Il Superuovo

“Storia di una ladra di libri” ci ricorda il reale valore della cultura

“Storia di una ladra di libri” ci ricorda il reale valore della cultura

Oggi, il valore della cultura sembra esser venuto meno. Scuole, cinema, teatri e circoli letterari sono chiusi da mesi e questo non fa che impoverire la nostra voglia di cultura.

Una desolante scena delle scuole chiuse per la pandemia (Google)

“Storia di una ladra di libri” è un romanzo dolce e commovente che ci ricorda come la cultura sia il reale cibo dell’anima.

“Storia di una ladra di libri”: il romanzo

Il romanzo si svolge nella Germania nazista del 1938. Liesel Meminger è una bambina di soli 9 anni. Liesel perde il fratellino durante un viaggio in treno e viene affidata ad Hans e Rosa Hubermann. Lui non trova lavoro poiché rifiuta di iscriversi al Partito Nazista e lei mantiene la famiglia lavando i panni dei borghesi della città di Molching. Hans è dolce e paziente mentre Rosa, all’apparenza burbera e severa, ha un cuore generoso.
Liesel è analfabeta e lo rivela il primo giorno di scuola. Derisa, finisce per picchiare Franz Deutscher un compagno prepotente che la prende in giro. Lei lo picchia e si guadagna il rispetto dei compagni e di Rudy Steiner, il vicino di casa più grande di lei di soli 8 mesi, le insegna a leggere.
È così, la giovane protagonista, sviluppa un immenso amore per la lettura.
I due amici si iscrivono alla Gioventù Hitleriana e assistono al rogo dei libri banditi dal Reich. Finita la riunione, Liesel salva un libro dalle fiamma ma una donna la vede.
Liesel e Rudy leggono in segreto il libro dello scrittore inglese H. G. Wells, “L’uomo invisibile” e lei annota tutte le nuove parole su un abbecedario regalatole dall’amico.
Con il proseguimento della guerra, Hans e Rosa ospitano a casa loro un ebreo in fuga di nome Max.
Un giorno Liesel viene mandata da Rosa a consegnare dei panni a casa del borgomastro. Si scopre che sua moglie è Ilsa Hermann, la donna che dopo la cerimonia nazista le aveva visto sottrarre il libro dalle ceneri. La donna le mostra la personale biblioteca del figlio Johann, disperso in guerra, costituita da libri proibiti e le dice di essere libera di recarvisi ogni volta che vorrà.
L’amicizia tra la donna e la bambina viene scoperta.
Liesel prende l’abitudine i leggere a Max i libri presi in prestito dalla biblioteca della signora Hermann.
Le vicende si susseguono fino al bombardamento della città di Molching e Hans, Rosa e Rudy rimangono uccisi. Lei sopravvive poiché rimasta in cantina a leggere con Max.
La guerra finisce e Liesel vive pienamente e serenamente fino all’ultimo giorno della sua vita.

Una scena del film ispirato al romanzo “Storia di una ladra di libri” (Google)

I lettori che oggi mancano

È da diversi anni che si parla della diminuzione dei lettori in Italia. La nostra è una delle nazioni europee che legge di meno e questo è un campanello d’allarme. Il calo legato alle lettura individuale evidenzia la preoccupante mancanza di interesse verso la letteratura, di qualsiasi genere letterario si tratti.
Sono diverse le iniziative legate alla lettura personale, ma riusciremo a tornare ad essere tra i “padroni del sapere”?

La pandemia: una distruzione totale

Con la pandemia da CoVid-19 si è evidenziato i modo preoccupante il disinteresse verso la cultura. In Francia hanno chiuso le scuole dopo averle tenute aperte da settembre, in Spagna teatri e cinema non hanno mai chiuso completamente. E qui in Italia? Qui è stata data più importanza al calcio che ai futuri studenti.
Siamo tra i peggiori paesi europei riguardo l’importanza data all’istruzione e tra gli ultimi per iscrizione all’Università. Noi siamo un popolo che ha insegnato la cultura al resto del mondo e oggi siamo derisi per il nostro scarso interesse riguardo alla conoscenza. Possediamo il 70% del patrimonio mondiale e la nostra storia pullula di personaggi importanti. Dovremmo imparare di nuovo a dare importanza al sapere per poter costruire un domani migliore. “Storia di una ladra di libri” ha il potere di ricordarci la bellezza e l’importanza delle parole e del libero pensiero.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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