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Gabriele D’Annunzio e la figura femminile: le mille sfaccettature delle donne del Vate

Gabriele D’Annunzio è una delle figure più importanti nella cultura del nostro paese.

Un’immagine di Gabriele D’Annunzio (Google)

Le sue poesie e le sue opere hanno rivoluzionato la sue epoca e non solo. In questo tripudio di innovazione, anche la donna assume un ruolo differente rispetto alle epoche passate.
Coraggioso e rivoluzionario, Gabriele D’Annunzio è una delle figure cardine delle nostra storia.

Gabriele D’Annunzio: il poeta Vate e la figura della donna

Gabriele D’Annunzio amava le donne. L’autore infatti amava conquistare sempre nuovi cuori e poche sono state le donne capaci di colpirlo davvero. Tra le più famose ricordiamo l’attrice Eleonora Duse e Barbara Leoni.
D’Annunzio, nella sua produzione, immagina la donna come un essere superiore, ma non intendendo non tanto la forza della donna seduttrice quanto la fragilità dell’uomo sedotto.
Il poeta era capace di capire le donne, di corteggiarle con le parole giuste e di farle sentire esseri divini.
Con il poeta Vate, la donna diventa moglie, amante, sorella, nemica, intellettuale e seduttrice.
Per D’Annunzio la donna andava elogiata e corteggiata, capita e amate, mentre oggi la figura femminile troppo spesso ricalca solo qualche scarno stereotipo, sia nella lettura che nella quotidianità.
Ecco alcune opere del poeta Vate che ci mostrano le mille sfaccettature delle donne dannunziane.

“Il trionfo della morte”

Ne “Il trionfo della morte” la donna diventa seduttrice e distruttrice. E’ Barbara Leoni l’ispiratrice di Ippolita Sanzio, la figura femminile dell’opera.
La donna è stata una delle più importanti e influenti nella vita del poeta.

“Il piacere”

Ne “Il piacere” troviamo due figure femminili: Maria Ferres ed Elena Muti.
Il protagonista, Andrea Sperelli, è diviso tra le due donne: Maria rappresenta la donna pura e candida, mentre Elena rappresenta la passione e il desiderio.
Il poeta sarà diviso dalle due donne così diverse tra loro eppure entrambe così indispensabili per lui.
Moltissimi sono i riferimenti impliciti alla diversa natura delle due figure.

“La pioggia nel pineto”

Qui D’Annunzio ed Ermione, la figura femminile della composizione, diventano un tutt’uno con la natura ascoltando i rumori della pioggia. Il poeta invita la donna ad ascoltare e la loro diventa una vera metamorfosi da umani a creature della natura.
La donna ispiratrice è molto probabilmente Eleonora Duse.

Un uomo unico

Che si sia trattato di politica, di romanzi o di poesie, Gabriele D’Annunzio ha sempre primeggiato. La sua figura è infatti una delle più importanti del 1900 e rappresenta un marchio italiano nel mondo della nostra storia e della nostra cultura che non ha eguali.

 

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