Il manifesto di Einstein che scosse il mondo nasceva 67 anni fa: conosciamolo insieme

Prima in TV e poi con un Manifesto, Albert Einstein esternò al mondo i suoi timori sull’uso delle armi atomiche.

Un’immagine di Albert Einstein (Google)

La paura delle armi atomiche si è presentata durante la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda. Ora, la situazione tra Russia e Ucraina mette di nuovo in allarme il mondo.

Albert Einstein, la TV e il Manifesto

Nel 1950 Albert Einstein apparve in TV e si pronunciò contro la produzione della bomba a idrogeno.
Poco più tardi, nel 1955, firmò il Manifesto per la pace dal titolo: “Metteremo fine alla razza umana, o l’umanità rinuncerà alla guerra?”.
Il Manifesto porta il nome di Bertrand Russell ed Albert Einstein e il 9 luglio 1955 quel documento fece parte di una fondamentale riunione contro il riarmo nucleare della Guerra Fredda.
Il documento, firmato da altri 9 scienziati, è un appello alla coscienza umana a non commettere qualcosa di così grave e a cui sarebbe stato troppo difficile porre rimedio.

Un’immagine di un’esplosione atomica (Google, “Focus”)

Il Manifesto

Dopo appena due mesi dalla morte del grande scienziato, il Manifesto contro l’atomica viene letto dal filosofo Bertrand Russell in una sala di Caxton Hall (Londra) colma di giornalisti.
La famosa residenza aveva già ospitato la prima Conferenza panamericana, e gli appuntamenti dei movimenti delle suffragette e degli omosessuali.
Lo sforzo chiesto dal Manifesto era ambizioso: domandare ai governi di rinunciare alla guerra per cercare dei “mezzi pacifici”.
Il documento recita:

“In una qualsiasi guerra futura saranno certamente usate armi nucleari e queste armi minacciano la continuazione dell’esistenza umana”.

Albert Einstein era morto il 18 aprile 1955 dopo aver spedito la lettera per l’approvazione del testo contro l’atomica più famoso di sempre.
Il firmatario più giovane fu Joseph Rotblat (1908-2005), un fisico polacco che avrebbe vinto il Nobel per la Pace.

Il pericolo della bomba atomica

La corsa all’atomica era iniziate nel 1939 con la scoperta, da parte dei tedeschi Otto Hahn e Fritz Strassmann, della scissione dell’uranio bombardato con neutroni.
La Seconda Guerra Moncdiale finì 6 anni dopo, il 6 agosto 1945, con l’esplosione su Hiroshima di Little Boy.
L’articolo dell’11 febbraio 1939 di Otto Frisch e Lise Meitner sulla rivista “Nature” teorizzava la fissione nucleare (già ottenuta inconsapevolmente da Enrico Fermi)

Joseph Rotblat aveva capito che l’atomo di uranio spezzato può generare altri neutroni e fissioni, sprigionando un’energia devastante in un tempo inferiore a un millisecondo.
Nell’estate del 1939, i tedeschi annunciarono la possibilità di creare un ordigno nucleare e il 1° settembre Rotblat esternò i suoi timori allo scopritore del neutrone, il Nobel per la Fisica James Chadwick.
Intanto, a New York, il fisico Leó Szilárd si consultava con Enrico Fermi.
Entrambi conclusero che i tedeschi, arrivati per primi alla scoperta della scissione dell’atomo, erano in vantaggio e avrebbero potuto contare sull’aiuto di Werner Heisenberg.

Così Leó Szilárd, Eugene Wigner, Nobel per la Fisica nel 1963, e Edward Teller, il padre della bomba ad H, si rivolsero ad Albert Einstein e lo convinsero a scrivere al presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt per accelerare la messa a punto della bomba atomica (un’arma devastante ma capace, eventualmente, di fermare Hitler).
I tedeschi, fortunatamente, furono costretti a rinunciare al progetto nel 1942 per mancanza di mezzi.

Il pericolo dell’atomica, però, si presentò nuovamente durante la Guerra Fredda.
Ad Einstein appare molto chiaro il potenziale distruttivo della bomba nucleare e così sottoscrive uno dei documenti più famosi e importanti della storia contemporanea.

La guerra Russia-Ucraina: il pericolo si ripresenta

Da febbraio 2022, il mondo è, ancora una volta, in apprensione sulle sue sorti.
Vladimir Putin, determinato a vincere una guerra davvero difficile, minaccia Europa e Stati Uniti di rispondere alle sanzioni a lui imposte con il lancio di una bomba atomica.
Inutile sottolineare come ciò potrebbe avere effetti catastrofici per tutto il mondo.
Citiamo, allora, una frase famosissima dello stesso Einstein che citiamo spesso quando si parla di bomba nucleare:

“Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza Guerra Mondiale, ma la Quarta Guerra Mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni”.

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