculato risulta attenuato, ossia indebolito. Questo virus ha quindi meno capacità infettive rispetto a quello vivo, ma nei pazienti immunodepressi può in alcuni casi trovare il tempo e il modo di replicarsi abbastanza per creare una vera e propria infezione. Per questo motivo sono stati ideati, grazie alle biotecnologie. dei vaccini che non contengono il virus, ma solamente le sue proteine esterne che si legano alla cellula target. In questo modo l’organismo sviluppa gli anticorpi IgG capaci di legarsi a quelle proteine, creando così l’immunità nel soggetto al virus, o eventualmente a tutti i virus, che presentano quella proteina all’esterno della loro capside.

I vaccini contro l’influenza

Sulla base della straordinaria efficacia e relativa sicurezza dei vaccini, ogni anno vengono studiati i vari ceppi virali che causano l’influenza in tutto il mondo, e partendo dal febbraio dell’anno prima si cominciano a produrre enormi quantità di particelle virali influenzali incubandole per sviluppare, durante l’anno, dei vaccini in grado di renderci immuni a tali ceppi. Entro l’anno a venire saranno quindi studiati e prodotti dei vaccini utilizzando la terza tecnica precedentemente citata per offrire una valida protezione anche alla fetta di popolazione più debole, composta da bambini, anziani e immunodepressi.

Nonostante per molti di noi l’influenza rappresenti un semplice “malanno di stagione”, i vaccini si confermano come incredibili strumenti per impedirci di perdere tempo a letto, e per bloccare la diffusione rapida e capillare dei ceppi influenzali nella società, proteggendo così tutte le persone più deboli dal contrarre gravi infezioni che potrebbero condurle addirittura alla morte.

 

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