I poeti raccontano la storia e i personaggi importanti con versi e rime

La Storia non è solo nei manuali o nei film, ma anche nelle poesie. Guerre, persone ed eventi in rima.

Abraham Lincoln

Nelle poesie non si trovano solo eroi mitologici e amori difficili, infatti il tempo ha concesso spazio alla Storia e i suoi contenuti. I poeti hanno deciso di raccontare condottieri e battaglie in versi.

Pian piano l’uccellino fa il suo nido

La Storia nella poesia assomiglia più che mai ad un uomo. Una persona qualunque che studia, poi lavora e pian piano fa carriera. Se è abile e determinata arriva ai vertici, mentre se è timida e impacciata stagnerà nei livelli bassi.

La Storia inizialmente faceva parte dello sfondo, proprio come quando non si è bravi a recitare e si ottiene il ruolo di albero o cespuglio. Era la sceneggiatura, il contorno, qualcosa di visibile solo agli occhi più attenti e curiosi. Nella letteratura in prosa ha trovato facilmente spazio, come dimostra Manzoni ne ‘I Promessi Sposi’. Si tratta infatti del primo romanzo storico italiano. Per quanto riguarda la poesia bisognerà aspettare eventi tragici, come le guerre, e persone importanti, come condottieri o presidenti.

Una eccezione la fa Giovanni Pascoli in ‘Italy‘, un ampio componimento di 450 versi. Il tema, tanto caro all’autore, è quello degli emigranti italiani costretti ad abbandonare la madrepatria per inseguire il sogno americano. Questo suo sguardo alla società era e rimane ancora oggi una voce fuori dal coro, sicuramente positiva.

Giuseppe Ungaretti

La battaglia delle penne

Come detto in precedenza, un polo di interesse è rappresentato dai conflitti. Pablo Neruda, in ‘Terre offese‘, racconta la guerra civile spagnola ( scoppiata nel 1936 vide l’opposizione di repubblicani e ribelli nazionalisti). Il poeta celebra la resistenza del popolo ai soprusi dei franchisti e per fare ciò ricorre alla memoria: i luoghi della sua giovinezza sono ora ricoperti di sangue e morte. Purtroppo, come ricorda la conclusione, “Nulla, né la vittoria cancellerà la ferita terribile del sangue“.

Guardando al nostro paese non si può tralasciare Giuseppe Ungaretti, che con le sue celebri brevi distese di versi narra il primo conflitto mondiale, al quale prese parte come soldato. In ‘Veglia‘  e ‘San Martino del Carso‘ si focalizza sulla distruzione portata dalla guerra, che nel primo caso è fisica e umana, mentre nel secondo è più ambientale e sentimentale. Da buon compagno d’armi non scorda di raccontare, sempre in poche parole, la vita dei soldati: ” Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie“. Precarietà, pericolo, incertezze.

Nell’oltre manica si instaura un piccolo gruppo di poeti chiamati ‘War poets‘, ‘poeti di guerra’, che proveranno con dolci frasi in rima a convincere la gente a schierarsi per l’interventismo o meno. Fra questi i più famosi sono Rupert Brooke, Siegfried Sassoon e Wilfred Owen ( del quale consiglio la lettura di ‘Dulce et decorum est‘).

Napoleone

Eroi in versi

Un altro importante nucleo di ispirazione sono certamente i personaggi di rilievo, definibili anche come condottieri. E’ il caso di Abraham Lincoln, che trova spazio nei versi di ‘O capitano, mio capitano‘ di Walt Whitman, dove il poeta americano celebra il presidente degli Stati Uniti e la sua precoce morte.

Sempre su questo tema si concentra Alessandro Manzoni, che in ‘Cinque maggio‘ ricorda il suo idolo personale: Napoleone Bonaparte. Ripercorre le vittorie dell’imperatore francese e regala a noi successori compatrioti un ritornello che rimane impresso nella mente: ” Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro stette la spoglia immemore…“.

Un altro celebre poeta italiano, Pier Paolo Pasolini, sfrutterà il suo talento in onore di Gramsci, scrivendo ‘Le ceneri di Gramsci‘. Nella sua opera è ben chiara la confusione dell’autore che, pur avendo aderito al marxismo, ne riconosce contraddizioni e problematiche. Il movimento operaio è in crisi, il partito subisce solo sconfitte. Non resta che rifarsi ai vecchi leader.

Quasi come una rievocazione i poeti si sono concentrati sugli uomini che hanno scosso loro qualcosa nello stomaco, hanno portato ispirazione o coraggio. Alcuni hanno voluto raccontare la tragedia della guerra, come a voler ordinare in versi la confusione portata dalle armi. Sicuramente la Storia, insieme ai suoi affluenti, ha guadagnato un ruolo da protagonista.

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