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L’antico oriente: tra “Le mille e una notte” e le dure sfide di oggi

L’antico oriente: tra “Le mille e una notte” e le dure sfide di oggi

“Le mille e una notte” è una famosissima raccolta di racconti le cui origini sono principalmente individuabili nei territori egiziani, mesopotamici, indiani e persiani.

La copertina di un’edizione francese de “Le mille e una notte” (Google)

I luoghi magici di un tempo, però, oggi sono territorio di dure sfide quotidiane.

“Le mille e una notte”

La raccolta si è costituita a partire dal X secolo: ha varie ambientazioni storico-geografiche ed è composta da differenti autori.
La prima edizione è datata all’incirca nel 900 d.C. (di stampo indiano) e l’edizione definitiva nel 1400.
Il numero “1001” non va preso letteralmente; “mille“, invece, in arabo significa “innumerevoli”.
Possiamo quindi concludere che “1001” indichi un numero infinito.
Traduttori successivi presero invece questo numero alla lettera e, dividendo e aggiungendo fiabe, arrivarono a una raccolta che ne conteneva, appunto, mille.

La serie di racconti è incentrata sul re persiano Shahriyār che, tradito da sua moglie, uccide tutte le sue spose al termine della prima notte di nozze.
Un giorno Shahrazād, figlia maggiore del gran visir, decide di offrirsi come sposa al sovrano dopo aver escogitato un piano per placare l’ira dell’uomo.
Così la ragazza, per far cessare l’eccidio e non essere uccisa a sua volta, attua il suo piano con l’aiuto della sorella: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Shahrazād continua così per “mille e una notte“, ovvero per infinite notti, fino a quando il re, innamoratosi, le rende salva la vita.

E’ Shahrazād a raccontare tutte le storie e da molti questo è visto come un esempio antico di metateatro e paragonato da Lionel Abel nel 1963 a di Don Chisciotte della Mancia come prototipo di personaggio autoreferenziale.
L’artificio usato nella raccolta venne ripreso da William Shakespeare e Luigi Pirandello, ma già nel 1300 Giovanni Boccaccio ne riprese la trama con il “Decamerone” e tracce dello stesso sistema si trovano nei racconti che Ulisse nell’ “Odissea” narra ai Feaci.

Una raffigurazione del re e di Shahrazād (Google)

L’antico oriente: un mondo magico

L’antico oriente è stata fucina di idee, racconti e studi che hanno rivoluzionato il mondo.
Era lì che un tempo si trovavano i faraoni, i ricchi sultani e molti degli studiosi che hanno contribuito a creare le conoscenze moderne.
L’Egitto, l’Arabia, L’India, la Persia (oggi Iran) hanno “contaminato” il mondo con l’arte e le ideologie che sono diventate parte del nostro mondo occidentale.
Purtroppo, oggi, la situazione è, in molte di queste zone, davvero difficile se non addirittura drammatica.

L’oriente oggi

L’oriente si ritrova, oggi, ad affrontare sfide enormi.
Nel 2011 , nei paesi dell’africa settentrionale, la “primavera araba” ha portato a disordini violenti e alla distruzione di molte opere considerate patrimonio dell’umanità.
L’Iran è oggi in continua lotta diplomatica con gli Stati Uniti, l’Arabia guarda solo all’arricchimento economico e l’India è flagellata dal CoVid-19 e dalla povertà e dalla violenza.
Lo sfarzo dei tempi di “Le mille e una notte” sembra lontano, ma la storia è così, è fatta di cadute e risalite e speriamo vivamente che questi magnifici posti tornino allo sfarzo intellettuale e sociale di un tempo.

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